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Art. 1227 Codice Civile — Anno 2025

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262 provvedimenti

Altri anni per Art. 1227 Codice Civile

Responsabilità intermediario finanziario: il nesso
Un istituto di credito ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado che lo riteneva responsabile per la truffa perpetrata da un suo promotore finanziario ai danni di alcuni risparmiatori. La banca sosteneva che l'attività fraudolenta del promotore fosse imprevedibile e che i clienti avessero agito con negligenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la responsabilità dell'intermediario finanziario. È stato ribadito che la mancata vigilanza della banca sul proprio promotore integra il 'nesso di occasionalità necessaria' che la rende co-responsabile del danno, e che i motivi del ricorso miravano a un inammissibile riesame dei fatti.
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Responsabilità del custode: quando la colpa esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti della responsabilità del custode di una strada in caso di incidente mortale. Il ricorso dei familiari di un automobilista, deceduto a seguito di uno scontro con un mezzo d'opera, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la condotta anomala e imprevedibile della vittima, come una grave disattenzione o un malore, può integrare un "caso fortuito" che interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento, esonerando così l'ente gestore da ogni responsabilità, anche in presenza di presunte carenze nella segnaletica del cantiere.
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Responsabilità da custodia: piogge e caso fortuito
Un immobile subisce un allagamento a causa dell'incapacità della rete fognaria di gestire forti piogge. Nei primi due gradi di giudizio, la società di gestione idrica viene assolta per "caso fortuito". La Corte di Cassazione, tuttavia, ribalta la decisione, stabilendo che per invocare il caso fortuito non basta affermare l'eccezionalità dell'evento atmosferico. La società, in qualità di custode, ha l'onere di provare, tramite dati scientifici e statistici (come quelli pluviometrici), che l'evento era imprevedibile e straordinario. Senza tale prova oggettiva, la responsabilità da custodia non può essere esclusa.
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Responsabilità solidale ATI: il progettista è fornitore
Un'impresa facente parte di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI) è stata citata in giudizio dal progettista per il pagamento dell'intero compenso dopo il fallimento dell'impresa mandataria. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale ATI dell'impresa, classificando il progettista come un "fornitore" esterno i cui servizi sono essenziali per l'appalto pubblico, attivando così la responsabilità solidale di tutti i membri dell'ATI.
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Responsabilità da cose in custodia e colpa del danneggiato
Una proprietaria di un immobile chiedeva il risarcimento dei danni per infiltrazioni provenienti da un'aiuola dei vicini. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di secondo grado, rigettando la domanda. La motivazione si basa sul principio della responsabilità da cose in custodia: la condotta della stessa danneggiata, che non aveva impermeabilizzato il proprio muro perimetrale, è stata considerata la causa esclusiva del danno, interrompendo il nesso causale e liberando i vicini da ogni responsabilità.
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Appello incidentale tardivo: la Cassazione decide
In un caso di responsabilità professionale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore, chiarendo le regole sull'appello incidentale tardivo. La Corte ha stabilito, conformemente a una recente sentenza delle Sezioni Unite, che l'impugnazione incidentale è ammissibile anche se l'interesse a proporla preesisteva all'appello principale. La decisione ha confermato la drastica riduzione del risarcimento del danno precedentemente disposta dalla Corte d'Appello.
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Responsabilità per cose in custodia: la prova del fortuito
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di responsabilità per cose in custodia, un ente pubblico non può essere esonerato da responsabilità per i danni causati dalla caduta di un ramo d'albero durante un temporale, se non fornisce una prova rigorosa e scientifica dell'eccezionalità dell'evento. L'ordinanza chiarisce che articoli di giornale o testimonianze non sono sufficienti per integrare la nozione di "caso fortuito", essendo necessari dati statistici e scientifici, come quelli pluviometrici, che attestino l'imprevedibilità e l'eccezionalità del fenomeno atmosferico in quella specifica area.
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Responsabilità custode strada: quando l’ente paga?
Un ciclista cade a causa di una buca non segnalata durante una gara. La Cassazione conferma la responsabilità del custode della strada, in questo caso il Comune, chiarendo i principi della responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c. Viene respinta la tesi del concorso di colpa del danneggiato, poiché la buca è stata ritenuta un'insidia imprevedibile e inevitabile. La sentenza sottolinea che la responsabilità del custode è esclusa solo dalla prova del caso fortuito, non fornita dall'ente.
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Danno da inadempimento: come si calcola il risarcimento
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo del danno da inadempimento in una complessa operazione immobiliare. Annullata la decisione d'appello che aveva liquidato il danno basandosi sulla semplice differenza di prezzo, senza considerare il collegamento tra un contratto di vendita di un terreno e un preliminare di acquisto di futuri appartamenti. Il principio affermato è che il risarcimento deve corrispondere all'effettiva perdita di utile, valutando l'operazione economica nel suo complesso.
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Responsabilità del custode: la caduta e la colpa
Una donna ha citato in giudizio un condominio per i danni subiti a seguito di una caduta su una pavimentazione sconnessa. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le sentenze precedenti. La decisione si basa sul principio della responsabilità del custode (art. 2051 c.c.), che viene esclusa quando la condotta negligente e prevedibile della vittima diventa la causa unica dell'incidente, interrompendo così il nesso causale tra la cosa e il danno.
