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Art. 13 D.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2025

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114 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 D.P.R. n. 115 del 2002

Prescrizione crediti soci: stop dalle scritture contabili
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla prescrizione crediti soci verso una società in amministrazione straordinaria. Un'erede e creditrice aveva ottenuto il riconoscimento del suo credito, derivante da finanziamenti e utili non distribuiti, dal Tribunale. La società ha impugnato la decisione, eccependo la prescrizione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'iscrizione del debito nei bilanci della società costituisce un riconoscimento con efficacia interruttiva della prescrizione.
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Mutuo in franchi svizzeri: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un mutuo in franchi svizzeri, le cui clausole erano state giudicate poco trasparenti dall'AGCM. La Corte ha stabilito che la mancanza di trasparenza di una clausola non ne determina automaticamente la nullità. Per essere nulla, la clausola deve creare un significativo squilibrio a danno del consumatore. Inoltre, la sentenza ha chiarito che le decisioni dell'AGCM non creano una presunzione legale vincolante per il giudice civile, il quale mantiene la propria autonomia di valutazione.
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Compensazione crediti postergati: no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito l'impossibilità di operare la compensazione dei crediti postergati dei soci con i loro debiti verso la società fallita. La sentenza chiarisce che la norma sulla postergazione dei finanziamenti (art. 2467 c.c.), volta a tutelare i creditori sociali, prevale sulla regola generale della compensazione in ambito fallimentare (art. 56 L.F.). Ammettere la compensazione vanificherebbe la finalità di protezione dei creditori, permettendo al socio di ottenere un soddisfacimento preferenziale in danno della massa.
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Ricorso inammissibile e specificità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente comunale contro una compagnia assicurativa, a causa di gravi carenze procedurali. L'ente contestava la liberazione di una polizza fideiussoria, ma il suo appello è stato respinto per mancanza di specificità, per aver introdotto questioni nuove e per non aver adeguatamente criticato la sentenza di secondo grado. Questa decisione sottolinea il rigore formale necessario per la presentazione di un ricorso inammissibile e le conseguenze di un'azione legale temeraria.
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Decreto di espulsione: quando è legittimo?
La Cassazione conferma la legittimità di un decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino straniero, anche se pende l'appello contro il rigetto 'per manifesta infondatezza' della sua domanda di protezione. La Corte chiarisce che in tali casi l'appello non sospende automaticamente l'esecutività del provvedimento e rigetta le censure sulla formalità della notifica.
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Opponibilità cessione credito: il No della Cassazione
Un istituto di credito ha agito in giudizio contro un'azienda sanitaria locale per ottenere il pagamento di interessi moratori su crediti acquisiti tramite factoring da alcune case di cura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio chiave in materia di opponibilità della cessione del credito verso la Pubblica Amministrazione: senza una formale accettazione da parte dell'ente pubblico debitore, la cessione non è efficace nei suoi confronti. La decisione si fonda sulla normativa speciale per la contabilità di Stato e sulle specifiche previsioni contrattuali tra le parti originarie.
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Attestazione concordato preventivo: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la dichiarazione di fallimento di una società, rigettando il ricorso contro la decisione di inammissibilità della proposta di concordato. Il cuore della decisione risiede nella carenza della attestazione concordato preventivo, che non aveva adeguatamente verificato la capacità finanziaria di un soggetto terzo, essenziale per l'apporto di finanza esterna e la fattibilità del piano. La Corte ribadisce che il controllo del tribunale non si limita alla convenienza economica, ma si estende alla reale fattibilità della proposta.
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Fattibilità piano concordatario: limiti del giudice
Una società controllante estera ha impugnato la dichiarazione di fallimento della sua controllata italiana, emessa dopo il rigetto di una proposta di concordato preventivo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il tribunale può e deve valutare non solo la fattibilità giuridica, ma anche la fattibilità economica del piano. L'analisi del giudice non si è spinta a una valutazione di mera convenienza, riservata ai creditori, ma ha legittimamente rilevato la manifesta inattendibilità e l'assenza di concrete possibilità di successo del piano proposto, a causa di mancanza di trasparenza, assenza di garanzie e genericità del progetto di continuità aziendale. Di conseguenza, il rigetto della proposta e la successiva dichiarazione di fallimento sono stati ritenuti corretti.
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Collegamento negoziale: l’analisi della Cassazione
La Cassazione analizza un caso di collegamento negoziale tra un preliminare di vendita, una transazione e una procura. Ha confermato la risoluzione del contratto per inadempimento dell'acquirente, che non aveva versato l'intera somma pattuita per cancellare un'ipoteca, legittimando la revoca della procura.
