La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di omicidio avvenuto durante una rapina, originariamente pianificata come acquisto di droga. La Corte ha rigettato i ricorsi degli imputati, escludendo l'applicazione del concorso anomalo. Si è ritenuto che chi partecipa a una rapina sapendo della presenza di un'arma da fuoco accetta il rischio delle conseguenze più gravi, inclusa la morte della vittima, rispondendone a titolo di concorso ordinario e dolo eventuale. È stata confermata anche la condanna per spaccio della coimputata che aveva partecipato attivamente alle trattative e al trasporto del denaro.
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