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Art. 13 D.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2025

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114 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 D.P.R. n. 115 del 2002

RTI e Riscossione Tributi: obbligo di iscrizione
Una contribuente ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti emesso da un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), sostenendo che una delle società del gruppo non era iscritta all'albo ministeriale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che nell'ambito della riscossione tributi, l'obbligo di iscrizione vale solo per le imprese che svolgono le attività principali di accertamento e riscossione, e non per quelle che forniscono servizi secondari e di supporto.
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Retribuzione ex lettori: No a stipendio da ricercatore
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due ex lettrici universitarie, stabilendo che la loro retribuzione non deve essere permanentemente agganciata a quella dei ricercatori. Anche in presenza di un precedente giudicato favorevole, nuove leggi e contratti collettivi possono modificare il trattamento economico. La differenza viene conservata come assegno personale non rivalutabile, senza che ciò costituisca discriminazione. La Corte ha chiarito la corretta interpretazione della normativa sulla retribuzione ex lettori.
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Revocazione della revocazione: inammissibile il ricorso
Una società, dopo una serie di ricorsi falliti contro una cartella di pagamento, ha proposto un ricorso per revocazione contro una decisione della Cassazione. Una volta rigettato anche questo, ha tentato un'ulteriore impugnazione, una "revocazione della revocazione". La Suprema Corte ha dichiarato quest'ultimo ricorso manifestamente inammissibile, ribadendo che la legge vieta espressamente di impugnare con la revocazione una decisione già emessa in un giudizio di revocazione, al fine di garantire la certezza e la definitività dei procedimenti giudiziari.
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Scissione societaria e fondi rischi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22823/2025, ha stabilito i principi fiscali applicabili a una scissione societaria di un'azienda speciale di un ente locale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che un fondo rischi generato durante l'operazione non costituisce una passività fiscalmente dedotta. Di conseguenza, il suo successivo utilizzo non genera una sopravvenienza attiva tassabile, in applicazione del principio di neutralità fiscale. La Corte ha inoltre respinto il ricorso incidentale della società, confermando che gli interessi maturati su contributi pubblici in conto impianti sono tassabili come redditi di capitale.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: onere del deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso a causa del mancato deposito, entro i termini di legge, della relata di notifica della sentenza impugnata. L'ordinanza sottolinea come tale adempimento sia essenziale per permettere alla Corte di verificare la tempestività dell'impugnazione basata sul termine breve, ribadendo il rigore formale richiesto. L'improcedibilità del ricorso per Cassazione non può essere sanata da un deposito tardivo né dalla mancata contestazione della controparte.
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Vizio di notifica: quando l’appello è valido?
Un automobilista ottiene un risarcimento per danni causati da una sbarra di un passaggio a livello, ma la sentenza viene annullata in appello per un vizio di notifica dell'atto di citazione. La Corte di Cassazione conferma la decisione, rigettando il ricorso dell'automobilista e sottolineando l'importanza della correttezza procedurale e della specificità dei motivi di impugnazione. Il caso evidenzia come un errore formale, come un'errata vocatio in ius, possa travolgere l'intero giudizio di primo grado.
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Cartella di pagamento: valida se atto presupposto annullato
La Cassazione ha respinto il ricorso di una società contro una cartella di pagamento emessa dopo un accordo conciliativo non rispettato. La Corte ha stabilito che l'annullamento dell'intimazione di pagamento precedente per vizi propri non invalida la cartella, poiché l'accordo stesso costituisce titolo esecutivo. Inoltre, ha ritenuto sufficiente la motivazione sugli interessi se già noti alla contribuente.
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Inammissibilità ricorso cassazione: le regole da seguire
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo e una cartella di pagamento relativa a IVA e altre imposte per l'anno 2009. Dopo il rigetto in appello, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso cassazione per una serie di vizi procedurali. In particolare, ha rilevato la novità delle questioni sollevate, non discusse nei precedenti gradi di giudizio, la mancanza di autosufficienza del ricorso, che non riportava gli atti processuali necessari alla comprensione delle censure, e l'errata formulazione dei motivi, che mescolavano violazioni di legge e vizi di motivazione. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Accertamenti bancari professionisti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12455/2025, ha rigettato il ricorso di un professionista contro un avviso di accertamento basato su movimentazioni bancarie. La Corte ha chiarito che, nonostante la parziale incostituzionalità della norma per i prelievi, la presunzione legale che i versamenti su conto corrente costituiscano reddito non dichiarato rimane pienamente valida per gli accertamenti bancari professionisti. Di conseguenza, spetta al contribuente fornire la prova analitica che tali somme non sono imponibili.
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Usucapione servitù di veduta: la prova decisiva
In un caso di violazione delle distanze legali, una parte ha invocato l'usucapione della servitù di veduta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava l'usucapione per mancanza di una prova certa sulla data di inizio del possesso ventennale. L'ordinanza ribadisce che la valutazione delle testimonianze spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
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Notifica dichiarazione fallimento: le regole speciali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro la dichiarazione di fallimento della sua società. L'ordinanza chiarisce che per la notifica della dichiarazione di fallimento valgono le regole speciali della legge fallimentare, che prevalgono su quelle ordinarie. Eventuali errori materiali nella datazione della sentenza o presunte irregolarità nella notifica presso la sede legale iscritta nel registro imprese non invalidano l'atto, data la responsabilità dell'imprenditore nel mantenere aggiornati i propri dati.
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Inammissibilità ricorso cassazione: l’esposizione dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso a causa della mancata esposizione chiara e completa dei fatti di causa, requisito fondamentale previsto dall'art. 366 c.p.c. La vicenda trae origine da un'opposizione a un'esecuzione immobiliare, basata sulla presunta inesistenza della notifica di un decreto ingiuntivo. La Corte ha sottolineato come la carenza espositiva impedisca ai giudici di comprendere appieno la controversia, confermando la rigidità dei requisiti formali per l'accesso al giudizio di legittimità. La decisione evidenzia le conseguenze di un'errata redazione dell'atto, portando a una pronuncia di inammissibilità del ricorso per cassazione.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
Due debitori si opponevano a un pignoramento immobiliare avviato da un istituto di credito, vincendo la causa in primo grado. Tuttavia, il tribunale disponeva la compensazione spese legali. I debitori impugnavano questa decisione fino in Cassazione, sostenendo che, essendo vincitori, le spese dovessero essere pagate dalla banca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'incertezza giurisprudenziale su una questione di diritto al momento dell'avvio della causa costituisce una "grave ed eccezionale ragione" che legittima la compensazione delle spese tra le parti, anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 77/2018.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un Comune per i danni subiti a seguito dell'annullamento in autotutela di permessi di costruire. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione, che è stato però giudicato inammissibile per vizi procedurali, in quanto mirava a un riesame dei fatti anziché a denunciare vizi di legittimità. Di conseguenza, anche il ricorso incidentale del Comune è stato dichiarato inefficace. La vicenda sottolinea l'importanza di una corretta formulazione del ricorso in Cassazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla nuova normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio concreto, non dimostrati dal ricorrente. Inoltre, l'appello non aveva contestato tutte le autonome motivazioni della sentenza di secondo grado, rendendo il ricorso comunque inammissibile.
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Cartella esattoriale via PEC: valida anche se PDF
Una società ha impugnato una cartella di pagamento ricevuta tramite Posta Elettronica Certificata, sostenendo la sua nullità a causa di vizi formali, tra cui il formato del file (.pdf anziché .p7m) e la mancata produzione dell'originale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: se la notifica, seppur irrituale, ha raggiunto il suo scopo, ovvero ha messo il contribuente in condizione di difendersi, il vizio si considera sanato. Pertanto, la cartella esattoriale via PEC è stata ritenuta valida ed efficace.
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Licenziamento disciplinare: cumulo di infrazioni
Un lavoratore subisce un licenziamento disciplinare per una serie di gravi condotte, tra cui assenze ingiustificate, uso di un certificato medico falso e offese a un collega. La Corte d'Appello conferma la legittimità del recesso. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del lavoratore, stabilendo che ciascuna delle infrazioni contestate era, di per sé, sufficientemente grave da ledere irreparabilmente il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, rendendo irrilevanti le singole censure proposte in sede di legittimità.
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Disconoscimento scrittura privata: quando è inefficace
La Corte di Cassazione dichiara improcedibile il ricorso di alcuni fideiussori contro una società di recupero crediti. La decisione si basa su un vizio procedurale insanabile: il mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. Oltre a ciò, la Corte analizza i motivi del ricorso, giudicandoli inammissibili. In particolare, viene confermato che il disconoscimento scrittura privata, per essere valido, deve essere chiaro e inequivocabile, e la sua valutazione è un giudizio di fatto incensurabile in sede di legittimità se congruamente motivato.
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Legittimazione ad impugnare: creditore sub iudice
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della legittimazione ad impugnare di un creditore la cui ammissione al passivo fallimentare è ancora sub iudice. La Corte stabilisce che se la domanda di ammissione del creditore impugnante viene definitivamente respinta, viene meno la sua legittimazione, rendendo la sua impugnazione contro altri creditori inammissibile. Di conseguenza, il credito originariamente contestato viene riammesso.
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Interpretazione contratto fallimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società immobiliare contro il fallimento di un'altra azienda. Il caso verteva sull'interpretazione di un contratto preliminare e sulla richiesta di ammissione al passivo di un credito. La Corte ha stabilito che non può sostituire la propria interpretazione del contratto a quella, plausibile, del giudice di merito. Ha inoltre respinto le censure relative all'eccessiva onerosità sopravvenuta per mancanza di prova e per essere una questione di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. Infine, ha confermato il divieto di domande nuove nel giudizio di opposizione allo stato passivo.
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