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Art. 13 comma 1 quater d.p.r. n° 115/02

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630 provvedimenti

Contabilità parallela: prova di lavoro nero
Una società sanzionata per lavoro nero contesta la validità di una contabilità parallela (registri presenze non ufficiali) trovata durante un'ispezione. La Corte d'Appello conferma la sanzione, ritenendo tali registri prova sufficiente delle violazioni, anche in presenza di un'altra società negli stessi locali. La decisione si fonda sul fatto che i registri riportavano il nome e il timbro della società sanzionata e i nominativi dei suoi dipendenti.
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Termine essenziale: quando il ritardo non scioglie il contratto
Una società immobiliare ricorre in Cassazione sostenendo la violazione del termine essenziale per il pagamento di un acconto in un preliminare di vendita. La Corte rigetta il ricorso, confermando che il termine non era essenziale e che, in ogni caso, la sospensione del pagamento da parte del promissario acquirente era giustificata dalle gravi difficoltà economiche del venditore, escludendo così la risoluzione automatica del contratto.
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Notifica trasferimento residenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'opposizione a una sanzione CONSOB a causa della sua tardività. Il ricorso verteva sulla validità della notifica del provvedimento. La Corte ha stabilito che la notifica trasferimento residenza all'estero, per essere opponibile a terzi, richiede non solo l'iscrizione all'AIRE, ma anche la 'doppia dichiarazione' al comune di partenza. In assenza di tale comunicazione, la notifica presso l'ultima residenza italiana è da considerarsi valida, rendendo il destinatario legalmente irreperibile.
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Compensazione spese di lite: la decisione della Corte
Una sentenza della Corte d'Appello di Lecce chiarisce i criteri per la compensazione spese di lite in un caso di opposizione a precetto. A seguito di un'opposizione parzialmente accolta in primo grado con compensazione delle spese al 50%, entrambe le parti hanno proposto appello. La Corte ha riformato la decisione, ritenendo il debitore prevalentemente soccombente nonostante la lieve riduzione del debito. Di conseguenza, ha ridotto la compensazione al 25%, condannando il debitore al pagamento del restante 75% delle spese, sottolineando che un accoglimento minimo dell'opposizione non giustifica un'ampia compensazione.
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Compenso professionale: quando è dovuto tra colleghi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29617/2024, ha stabilito che il compenso professionale è presunto anche nei rapporti tra colleghi basati su amicizia e collaborazione. Un avvocato, dopo aver ricevuto una richiesta di pagamento per prestazioni professionali svolte da una collega per oltre trent'anni, si era rivolto al tribunale sostenendo la gratuità del rapporto. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che spetta a chi riceve la prestazione dimostrare l'eventuale accordo di gratuità, non al professionista provare il proprio diritto al pagamento.
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Usucapione servitù elettrodotto: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato l'acquisizione per usucapione della servitù di elettrodotto da parte di una società elettrica, anche in assenza di autorizzazioni. La sentenza stabilisce che il nuovo proprietario, che ha acquistato il terreno quando l'usucapione era già maturata, non ha diritto a indennità né alla rimozione dell'impianto, poiché ha comprato il bene nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava, ovvero già gravato dalla servitù.
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Obbligo di segnalazione: quando scatta per l’intermediario
La Corte di Cassazione conferma una sanzione a carico di due fiduciari per omesso rispetto dell'obbligo di segnalazione di operazioni sospette. La sentenza chiarisce che il dovere di segnalare sorge in presenza di una serie di indici di anomalia (come l'ingente valore delle operazioni sproporzionato ai redditi dichiarati e l'uso di controparti offshore), senza che sia necessaria la prova di un'attività illecita. La valutazione dell'intermediario deve essere un giudizio prognostico 'ex ante', basato sugli elementi a sua disposizione.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da un proprietario immobiliare in una causa per l'accertamento negativo di una servitù di passaggio. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorrente, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza d'appello e quindi di agire entro il termine breve, non ha depositato la relativa relata di notifica. La Corte ha ribadito che tale adempimento è un onere imprescindibile per dimostrare la tempestività del ricorso, la cui omissione determina l'improcedibilità senza possibilità di sanatoria tardiva.
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Soccombenza reciproca: chi paga le spese legali?
In una controversia per la definizione di confini, un proprietario conveniva in giudizio il vicino, il quale rispondeva con una domanda riconvenzionale di usucapione. Il tribunale rigettava sia la domanda principale (per difetto di titolarità dell'attore) sia quella riconvenzionale. La Corte di Cassazione ha confermato che tale esito configura una soccombenza reciproca, legittimando la compensazione delle spese legali tra le parti, poiché entrambe hanno visto respinte le proprie istanze.
