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Art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002

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86 provvedimenti

Rapporto di lavoro in cooperativa: la subordinazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società cooperativa, confermando la corretta qualificazione del rapporto di lavoro dei soci come subordinato. La decisione si basa sull'analisi degli indici fattuali, come l'assenza di rischio d'impresa e l'eterodirezione, che prevalgono sulla qualificazione formale data dalle parti. Di conseguenza, la cooperativa è tenuta al versamento dei contributi previdenziali per il Fondo di solidarietà residuale.
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Licenziamento disciplinare: prassi aziendale attenua?
Un dirigente medico viene licenziato per aver utilizzato un farmaco in modalità 'off-label', una pratica però nota e condivisa all'interno della struttura sanitaria. La Corte d'Appello annulla il licenziamento, ritenendolo sproporzionato. La Corte di Cassazione conferma la decisione, rigettando il ricorso dell'azienda e sottolineando che la valutazione sulla gravità della condotta e sulla proporzionalità del licenziamento disciplinare spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, se la motivazione è logica e completa.
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Pensione di reversibilità nipoti: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due nipoti in tema di pensione di reversibilità nipoti, stabilendo che spetta a loro l'onere di allegare e provare i requisiti necessari per estendere il beneficio oltre il compimento dei 18 anni, come la frequenza universitaria. La Corte ha chiarito che tali requisiti fanno parte della domanda iniziale e la loro assenza limita il diritto alla maggiore età, senza che il giudice violi alcuna norma procedurale nel rilevarlo.
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Lavoro subordinato cooperativa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società cooperativa contro l'ente previdenziale, confermando l'obbligo di versare i contributi per il Fondo di solidarietà residuale. La Corte ha stabilito che, ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro, non rileva il nome dato al contratto dalle parti, ma le concrete modalità di svolgimento della prestazione. Nel caso di specie, la presenza di indici quali l'eterodirezione, la natura ripetitiva delle mansioni e l'assenza di rischio d'impresa hanno dimostrato l'esistenza di un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato in cooperativa, legittimando la pretesa contributiva.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione spese legali è legittima anche se una parte è prevalentemente vittoriosa. La decisione si fonda su due motivi: un significativo mutamento della giurisprudenza sul tema della prescrizione dei crediti contributivi (passata da decennale a quinquennale) e la soccombenza parziale del ricorrente, che aveva visto accolte solo una parte delle sue domande iniziali. L'ordinanza chiarisce che l'incertezza normativa e l'esito non totalmente favorevole del giudizio giustificano la ripartizione dei costi processuali tra le parti.
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Notifica avviso di addebito: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la nullità della notifica degli avvisi di addebito sottostanti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la notifica di un avviso di addebito effettuata direttamente dall'agente di riscossione tramite raccomandata è valida secondo le norme del servizio postale ordinario, senza la necessità della raccomandata informativa prevista dalla Legge 890/1982 per le notifiche giudiziarie. La Corte ha inoltre ribadito che il disconoscimento delle copie dei documenti di notifica deve essere specifico e non generico.
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Garanzia e privilegio: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società controllante presta una garanzia a favore di una committente per le obbligazioni della propria controllata. Quando la controllata fallisce nel pagare i propri dipendenti, la committente li paga e si surroga nei loro crediti, pretendendo di esercitare il relativo privilegio lavorativo anche nei confronti della garante. La Cassazione nega tale possibilità, affermando che il privilegio è legato alla causa del credito originario (lavoro) e non si estende al distinto credito derivante dal contratto di garanzia, che rimane chirografario.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Un contribuente impugna in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa a una cartella esattoriale. Durante il processo, una legge speciale dispone l'annullamento automatico del debito. La stessa Agenzia delle Entrate-Riscossione conferma la cancellazione del ruolo. La Suprema Corte, di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la materia del contendere è venuta meno, compensando le spese di lite.
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Esenzione spese processuali: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore agricolo contro la sua cancellazione dagli elenchi nominativi. Il caso chiarisce i limiti dell'esenzione dalle spese processuali, specificando che tale beneficio non si applica quando l'oggetto diretto della causa non è una prestazione previdenziale, ma un atto preliminare come la reiscrizione in un elenco. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e ha confermato che l'onere della prova sui presupposti per l'esenzione spetta al ricorrente.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
Una cittadina ottiene la dichiarazione di prescrizione dei propri debiti contributivi, ma la Corte d'Appello decide per la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, rigetta il ricorso della cittadina, confermando che la compensazione spese legali è legittima in presenza di complessi e significativi contrasti giurisprudenziali che creano un'obiettiva incertezza sul diritto.
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Fondo di Garanzia TFR: quando non interviene?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia TFR gestito dall'INPS non è tenuto a intervenire per le quote di TFR destinate alla previdenza complementare e non versate dal datore di lavoro fallito, qualora il rapporto di lavoro prosegua con un'altra società a seguito di una cessione d'azienda. In questo scenario, l'obbligo di pagamento si trasferisce al nuovo datore di lavoro. L'intervento del Fondo è subordinato alla cessazione del rapporto di lavoro e all'insolvenza del datore di lavoro esistente in quel momento.
