LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1321 Codice Civile

Pagina 9 di 18

342 provvedimenti

Contratto di agenzia: preavviso non prova stabilità
Un ente previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi a un'azienda, sostenendo l'esistenza di un rapporto di agenzia. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, rigettando il ricorso. Il punto chiave è la distinzione tra contratto di agenzia e procacciamento d'affari: la Suprema Corte ha chiarito che la semplice previsione di un preavviso per il recesso non è sufficiente a dimostrare la 'stabilità' del rapporto, elemento essenziale per configurare un contratto di agenzia.
Continua »
Giurisdizione giudice ordinario: il caso del comodato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15911/2024, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra il giudice ordinario e quello amministrativo. Il caso riguardava un contratto di comodato per un immobile, stipulato tra un ente pubblico in liquidazione e un'amministrazione statale. Le Sezioni Unite hanno affermato la giurisdizione del giudice ordinario, poiché la controversia verte su diritti e obblighi derivanti da un contratto di diritto privato, dove l'amministrazione non esercita poteri autoritativi, ma agisce su un piano paritario. La natura pubblica delle parti o l'interesse pubblico sotteso non sono sufficienti, da soli, a spostare la competenza al giudice amministrativo.
Continua »
Annullamento polizze vita: onere della prova
Un risparmiatore, indotto con dolo a sostituire due polizze vita in scadenza con altre meno vantaggiose, si è visto trattenere una somma di oltre 22.000 euro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15728/2024, ha stabilito che in caso di annullamento delle polizze vita per dolo, spetta alla compagnia di assicurazioni, e non al cliente, l'onere della prova sulla legittimità delle somme trattenute, ribaltando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Consolidato fiscale: compenso per le perdite cedute
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società controllante a versare un corrispettivo alla sua controllata, poi fallita, per aver utilizzato le perdite fiscali di quest'ultima nell'ambito del regime del consolidato fiscale. Secondo la Corte, la rinuncia della controllata alla possibilità di utilizzare autonomamente tali perdite in futuro deve essere compensata, sulla base di un accordo tra le parti la cui esistenza è stata provata in giudizio, anche tramite ammissioni della stessa controllante. L'interruzione del consolidato a causa del fallimento non esonera la controllante da tale obbligo.
Continua »
Cessione del credito: prova e oneri in Cassazione
Una società che interviene in un processo affermando di essere subentrata in un credito deve fornire la prova del suo titolo. Secondo la Suprema Corte, in caso di contestazione da parte del debitore, la sola pubblicazione dell'avviso di cessione del credito in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente. È necessario depositare il contratto di cessione per dimostrare l'effettiva titolarità del diritto. La Corte ha dichiarato inammissibile l'intervento della società cessionaria per carenza di prova, rigettando poi nel merito il ricorso dei debitori su altre questioni procedurali, tra cui l'abuso del processo.
Continua »
Obbligo informativo intermediario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'investitrice contro una banca, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il caso verteva sulla presunta violazione dell'obbligo informativo dell'intermediario nell'acquisto di titoli ad alto rischio e fondi speculativi. La Corte ha stabilito che l'intermediario aveva adempiuto ai suoi doveri informativi, avendo correttamente profilato la cliente come esperta e con alta propensione al rischio e avendola avvertita dell'inadeguatezza dell'operazione per dimensione. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso in quanto miravano a un riesame del merito dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Clausole vessatorie: recesso e moduli standard
Una società di certificazione ha perso in Cassazione la causa contro un cliente che aveva esercitato il recesso anticipato. La Corte ha confermato che le clausole vessatorie nel contratto, predisposto unilateralmente dalla società, erano inefficaci perché non specificamente approvate per iscritto. Tali clausole imponevano una durata fissa e il pagamento totale anche in caso di recesso, limitando i diritti del cliente.
Continua »
Esecuzione specifica contratto: modifiche e validità
Una società si rifiutava di concludere un contratto definitivo di permuta di terreni, adducendo lievi inadempimenti della controparte e differenze di superficie dei lotti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che concedeva l'esecuzione specifica del contratto, stabilendo che un successivo accordo scritto di frazionamento, accettato dalle parti, integra e modifica validamente il contratto preliminare, sanando le discrepanze. La sentenza ribadisce che per ottenere l'esecuzione specifica contratto non è necessaria un'offerta formale, ma è sufficiente la manifestazione della volontà di adempiere.
Continua »
Contratto atipico: quando il rogito non cancella patti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto atipico complesso, come una permuta di terreno in cambio della costruzione di immobili, non viene superato da un successivo atto di compravendita se quest'ultimo ha una mera funzione esecutiva degli obblighi già assunti. La sentenza chiarisce che il rogito non estingue l'obbligo di costruzione se le parti non hanno manifestato una chiara volontà novativa. La quietanza di pagamento nel rogito è stata ritenuta simulata, con la prova derivante dalle scritture private originarie che definivano il vero corrispettivo.
Continua »
Responsabilità precontrattuale e nomina del terzo
Una società immobiliare ha citato in giudizio una persona fisica per responsabilità precontrattuale a seguito dell'interruzione delle trattative per una locazione. L'individuo aveva agito 'per persona da nominare', designando successivamente una società terza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la responsabilità per la rottura delle trattative non ricade sullo stipulante originario, ma sulla società nominata, la quale subentra retroattivamente in tutti i rapporti, inclusi quelli della fase negoziale.