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Condizione sospensiva: il contratto non produce effetti
La Corte di Cassazione ha confermato che una servitù di non edificare, la cui costituzione era legata a una condizione sospensiva (l'approvazione di un piano di lottizzazione), non sorge se tale condizione non si verifica. La Corte ha rigettato il ricorso della società acquirente, la quale sosteneva che la condizione dovesse considerarsi avverata per finzione giuridica a causa del presunto comportamento ostativo della venditrice. È stato invece chiarito che l'acquirente non ha fornito prova di tale comportamento e, inoltre, non ha mai utilizzato gli strumenti contrattuali a sua disposizione per tutelarsi.
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Procura speciale inesistente: estinzione del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione di un giudizio a causa della presentazione di una procura speciale inesistente. Il difensore aveva depositato un'istanza di decisione allegando una procura priva della firma del proprio cliente. La Corte ha ritenuto tale vizio insanabile, equiparando la mancanza della firma all'inesistenza stessa della procura, il che comporta una presunzione di rinuncia al ricorso. È stata respinta la tesi dell'errore tecnico, poiché non addebitabile alla Corte e non sufficientemente provato per concedere la rimessione in termini.
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Usucapione immobile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una sorella che rivendicava la proprietà per usucapione di un immobile costruito sul terreno dell'altra. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, i quali avevano stabilito la prevalenza di un atto pubblico di compravendita su una precedente scrittura privata e ritenuto non provato il possesso utile per l'usucapione immobile, qualificando gli atti della ricorrente come mera gestione.
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Servitù di passaggio: opponibilità e usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di un condominio che aveva ostruito un viale. Viene ribadito che una servitù di passaggio, se correttamente trascritta, è opponibile a tutti i successivi acquirenti, inclusi i condomini. La Corte chiarisce inoltre che l'amministratore non ha il potere di avviare azioni di usucapione per estendere la proprietà comune e che l'istituto della 'usucapio libertatis' non è riconosciuto dall'ordinamento italiano, potendo la servitù estinguersi solo per non uso ventennale.
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Riposo compensativo: sì all’indennità post turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giorno di riposo successivo a un turno di lavoro notturno di 12 ore si qualifica come riposo compensativo. Di conseguenza, al lavoratore spetta la specifica indennità di turno anche per tale giornata di assenza, poiché essa è finalizzata al recupero dello stress psico-fisico derivante dalla particolare gravosità della prestazione, a prescindere dal superamento dell'orario settimanale contrattuale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un ente pubblico, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello in materia di lavoro, ha effettuato una rinuncia al ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. La controparte ha accettato la rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, sottolineando che in Cassazione la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede accettazione per essere efficace, ma l'accettazione è rilevante per evitare la condanna alle spese. Visto l'accordo tra le parti sulla compensazione delle spese, la Corte non ha emesso alcuna statuizione in merito.
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Denuncia vizi nelle vendite a catena: i termini
Un rivenditore di imbarcazioni, citato in giudizio dal produttore per mancato pagamento, si opponeva sostenendo la presenza di difetti e che il termine per la denuncia vizi dovesse decorrere dalla segnalazione del cliente finale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nei rapporti tra professionisti (vendite a catena), ogni contratto è autonomo. Pertanto, il rivenditore, in qualità di acquirente, ha l'onere di verificare la merce alla consegna e di denunciare i vizi entro i brevi termini previsti dal Codice Civile, senza poter attendere le lamentele dei suoi clienti.
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Clausola di deroga: quale prevale tra due contratti?
Una società subappaltatrice chiede il pagamento per lavori, ma sorge un conflitto sulla competenza territoriale. Due contratti successivi tra le stesse parti contengono una diversa clausola di deroga al foro. La Corte di Cassazione stabilisce che la clausola contenuta nel contratto di subappalto specifico, essendo più recente e direttamente collegata ai lavori in questione, prevale su quella più generale presente nel precedente accordo quadro, assegnando così la competenza al foro indicato nel subappalto.
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Scritture contabili: la prova in giudizio tra imprese
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo, ma la sua domanda riconvenzionale viene respinta per compensazione con un controcredito della fornitrice. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che le scritture contabili, unite ad altri elementi, possono costituire prova valida del credito. Inoltre, ha chiarito che il disconoscimento di una fattura in copia deve essere specifico e non generico.
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Danno da lucro cessante: la liquidazione equitativa
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che condannava il promittente venditore al risarcimento del danno da lucro cessante in favore della società promissaria acquirente per inadempimento di un contratto preliminare di vendita immobiliare. L'ordinanza ribadisce la legittimità della liquidazione equitativa del danno, basata anche su documenti acquisiti d'ufficio dal consulente tecnico (CTU), quando la prova del suo esatto ammontare risulta difficile.
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Mediazione immobiliare: quando il mandato è nullo
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto qualificato come mediazione immobiliare atipica, poiché il professionista incaricato non era iscritto all'albo dei mediatori. L'analisi si è concentrata sulla natura dell'attività svolta (ricerca dell'immobile e messa in contatto delle parti) piuttosto che sul nome dato al contratto dalle parti. Di conseguenza, nessun compenso è stato riconosciuto al professionista, ribadendo che il riesame dei fatti non è consentito nel giudizio di legittimità.
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