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Art. 1227 Codice Civile — Anno 2025

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262 provvedimenti

Altri anni per Art. 1227 Codice Civile

Responsabilità del Comune: ricorso inammissibile
Un'automobilista finisce in una scarpata per la mancata segnalazione e protezione della strada. Il Tribunale e la Corte d'Appello condannano l'ente locale, riconoscendo un concorso di colpa del 30% alla conducente. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Comune, confermando la sua responsabilità. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi, che non denunciavano violazioni di legge, ma miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Omissione contributiva: obblighi del datore di lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società di vigilanza per omissione contributiva nei confronti dei propri dipendenti. L'azienda è stata ritenuta responsabile per il mancato versamento di contributi a un fondo sanitario e a un fondo pensione. La Corte ha stabilito che il pagamento tardivo dei contributi non esonera il datore di lavoro dal risarcire i danni diretti subiti dai lavoratori, come le spese mediche non coperte e la perdita di rendimento del fondo pensione. Il ricorso della società è stato integralmente respinto.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto alla remunerazione dei medici specializzandi per la mancata attuazione di direttive europee. L'ordinanza chiarisce che i medici iscritti a corsi di specializzazione a cavallo degli anni 1982-1983 hanno diritto a un indennizzo, ma solo per il periodo successivo al 1° gennaio 1983. Viene inoltre confermato che la responsabilità grava unicamente sulla Presidenza del Consiglio dei Ministri, escludendo gli altri Ministeri se la relativa statuizione di primo grado non è stata appellata. La Corte ha infine ribadito che il criterio di liquidazione del danno è quello equitativo previsto dalla Legge n. 370/1999, escludendo rivalutazione e interessi compensativi.
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Canone COSAP: obbligo anche senza concessione formale
Una società ha impugnato avvisi di pagamento per il canone COSAP relativo a impianti pubblicitari. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di pagamento, stabilendo che il canone è dovuto per la semplice occupazione di fatto del suolo pubblico, indipendentemente da un atto formale di concessione. L'inerzia della Pubblica Amministrazione nella richiesta non costituisce rinuncia al credito, il quale si prescrive nel termine ordinario di dieci anni.
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Risarcimento medici: la Cassazione sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione frequentati tra il 1980 e il 1994. L'ordinanza conferma il principio consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale per il diritto al risarcimento dei medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, rendendo le azioni successive tardive e quindi estinte.
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Nesso di Causalità: quando la banca non risponde
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità della banca in caso di ritardata esecuzione di un bonifico. Anche se l'inadempimento è provato, il risarcimento non è dovuto se il cliente non dimostra il nesso di causalità tra il ritardo e il danno subito. Nel caso specifico, la mancata prova di aver seguito la procedura per l'esercizio di stock options e la propria condotta negligente hanno interrotto tale legame, escludendo il diritto al risarcimento.
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Giudicato: no a nuove richieste di stipendio
La Cassazione ha annullato la condanna di una società IT al pagamento di retribuzioni a seguito di una cessione di ramo d'azienda illegittima. La Corte ha stabilito che la richiesta dei lavoratori era preclusa dal principio del giudicato, essendo già stata respinta in un precedente procedimento con le stesse parti e lo stesso oggetto.
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Errore revocatorio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, basato su un presunto errore revocatorio. I ricorrenti lamentavano l'omesso esame di alcuni motivi del loro precedente ricorso. La Corte ha chiarito che l'errore revocatorio consiste in una errata percezione dei fatti documentali, non in un'omissione valutativa o interpretativa da parte del giudice. Pertanto, l'omesso esame di un motivo di ricorso non rientra in questa casistica e non può giustificare la revocazione della sentenza.
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Aliunde percipiendum e onere della prova del datore
La Corte di Cassazione conferma che, in caso di licenziamento illegittimo, spetta al datore di lavoro l'onere di provare l'aliunde percipiendum, ovvero quanto il lavoratore ha guadagnato o avrebbe potuto guadagnare altrove. La mera allegazione della negligenza del lavoratore nella ricerca di un nuovo impiego non è sufficiente; il datore deve fornire prove concrete sulle opportunità lavorative disponibili e sulla professionalità richiesta, dimostrando che il lavoratore avrebbe potuto essere assunto.
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Ripristino del rapporto: dove deve avvenire?
Un lavoratore, dopo aver ottenuto la conversione di contratti di somministrazione in un rapporto a tempo indeterminato, è stato reintegrato in una sede diversa e più lontana. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'azienda al risarcimento del danno, chiarendo che il ripristino del rapporto di lavoro deve avvenire nel luogo in cui il dipendente prestava la sua ultima attività. Qualsiasi successivo trasferimento deve essere giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, la cui prova spetta al datore di lavoro.
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Responsabilità PA dipendente: quando lo Stato risponde?