Continua »
Ripetizione indebito: accertamento saldo e prescrizione
Un correntista ha citato in giudizio un istituto di credito per la nullità di alcune clausole di un contratto di conto corrente stipulato nel 1978, chiedendo il ricalcolo del saldo. La Corte d'Appello aveva accolto la domanda, escludendo l'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato tale decisione, affermando che la domanda di accertamento del saldo, finalizzata a epurare gli addebiti illegittimi, costituisce a tutti gli effetti un'azione di ripetizione indebito. Di conseguenza, ha cassato la sentenza e rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione che tenga conto delle norme sulla prescrizione.
Continua »
Eccezione riconvenzionale e leasing: la difesa chiave
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13345/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di leasing e fallimento. Una società di leasing, citata in giudizio dal fallimento di un'azienda utilizzatrice per la restituzione dei canoni pagati, si era difesa chiedendo un equo indennizzo. I giudici di merito avevano ritenuto tardiva tale richiesta. La Cassazione ha ribaltato la decisione, specificando che la richiesta non era una domanda nuova, ma una eccezione riconvenzionale, finalizzata unicamente a paralizzare la pretesa avversaria. Questa qualificazione permette di presentarla nei termini previsti per le difese, cambiando l'esito della causa.
Continua »
Impegno di spesa ente locale: nullo senza copertura
Un gruppo di proprietari immobiliari stipula un accordo con un Comune per locare i propri appartamenti a famiglie bisognose, a fronte della garanzia del pagamento del canone da parte dell'ente. A seguito dell'inadempimento, i proprietari agiscono in giudizio. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Comune, ha dichiarato la nullità assoluta dell'accordo, poiché privo del fondamentale requisito dell'impegno di spesa ente locale e della relativa attestazione di copertura finanziaria, come imposto dal Testo Unico degli Enti Locali. Di conseguenza, nessuna obbligazione è mai sorta in capo al Comune.
Continua »
Trattamento dati biometrici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'uso di software di proctoring per gli esami universitari online costituisce trattamento dati biometrici, anche se la valutazione finale è umana. Ha inoltre annullato la decisione di merito che riteneva legittimo il trasferimento di dati verso gli USA basato su clausole contrattuali standard generiche, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua responsabilità solidale con un centro trasmissione dati (CTD) italiano per il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. La Corte ha stabilito che la normativa, che impone il tributo anche a operatori privi di concessione, non viola il diritto dell'Unione Europea né i principi di non discriminazione o legittimo affidamento. La sentenza chiarisce che chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano è soggetto passivo d'imposta, indipendentemente dalla sede o dalla presenza di una concessione statale.
Continua »
Trattamento retributivo: il giudicato lo protegge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11334/2024, ha confermato il diritto di una collaboratrice linguistica universitaria a percepire le differenze retributive basate su un precedente giudicato. La Corte ha stabilito che, anche in presenza di modifiche normative successive, il trattamento retributivo più favorevole accertato da una sentenza passata in giudicato viene salvaguardato dalle apposite clausole legislative, non potendo essere peggiorato. Il ricorso dell'ateneo, basato sull'inapplicabilità del vecchio giudicato, è stato integralmente respinto.
Continua »
Ferie part-time orizzontale: diritto pieno come full-time
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9857/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ferie part-time orizzontale. Un medico, il cui orario di lavoro ridotto era distribuito su tutta la settimana, si è visto riconoscere il diritto allo stesso numero di giorni di ferie di un lavoratore a tempo pieno. La Corte ha chiarito che la riduzione delle ferie è proporzionale solo all'orario (come nel part-time verticale) e non al numero di giorni lavorati, se questi coincidono con quelli dei colleghi full-time. Inoltre, è stata affermata la giurisdizione del giudice ordinario per l'intera durata del rapporto di lavoro, anche per i periodi precedenti al 30 giugno 1998, per garantire una tutela unitaria.
Continua »
Trattamento perequativo: sì anche senza accordo
La Cassazione conferma il diritto al trattamento perequativo per dipendenti universitari che svolgono attività assistenziale in ospedale, anche per il periodo precedente a un accordo formale del 2006. Decisiva la mancata contestazione specifica delle mansioni svolte da parte dell'Università e dell'Azienda Ospedaliera.
Continua »
Trattamento perequativo: sì se l’attività è svolta
La Cassazione conferma il diritto al trattamento perequativo per due dipendenti universitarie che svolgevano attività assistenziale in un'azienda ospedaliera. La Corte ha stabilito che la prova dell'effettivo svolgimento delle mansioni prevale sulla formalizzazione di accordi, respingendo i ricorsi dell'Università e dell'Azienda Ospedaliera.
Continua »
Prova del credito bancario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito importanti principi sulla prova del credito bancario. È stato stabilito che, in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la banca può provare il suo credito anche con estratti conto parziali, a condizione che il primo documento disponibile mostri un saldo a debito. In tal caso, il calcolo può partire dal cosiddetto "saldo zero". La Corte ha invece confermato la decisione di merito che negava l'estensione automatica di una fideiussione specifica a un nuovo e distinto contratto di finanziamento.
Continua »