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Mutuo solutorio: valido come titolo esecutivo
Un debitore ha contestato un'azione esecutiva immobiliare basata su un mutuo, sostenendo che si trattasse di un 'mutuo solutorio' nullo, destinato a coprire un debito pregresso illegittimo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Citando recenti sentenze delle Sezioni Unite, ha confermato che il mutuo solutorio è un contratto valido e costituisce un titolo esecutivo idoneo a fondare un'esecuzione forzata. La Corte ha chiarito che, per il perfezionamento del contratto, è sufficiente la disponibilità giuridica delle somme sul conto del mutuatario, anche se queste vengono immediatamente impiegate per estinguere il debito precedente, non essendo necessaria la consegna materiale del denaro.
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Lavoro straordinario: prova dell’autorizzazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 8110/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni dipendenti che chiedevano il pagamento per il lavoro svolto durante le pause. La Corte ha qualificato tale attività come lavoro straordinario, sottolineando che per ottenerne la retribuzione è indispensabile provare la specifica autorizzazione del datore di lavoro. Il ricorso è stato respinto perché criticava la valutazione delle prove effettuata dal giudice di merito, un'attività non sindacabile in sede di legittimità.
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Valore probatorio DDT: la Cassazione fa chiarezza
Un fornitore ha contestato la consegna di merci, disconoscendo i Documenti di Trasporto (DDT) prodotti dalla controparte perché non firmati e in copia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il valore probatorio dei DDT, seppur privi di piena efficacia, può costituire un valido indizio. Insieme ad altri elementi, come il ritardo nella contestazione della fattura, può fondare un ragionamento presuntivo del giudice e provare l'avvenuta consegna.
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Difese tardive datore di lavoro: Cassazione conferma
Un lavoratore, assunto part-time per una tabaccheria, svolgeva di fatto un orario full-time lavorando anche per una cartoleria collegata. La datrice di lavoro, titolare della tabaccheria, ha tentato di attribuire parte del rapporto di lavoro alla società che gestiva la cartoleria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, qualificando le sue argomentazioni come difese tardive e confermando la sua piena responsabilità per tutte le differenze retributive, poiché le contestazioni sulla titolarità del rapporto non erano state sollevate chiaramente sin dall'inizio del giudizio.
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Ammortamento alla francese: legittimo nel leasing?
Un'impresa contesta un contratto di leasing per interessi usurari e illegittimità del piano di ammortamento alla francese. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il piano di ammortamento alla francese è legittimo, non costituisce anatocismo, e che la mancata indicazione del TAEG non invalida il contratto, avendo solo funzione informativa.
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Notificazione licenziamento: quando è valida? La Cass.
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della notificazione di un licenziamento a un dipendente agli arresti domiciliari, ritenendo l'impugnazione tardiva. La Corte ha stabilito che le annotazioni postali sulla tentata consegna e sulla compiuta giacenza hanno valore probatorio, anche in assenza di firma dell'operatore. Il ricorso del lavoratore è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e non a contestare una violazione di legge.
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Finanziamento soci postergato: la Cassazione decide
Una società creditrice si opponeva alla postergazione del proprio credito nel fallimento di un'altra società. Il credito, derivante da somme versate per sostenere una procedura di concordato poi rinunciata, è stato qualificato come finanziamento soci postergato ai sensi dell'art. 2467 c.c. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che senza una continuità giuridica tra le procedure concorsuali, il credito non può godere della prededuzione e deve essere subordinato agli altri creditori.
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Trattamento economico personale trasferito: la guida
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul trattamento economico del personale trasferito da una società a partecipazione statale a un Ministero. Con la sua ordinanza, ha stabilito che i trattamenti previdenziali e sanitari integrativi, legati a specifiche polizze del precedente datore, non vanno conservati se il nuovo datore offre una copertura analoga. L'assegno 'ad personam' serve a garantire la retribuzione, non a duplicare i benefit. I ricorsi dei lavoratori sono stati respinti.
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Data Certa Scrittura Privata: Prova nel Fallimento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una creditrice contro una società in liquidazione. La decisione ribadisce che la prova della 'data certa della scrittura privata' è fondamentale per l'opponibilità del credito alla procedura concorsuale. La Corte sottolinea che la valutazione delle prove, inclusi i 'fatti ulteriori' per determinare la data certa, è di competenza esclusiva del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Rimborso addizionale energia: la Cassazione decide
Una società consumatrice ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere la restituzione dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica. Dopo aver vinto in primo e secondo grado, il caso è arrivato in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del fornitore, confermando il diritto al rimborso addizionale energia. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della tassa con effetto retroattivo, rendendo i pagamenti effettuati non dovuti e giustificando l'azione di ripetizione dell'indebito del consumatore direttamente nei confronti del fornitore.
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Lavoro straordinario: la prova e il ricorso in Cassazione
Un'azienda ricorre in Cassazione contro la sentenza che la condannava al pagamento del lavoro straordinario a un dipendente. La Corte Suprema respinge il ricorso, ritenendo infondate le eccezioni procedurali e inammissibile la richiesta di rivalutazione delle prove testimoniali. Viene confermato il diritto del lavoratore al compenso per le ore di lavoro straordinario svolte.
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