LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 132 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 31 di 40

4538 provvedimenti

Altri anni per Art. 132 Codice di Procedura Civile

Accertamento induttivo: vendita a prezzo anomalo
Una società immobiliare vendeva alcuni immobili a un prezzo inferiore a quello di costruzione e al valore del mutuo ottenuto per l'acquisto. L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento induttivo, contestato dalla società. La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità dell'accertamento, affermando che la valutazione deve basarsi su un complesso di presunzioni gravi, precise e concordanti, non potendo il giudice limitarsi a esaminare un solo elemento, come lo scostamento dai valori OMI, ma dovendo considerare tutti gli indizi di anomalia economica.
Continua »
Cessione credito fiscale: limiti e doppia cessione
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso di un credito IRES acquisito da un'altra società, la quale lo aveva a sua volta ricevuto nell'ambito di un concordato fallimentare. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che la cessione credito fiscale non è valida se costituisce una 'doppia cessione', pratica vietata dalla legge. La Corte ha inoltre sottolineato come questioni quali la mancata notifica della prima cessione e il divieto di doppia cessione possano essere rilevate d'ufficio dal giudice, in quanto essenziali per verificare la titolarità del diritto al credito.
Continua »
Trascrizione immobiliare: quando la rettifica prevale
La Corte di Cassazione si pronuncia su un complesso caso di doppia alienazione immobiliare, stabilendo che la validità del titolo di proprietà del venditore è un presupposto fondamentale che prevale sulla priorità della trascrizione immobiliare. La Corte ha rigettato il ricorso degli acquirenti che avevano trascritto per primi il loro atto, ma il cui venditore era un mero occupante senza titolo, confermando la proprietà in capo a chi aveva acquistato in precedenza dal legittimo proprietario, anche se tramite un atto di rettifica successivo.
Continua »
Prova usucapione: i requisiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un soggetto che rivendicava la proprietà di una porzione di terreno per usucapione. La Corte ha ribadito che la prova dell'usucapione è a carico di chi la invoca e deve essere rigorosa, dimostrando non solo il possesso materiale del bene (corpus), ma anche l'intenzione di possederlo come proprietario (animus) in modo continuativo per vent'anni. Testimonianze generiche e una vecchia scrittura privata sono state ritenute insufficienti a soddisfare tale onere probatorio.
Continua »
Immissioni rumorose: la responsabilità del proprietario
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema delle immissioni rumorose provenienti da un locale commerciale. La Corte ha confermato la condanna sia dei proprietari dell'immobile sia del gestore del bar-ristorante all'esecuzione di opere di insonorizzazione. È stato stabilito che il proprietario non può esimersi dalla responsabilità, in quanto ha l'obbligo di intervenire per eliminare le cause del disturbo, soprattutto quando le soluzioni, come l'installazione di un controsoffitto, riguardano la struttura stessa dell'immobile. La Corte ha inoltre rigettato le questioni procedurali sollevate, consolidando il principio della responsabilità condivisa nel contrasto alle immissioni rumorose.
Continua »
Contributi istruttori sportivi: decide la Cassazione
Una società sportiva ha contestato una richiesta di pagamento di contributi per i propri istruttori, sostenendo che l'attività dilettantistica e l'iscrizione al CONI garantissero l'esenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione dai contributi istruttori sportivi non è sufficiente un requisito formale come l'iscrizione al CONI. È necessario dimostrare la natura sostanzialmente non professionale e non subordinata dell'attività svolta, con l'onere della prova a carico della società.
Continua »
Responsabilità civile magistrati: quando non spetta
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso per la responsabilità civile dei magistrati, chiarendo che la valutazione delle prove è insindacabile grazie alla clausola di salvaguardia. La Corte ha stabilito che la legge del 2015 non è retroattiva e che un'assoluzione penale per insufficienza di prove non vincola il giudice civile, sul quale non incombe l'obbligo di accertare i fatti ma solo di valutare le prove offerte dalle parti.
Continua »
Prescrizione rivalutazione amianto: la guida completa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del diritto alla rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto non decorre automaticamente dalla data del pensionamento. Il termine decennale inizia a correre solo dal momento in cui il lavoratore ha acquisito l'effettiva consapevolezza di essere stato esposto a tale rischio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che, presumendo tale conoscenza, aveva dichiarato il diritto prescritto, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su prove concrete della consapevolezza.
Continua »
Diritto di critica: libro-intervista e diffamazione
Una holding finanziaria ha citato in giudizio una casa editrice e gli autori di un libro-intervista per diffamazione, sostenendo che il testo insinuasse origini illecite del suo patrimonio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'opera rientrava nell'esercizio del diritto di critica. Secondo la Corte, un libro-intervista che non si limita a riportare fatti ma li analizza per stimolare un dibattito, è protetto dalla scriminante del diritto di critica, anche in presenza di inesattezze minori che non alterano la verità sostanziale dei fatti narrati.
Continua »
Assegni vitalizi: No a ricorsi su tagli retroattivi