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Responsabilità civile PA: lo Stato paga per il dipendente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un funzionario pubblico per concussione ai danni di un imprenditore e la conseguente responsabilità civile PA. La sentenza stabilisce che lo Stato risponde del danno anche se il dipendente agisce per fini egoistici, qualora l'esercizio delle sue funzioni sia stata l'occasione necessaria per commettere il reato. Entrambi i ricorsi, del funzionario e del Ministero, sono stati rigettati.
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Ricorso inammissibile: requisiti di specificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché non rispettava i requisiti di specificità richiesti dalla legge. Il caso riguardava l'opposizione a un'ingiunzione di pagamento emessa da un Ministero a seguito di un'azione revocatoria. La Corte ha sottolineato che l'atto di impugnazione deve esporre in modo chiaro e completo i fatti di causa e i motivi di censura, senza costringere i giudici a ricercare elementi in altri documenti processuali. È stato inoltre ribadito che il giudicato formatosi sulla revocatoria copre anche l'esistenza del credito, rendendo vane le successive contestazioni.
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Risarcimento danno successione: l’uso conta più del falso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento del danno in un caso di successione ereditaria viziata da una scrittura privata falsa. Un'erede era stata accusata di essersi appropriata di titoli di aiuto agricolo (PAC) appartenenti alla defunta tramite un atto di vendita con firma apocrifa. La Corte ha stabilito che la responsabilità per il fatto illecito non deriva dalla commissione materiale del falso, ma dall'aver consapevolmente utilizzato il documento per trarne un vantaggio economico, causando così un danno al patrimonio della defunta. Di conseguenza, l'altro erede ha diritto al risarcimento della sua quota, poiché eredita il diritto a veder reintegrato il patrimonio leso, a prescindere dalla sua capacità personale di sfruttare quei titoli.
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Onere della prova trasporto: i limiti del ricorso
L'appello di una società di trasporti per un danno a un macchinario è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha ribadito che il ricorso non può contestare la valutazione dei fatti del giudice di merito, ma solo violazioni di legge. L'onere della prova del danno spetta a chi lo lamenta, e il ricorso deve essere specifico, non generico, nel contestare le carenze probatorie.
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Responsabilità dell’agente: info inesatte sul cliente
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità dell'agente per i danni derivanti dall'insolvenza di un cliente. È stato ritenuto decisivo il fatto che l'agente avesse fornito informazioni inesatte e rassicuranti sull'affidabilità finanziaria del nuovo cliente, inducendo la società preponente a concedere credito in deroga alle normali procedure di prudenza. La Corte ha stabilito che tale condotta attiva e negligente è la causa diretta del danno, rendendo l'agente responsabile del risarcimento, a prescindere dall'esistenza di una specifica clausola contrattuale di garanzia sul buon fine dell'affare.
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Danno emergente: la prova del costo è necessaria?
Una società ha subito danni a seguito di un'alluvione causata dalla mancata manutenzione di un corso d'acqua da parte di un consorzio. La società ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che i costi di riparazione non ancora pagati dovessero rientrare nel risarcimento per danno emergente. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che per ottenere un risarcimento è indispensabile fornire una prova concreta della spesa sostenuta o di un'obbligazione giuridicamente vincolante a pagarla. La semplice allegazione di un costo futuro non è sufficiente.
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Rimessione in termini: no se la reazione è tardiva
L'ordinanza esamina il caso di una richiesta di risarcimento danni per la perdita del rapporto parentale. Il convenuto, costituitosi tardivamente, ha richiesto la rimessione in termini per eccepire la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il motivo è che la richiesta di rimessione in termini non è stata presentata con l'immediatezza richiesta dalla legge, anche a fronte di una causa di ritardo non imputabile. La tardività della reazione ha reso inammissibile l'eccezione di prescrizione.
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Responsabilità appaltatore: dovere di verifica progetto
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema della responsabilità appaltatore in un contratto di subappalto per lavori pubblici. A seguito di ritardi causati da imprevisti geologici non indicati nel progetto, la Corte ha confermato la corresponsabilità tra committente e appaltatore. Quest'ultimo è stato ritenuto colpevole per non aver adempiuto al suo dovere di diligenza nel verificare il progetto esecutivo, non potendo essere considerato un mero esecutore. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi volti a una nuova valutazione dei fatti, ribadendo i limiti del giudizio di legittimità.
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Danno da demansionamento: come si calcola il risarcimento
Un dipendente di un istituto di credito subisce un prolungato demansionamento. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione chiarisce i criteri per la quantificazione del danno professionale. La Corte conferma che il danno deve essere provato, anche tramite presunzioni, e che la liquidazione equitativa del giudice deve essere basata su valori attuali. La decisione finale si concentra sulla correzione del calcolo delle spese legali, stabilendo un principio chiave sul valore della controversia ai fini tariffari, confermando nel merito la valutazione sul danno da demansionamento.
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Responsabilità del committente: quando è esclusa?
Una recente sentenza della Cassazione analizza la responsabilità del committente per danni causati a un vicino durante lavori di demolizione. La Corte ha escluso la responsabilità del proprietario, stabilendo che la condotta imprevedibile e negligente dell'appaltatore costituisce un 'caso fortuito' che interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia (l'immobile) e il danno, liberando il committente da obblighi risarcitori ai sensi dell'art. 2051 c.c.
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