LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1322 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 4 di 9

175 provvedimenti

Altri anni per Art. 1322 Codice Civile

Deroga art 1957 cc: quando è clausola vessatoria?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14687/2025, ha stabilito che la clausola di deroga all'art. 1957 c.c. in un contratto di fideiussione stipulato con un consumatore è vessatoria se non specificamente negoziata. Il caso riguardava un garante che si era opposto a un decreto ingiuntivo di una società finanziaria, eccependo la decadenza del creditore per non aver agito entro sei mesi. La Corte ha confermato la nullità della clausola, ribadendo che l'onere di provare la trattativa individuale spetta al professionista, e in assenza di tale prova la garanzia si estingue se il termine non viene rispettato.
Continua »
Caparra confirmatoria differita: si paga l’imposta?
Un notaio ha impugnato un avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate relativo all'imposta di registro su una caparra confirmatoria differita, prevista in un contratto preliminare di compravendita di azioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'imposta è dovuta sulla base della mera previsione contrattuale della caparra, anche se il versamento è posticipato. La tassazione scatta con l'accordo, non con il pagamento.
Continua »
Soccombenza virtuale: chi paga le spese processuali?
Una società di trasporti non rispetta un'ordinanza cautelare che le imponeva di liberare due garanti da un debito bancario entro un termine. Le garanti avviano l'esecuzione forzata e la società si oppone. Sebbene la questione si risolva, la Corte di Cassazione applica il principio di soccombenza virtuale, condannando la società al pagamento delle spese legali perché, al momento dell'avvio dell'esecuzione, era inadempiente e quindi avrebbe perso la causa.
Continua »
Qualificazione contratto finanziamento e usura bancaria
Una società ha citato in giudizio una banca sostenendo l'usurarietà di tre contratti di finanziamento. La Corte d'Appello ha riqualificato il rapporto come un'unica operazione di finanziamento a medio-lungo termine, escludendo l'usura sui tassi corrispettivi. Pur riconoscendo l'usura sui tassi di mora, ha respinto la domanda di restituzione per carenza di prova. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della società inammissibile, confermando la decisione. La sentenza sottolinea l'importanza della corretta qualificazione contratto finanziamento secondo le Istruzioni della Banca d'Italia e il rigoroso onere della prova a carico del cliente.
Continua »
Indennità di trasferta: i limiti del CCNL e la decisione
Una ditta individuale ha contestato la decisione della Corte d'Appello che negava la qualifica di 'indennità di trasferta' a somme erogate ai dipendenti, in quanto non conformi al CCNL Autotrasporti. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che i requisiti del contratto collettivo, come la durata minima del servizio, sono inderogabili. La Corte ha stabilito che l'autonomia contrattuale non può essere usata per eludere gli oneri previdenziali, e che la clausola sulle 'condizioni di miglior favore' era una norma transitoria non applicabile al caso di specie.
Continua »
Risarcimento danno da occupazione: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di occupazione usurpativa, stabilendo principi fondamentali per il calcolo del risarcimento danno. L'ordinanza chiarisce che tale risarcimento costituisce un 'debito di valore' e, pertanto, l'importo deve essere rivalutato fino alla data della decisione finale, non a una data precedente. La Corte ha inoltre censurato la decisione del giudice di merito di modificare arbitrariamente la perizia tecnica sul valore del bene, ripristinando la necessità di una valutazione corretta e motivata.
Continua »
Responsabilità solidale ATI: il progettista è fornitore
Un'impresa facente parte di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI) è stata citata in giudizio dal progettista per il pagamento dell'intero compenso dopo il fallimento dell'impresa mandataria. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale ATI dell'impresa, classificando il progettista come un "fornitore" esterno i cui servizi sono essenziali per l'appalto pubblico, attivando così la responsabilità solidale di tutti i membri dell'ATI.
Continua »
Rinuncia abdicativa: lecita per la Cassazione?
Con una decisione di fondamentale importanza, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito la piena ammissibilità della rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare. La sentenza chiarisce che tale atto è un negozio unilaterale e non recettizio, espressione del diritto del proprietario di disporre del proprio bene. Di conseguenza, l'immobile rinunciato viene acquisito a titolo originario dallo Stato, senza che quest'ultimo possa rifiutare. La Corte ha escluso la possibilità per il giudice di sindacare la validità dell'atto sulla base di un presunto "fine egoistico", come quello di liberarsi di beni onerosi o pericolosi, precisando però che il rinunciante resta responsabile per le obbligazioni e i danni sorti prima della rinuncia.
Continua »
Clausola Risolutiva Espressa: quando non opera?
Un'ordinanza della Cassazione analizza i limiti di applicabilità della clausola risolutiva espressa in un contratto d'appalto. La Corte ha stabilito che la parte a sua volta inadempiente, e il cui comportamento ha causato l'inadempimento della controparte, non può legittimamente avvalersi della clausola per risolvere il contratto. Il caso esamina anche la natura del contratto autonomo di garanzia, confermando che il garante, una volta pagato, non può agire in ripetizione contro il beneficiario ma solo in regresso verso il debitore principale.
Continua »