Un gruppo di ex consiglieri regionali ha contestato la riduzione retroattiva dei loro assegni vitalizi, imposta da una legge regionale per esigenze di bilancio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando la legittimità dell'intervento legislativo. Secondo la Corte, l'esigenza di contenere la spesa pubblica e garantire equità giustifica la modifica dei trattamenti, anche se retroattiva, senza violare il principio di legittimo affidamento. È stata confermata anche la legittimità dei limiti al cumulo di più assegni vitalizi.
Continua »
Requisito di sufficienza ricorso: la Cassazione spiega
Un avvocato ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo un risarcimento danni a un collega per presunte espressioni diffamatorie contenute in alcuni esposti disciplinari. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per la violazione del requisito di sufficienza ricorso, poiché il ricorrente non aveva trascritto le frasi offensive, impedendo alla Corte di valutarne la portata. Anche i motivi relativi alla condanna alle spese sono stati respinti, in applicazione del principio generale della soccombenza.
Continua »
Responsabilità conducente: la presunzione di colpa vale?
Un lavoratore portuale viene investito da un semirimorchio. La Cassazione interviene sul tema della responsabilità conducente, affermando che la presunzione di colpa ex art. 2054 c.c. si applica anche in aree private come i porti. La Corte ha chiarito che non basta un comportamento anomalo del danneggiato per escludere la colpa del guidatore, il quale deve provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. La sentenza è stata cassata per motivazione apparente anche riguardo la posizione del supervisore delle operazioni.
Continua »
Responsabilità appaltatore: quando scatta la denuncia?
Un'impresa appaltatrice, condannata a risarcire un Comune per gravi vizi in una rete idrica, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la denuncia dei difetti fosse tardiva. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il termine di un anno per la denuncia decorre non da un semplice sospetto, ma dal momento in cui il committente acquisisce una conoscenza oggettiva e completa della gravità dei difetti e della loro causa. Viene così confermata la piena responsabilità dell'appaltatore anche quando i vizi derivano da materiali forniti da terzi.
Continua »
Compenso fase istruttoria: sempre dovuto all’avvocato
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso per la fase istruttoria è sempre dovuto nella liquidazione delle spese legali, anche in assenza di attività probatorie complesse. La semplice analisi degli atti e dei documenti di controparte è sufficiente a giustificare tale voce di spesa. La Corte ha riformato una sentenza d'appello che aveva erroneamente escluso tale compenso, ricalcolando l'importo corretto in favore del legale del cittadino vittorioso contro un ente previdenziale.
Continua »
Notifica raccomandata: quando non serve la relata
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la notifica di atti fiscali tramite raccomandata con avviso di ricevimento, la prova del perfezionamento è data dall'avviso stesso e non è necessaria la relata di notifica. La Corte ha cassato la sentenza di un Tribunale che aveva annullato un fermo amministrativo per la mancata produzione della relata, specificando che il giudice avrebbe dovuto verificare il metodo di notifica utilizzato. Per la notifica raccomandata, l'avviso di ricevimento è prova sufficiente.
Continua »
Domanda di concordato: dove presentarla se c’è fallimento
Una società, già soggetta a un'istanza di fallimento presso un tribunale, ha presentato una successiva domanda di concordato preventivo in un foro diverso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società contro la dichiarazione di fallimento, stabilendo che la domanda di concordato deve essere obbligatoriamente presentata dinanzi allo stesso giudice presso cui pende la procedura prefallimentare, al fine di garantire l'unità e la celerità del procedimento.
Continua »
Socio di fatto: la valutazione delle prove del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una persona a cui era stato esteso il fallimento per essere stata ritenuta socio di fatto di un'impresa. La Corte ribadisce che la valutazione delle prove testimoniali e la loro attendibilità sono di competenza esclusiva del giudice di merito e non possono essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
Continua »
Ricorso per cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una condomina contro il proprio Condominio per il pagamento di spese dovute a infiltrazioni d'acqua. La Corte chiarisce che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione dei fatti, ma solo per contestare vizi di legittimità. Viene inoltre respinta la doglianza su un presunto pagamento non riconosciuto, poiché la ricorrente non ha provato un'ammissione chiara da parte della controparte.
Continua »
Lavoro subordinato: quando il contratto è fittizio
Un regista radiofonico, assunto per un decennio con contratti di lavoro autonomo da una grande emittente, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. Dopo due sentenze negative nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Corte ha stabilito che, per le professioni intellettuali, la subordinazione va valutata considerando un insieme di indici (continuità, orari, uso di mezzi aziendali, assenza di rischio d'impresa) in modo complessivo e non isolato, annullando la sentenza precedente per errata valutazione delle prove.
Continua »
Ius postulandi funzionario: limiti e conseguenze
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30773/2025, ha stabilito che la norma che consente a un funzionario della Pubblica Amministrazione di rappresentarla in giudizio (ius postulandi) non si applica alle controversie relative al lavoro carcerario. Di conseguenza, l'eccezione di prescrizione sollevata dal funzionario del Ministero della Giustizia in primo grado è stata dichiarata invalida, in quanto proposta da un soggetto privo dei necessari poteri rappresentativi. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »