La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. L'imputato, mentre si trovava agli arresti domiciliari, è stato sorpreso a detenere cocaina e a cederla a un acquirente. La difesa ha contestato il mancato rinvio dell'udienza per l'astensione del difensore e ha richiesto l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno chiarito che l'astensione dell'avvocato non consente il rinvio se l'imputato è sottoposto a custodia cautelare, per tutelare la riserva di legge sulla libertà personale. Inoltre, la particolare tenuità del fatto è stata esclusa a causa dei precedenti penali specifici dell'uomo e della gravità della condotta, commessa violando i domiciliari. Di conseguenza, la condanna a due anni e otto mesi di reclusione è diventata definitiva.
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