La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso di un imputato condannato per minaccia aggravata, focalizzandosi sull'errato calcolo della pena. Nonostante la riqualificazione del reato, la Corte d'Appello aveva mantenuto una sanzione identica a quella del primo grado, applicando un aumento per l'aggravante comune superiore al limite legale di un terzo della pena base. La Suprema Corte ha rilevato l'errore matematico e, applicando l'art. 620 c.p.p., ha annullato la sentenza senza rinvio, rideterminando direttamente la pena finale in cinque mesi e dieci giorni di reclusione.
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