Superminimo e motivazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un lavoratore a cui erano stati revocati la promozione a Quadro e un supplemento retributivo (superminimo). La Corte ha confermato l'illegittimità della revoca della promozione, in quanto unilaterale e immotivata dopo un riconoscimento definitivo. Tuttavia, ha cassato con rinvio la decisione relativa al superminimo, ritenendo la motivazione della Corte d'Appello apparente e contraddittoria, in quanto non spiegava chiaramente il bilanciamento tra il principio di irriducibilità della retribuzione e gli accordi aziendali peggiorativi.
Continua »
Tetti di spesa retroattivi: ok dalla Cassazione
Una controversia su crediti sanitari tra società di factoring e un'ASL riguardava la legittimità di applicare limiti di spesa stabiliti dopo l'erogazione delle prestazioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità dei tetti di spesa retroattivi sulla base della giurisprudenza amministrativa. Ha inoltre affrontato la questione procedurale della tardiva produzione in giudizio delle delibere regionali, ritenendo l'eccezione di nullità decaduta perché non sollevata tempestivamente.
Continua »
Rendita vitalizia: quando si prescrive il diritto?
Un lavoratore si è visto negare la pensione per contributi omessi dal datore di lavoro. Con la sentenza n. 22802/2025, le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono nuove regole per la prescrizione del diritto a costituire una rendita vitalizia. Viene introdotta una fondamentale distinzione: per il datore di lavoro, il termine decorre dalla prescrizione dei contributi; per il lavoratore, invece, decorre da quando si è prescritto il diritto del datore, garantendo così una tutela più estesa.
Continua »
Servitù di non edificare: quando nasce da accordo
Una società alberghiera e un condominio stipulano un accordo che vieta costruzioni entro cinque metri dal confine. Anni dopo, la società costruisce violando l'accordo. La Corte di Cassazione conferma che tale accordo ha creato una vera e propria servitù di non edificare, un diritto reale sulla proprietà, e non un semplice obbligo personale. La decisione si basa sull'interpretazione della volontà delle parti e sulla presenza di un'utilitas (beneficio) per il condominio.
Continua »
Ammissione al passivo del fideiussore: la Cassazione
Un istituto di credito si è visto negare l'ammissione al passivo del fideiussore fallito. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il creditore di un fideiussore fallito ha pieno diritto di partecipare al concorso, a differenza del creditore garantito da ipoteca su bene di un terzo. L'ordinanza chiarisce la distinzione tra garanzie personali e reali nelle procedure concorsuali e l'ammissione al passivo del fideiussore.
Continua »
Litisconsorzio necessario: clausola regolamento
La Corte di Cassazione stabilisce che l'azione per dichiarare nulla o inefficace una clausola del regolamento condominiale contrattuale deve coinvolgere tutti i condomini. La sentenza chiarisce che si tratta di un'ipotesi di litisconsorzio necessario, poiché la decisione sulla ripartizione delle spese ha effetti inscindibili sull'intera compagine condominiale, rendendo invalida la precedente pronuncia emessa a contraddittorio non integro.
Continua »
Revoca del mandato: l’avvocato non può intervenire
Un avvocato, a seguito della revoca del mandato da parte di un ente comunale, interveniva nello stesso giudizio per contestare la decisione. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del suo intervento, chiarendo che le questioni relative al rapporto professionale sono distinte e separate dall'oggetto della causa principale. La sentenza sottolinea che la revoca del mandato è un atto di autonomia privata e le relative contestazioni devono essere sollevate in un procedimento autonomo.
Continua »
Arbitrato irrituale pubblica amministrazione: è nullo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune strutture sanitarie private contro un'Azienda Sanitaria Provinciale. La Corte ha confermato la nullità di un lodo arbitrale emesso tramite arbitrato irrituale. Il principio chiave ribadito è che l'arbitrato irrituale pubblica amministrazione è inammissibile, poiché l'azione amministrativa deve sempre seguire principi di trasparenza e pubblicità, incompatibili con la natura puramente negoziale e privata dell'arbitrato irrituale.
Continua »
Provvigione mediatore: quando è dovuta senza nesso?
Una società immobiliare ha richiesto il pagamento della provvigione per la vendita di un immobile acquistato dai convenuti direttamente da una procedura fallimentare. Nonostante un accordo scritto che prevedeva il pagamento della provvigione mediatore anche in questo caso, la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. La Corte ha stabilito che, sebbene le parti possano derogare al principio del nesso di causalità, il compenso deve essere giustificato da una controprestazione specifica e concreta da parte del mediatore, che in questo caso è stata ritenuta assente.
Continua »
Operatore qualificato: ricorso inammissibile
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito in relazione a otto contratti di swap, lamentandone la nullità per vari motivi, tra cui la violazione degli obblighi informativi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando come la dichiarazione di operatore qualificato sottoscritta dall'investitore lo oneri di provare che la banca fosse a conoscenza della sua reale inesperienza. L'inammissibilità è derivata anche dalla genericità e dalla mancata specificità dei motivi di ricorso.
Continua »
Tasso leasing: calcolo e trasparenza contrattuale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un istituto finanziario, confermando la legittimità del metodo di calcolo del canone di leasing. La Corte ha stabilito che il prezzo di riscatto, sebbene sia un'opzione, è una componente essenziale per determinare il tasso leasing, che rappresenta il costo complessivo dell'operazione e non un mero tasso di interesse. È stata inoltre respinta la richiesta di applicare sanzioni per mancanza di trasparenza, poiché, nonostante una certa opacità, gli elementi per determinare il costo effettivo erano presenti nel contratto.
Continua »