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Decoro architettonico: quando un balcone è illegittimo
La Corte di Cassazione conferma la decisione di demolire un balcone costruito al primo piano di un condominio. La costruzione è stata giudicata lesiva del decoro architettonico e un'alterazione della sagoma e del volume dell'edificio. La Corte ha respinto i motivi di ricorso dei proprietari, che lamentavano una motivazione apparente da parte della Corte d'Appello e un'errata valutazione dei fatti. La sentenza ribadisce che il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel valutare le prove e che non è compito della Cassazione riesaminare i fatti. Anche il motivo relativo alla compensazione delle spese legali è stato rigettato, confermando il principio della soccombenza.
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Decadenza NASpI: quando inizia il termine per la domanda
Una lavoratrice si è vista negare la NASpI per aver presentato la domanda oltre il termine. La Cassazione ha stabilito che la decadenza NASpI scatta 68 giorni dopo la comunicazione di deposito della sentenza che accerta il lavoro subordinato, e non dalla successiva notificazione formale. La comunicazione della cancelleria è ritenuta sufficiente a garantire la conoscenza necessaria per avviare la pratica, rendendo tardiva la richiesta della lavoratrice.
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Sovrafatturazione: l’IVA è sempre indetraibile?
Una società si è vista negare la detrazione dell'IVA a causa di fatture per operazioni parzialmente inesistenti (sovrafatturazione). La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la sovrafatturazione comporta la perdita totale del diritto alla detrazione. Secondo la Corte, l'intento fraudolento che caratterizza tale pratica spezza il legame di inerenza con l'attività d'impresa, rendendo l'intera imposta esposta in fattura indetraibile per il destinatario e dovuta dall'emittente, in base al principio di cartolarità.
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Giudizio di rinvio: notifica a tutte le parti
La Corte di Cassazione conferma che nel giudizio di rinvio, dopo un annullamento, è obbligatorio citare tutte le parti del precedente grado di giudizio. Una società ha perso la sua causa perché, dopo la riassunzione, non ha notificato l'atto all'agente di riscossione entro il termine perentorio fissato dal giudice. La Corte ha ribadito che questa omissione porta all'inammissibilità della riassunzione e all'estinzione del processo, a prescindere dalla natura del rapporto sostanziale.
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Notifica cartelle: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro una intimazione di pagamento. La società sosteneva la mancata notifica delle cartelle esattoriali e la prescrizione del credito. La Corte ha stabilito che la contestazione delle notifiche e dei documenti prodotti in copia era troppo generica per essere valida. Inoltre, l'adesione della società a una definizione agevolata è stata interpretata come un riconoscimento del debito, interrompendo la prescrizione. La decisione sottolinea la necessità di formulare contestazioni specifiche e dettagliate nei ricorsi.
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Carenza di interesse: appello inammissibile post-accordo
L'ordinanza analizza un caso in cui il ricorso per cassazione presentato da un'amministrazione fiscale contro l'omologazione di un concordato preventivo è stato dichiarato inammissibile. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, determinata da un accordo transattivo siglato tra le parti dopo la presentazione del ricorso, che ha risolto integralmente la controversia, rendendo superflua una pronuncia nel merito da parte della Corte.
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Indennità disoccupazione frontalieri: le regole UE
Un ex lavoratore frontaliero in Svizzera, residente in Italia, ha contestato il calcolo della sua indennità di disoccupazione, chiedendo che fosse basata sulla sua precedente e più alta retribuzione svizzera. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'indennità disoccupazione frontalieri deve essere calcolata secondo le leggi del paese di residenza (Italia), come stabilito dal Regolamento UE n. 883/2004, che ha sostituito la precedente normativa nazionale. La Corte non ha riscontrato motivi per dubitare della costituzionalità o della validità del regolamento europeo.
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Lavoro familiare: la prova spetta a chi lo afferma
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di disconoscimento di un rapporto di lavoro familiare da parte dell'INPS, l'onere di provare la sussistenza della subordinazione e dell'onerosità spetta a chi afferma l'esistenza del rapporto. La semplice assenza di convivenza non inverte tale onere, né le buste paga da sole costituiscono prova sufficiente del pagamento. L'ordinanza analizza il principio dell'onere probatorio nel contesto del potere di autotutela dell'ente previdenziale, respingendo il ricorso di un datore di lavoro agricolo contro il disconoscimento del rapporto con il proprio figlio.
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Minimale contributivo: No a deroghe peggiorative
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di addebito per oltre un milione di euro per omessi versamenti contributivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il minimale contributivo, basato sul CCNL delle organizzazioni più rappresentative, non può essere derogato in peggio da accordi aziendali. Inoltre, ha stabilito che le indennità di trasferta sistematiche costituiscono retribuzione imponibile e che i contributi sono dovuti anche per le assenze non giustificate da legge o contratto collettivo.
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