Un imputato, condannato per associazione per delinquere, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando, tra l'altro, un errore nel calcolo della pena. La Corte di Cassazione ha respinto i motivi relativi alla responsabilità e alla recidiva, ma ha accolto quello sull'errore di calcolo. Invece di annullare la sentenza, ha proceduto alla rettifica diretta della pena, riducendola da tre anni a due anni e dieci mesi, in base all'art. 619 c.p.p., poiché l'errore non rendeva la pena illegale.
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