La Corte di Cassazione esclude la responsabilità PA dipendente nel caso di un duplice omicidio seguito da suicidio commesso da un agente. Si è ritenuto che l'atto fosse uno sviluppo anomalo e imprevedibile delle sue funzioni, interrompendo così il nesso di occasionalità necessaria con il servizio.
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Responsabilità installatore: il tubo corroso e i danni
Un installatore viene citato in giudizio per i danni da allagamento causati dalla rottura di un tubo di una lavastoviglie da lui venduta e installata. La Corte di Cassazione ha confermato la sua piena responsabilità, rigettando le difese dell'installatore. In particolare, è stata esclusa la colpa concorrente del proprietario per non aver chiuso il rubinetto dell'acqua, poiché la rottura era dovuta a corrosione preesistente. La sentenza ribadisce che la responsabilità installatore si fonda sulla prevedibilità dei danni e sulla corretta valutazione delle prove, inclusa la testimonianza del consulente di parte.
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Risoluzione contratto: serve la firma di entrambi
Un promissario acquirente consegna assegni non firmati. I tribunali di merito ritengono vi sia una risoluzione del contratto per mutuo consenso basata su una nota unilaterale successiva. La Corte di Cassazione chiarisce che la risoluzione del contratto preliminare richiede un accordo scritto e firmato da entrambe le parti, annullando la decisione e rinviando per una nuova valutazione degli inadempimenti reciproci.
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Inammissibilità del ricorso per motivi di fatto
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un traduttore professionista che aveva smarrito la patente di guida di una cliente. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una semplice riproposizione delle questioni di fatto già decise nei gradi precedenti, senza sollevare valide critiche di natura giuridica alla sentenza impugnata. La decisione evidenzia che il giudizio di Cassazione non può riesaminare il merito della vicenda, ma solo la corretta applicazione della legge, confermando così l'importanza di formulare motivi di ricorso specifici e pertinenti.
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Obblighi informativi buoni postali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione analizza la responsabilità di un ente emittente per la mancata consegna del Foglio Informativo relativo a buoni postali, che ha portato alla prescrizione del diritto al rimborso dei risparmiatori. Data la rilevanza della questione sugli obblighi informativi buoni postali e la presenza di decisioni contrastanti, la Corte ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una pronuncia di valore nomofilattico, senza ancora decidere nel merito.
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Cessione ramo d’azienda: il doppio stipendio è lecito
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di cessione di ramo d'azienda dichiarata illegittima, il lavoratore ha diritto a percepire sia la retribuzione dal datore di lavoro originario (cedente) sia quella dall'azienda che lo ha acquisito (cessionaria). La sentenza stabilisce che si vengono a creare due rapporti di lavoro paralleli e distinti: uno 'de iure' con il cedente, ripristinato giudizialmente, e uno 'de facto' con il cessionario, per il quale il lavoratore ha effettivamente prestato servizio. Di conseguenza, la retribuzione versata dal cessionario non può essere detratta da quella dovuta dal cedente, poiché non si tratta di un risarcimento del danno ma del corrispettivo per due obbligazioni distinte.
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Personalizzazione del danno: quando è lecita?
Un cittadino ha citato in giudizio un comune a seguito di una caduta su una scala bagnata nel cimitero locale. I tribunali di merito hanno riconosciuto il risarcimento, includendo una maggiorazione per la cosiddetta 'personalizzazione del danno'. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha annullato questa parte della decisione, chiarendo che un tale aumento richiede prove specifiche di conseguenze pregiudizievoli uniche e ulteriori rispetto a quelle ordinarie, prove che nel caso di specie mancavano. Di conseguenza, l'importo del risarcimento finale è stato ridotto.
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Nullità contratto d’appalto: opere abusive e danni
Un committente ha citato in giudizio il direttore dei lavori per i danni subiti a causa di un appalto edilizio. Tuttavia, le opere realizzate si sono rivelate totalmente abusive e non conformi al permesso di costruire, tanto da portare a un ordine di demolizione. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del contratto d'appalto per illiceità dell'oggetto. Di conseguenza, ha stabilito che il committente, essendo corresponsabile dell'abuso, non ha diritto a richiedere il risarcimento dei danni al direttore dei lavori, poiché non può derivare alcuna pretesa da un contratto giuridicamente nullo.
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Aliunde Perceptum: la prova spetta al Giudice?
La Cassazione ha stabilito che, in una causa per risarcimento danni da ritardata assunzione di un'insegnante, il giudice ha il potere di acquisire d'ufficio i documenti reddituali per calcolare l'aliunde perceptum, ovvero i guadagni alternativi percepiti dal lavoratore. La Corte ha respinto il ricorso della docente, confermando che la detrazione di tali redditi è un'eccezione in senso lato e la prova può essere ricercata attivamente dal tribunale, anche in assenza di una specifica contestazione del datore di lavoro pubblico.
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Frazionamento ipoteca: obblighi del notaio chiarisce la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di permuta immobiliare, in cui un costruttore non ha cancellato un'ipoteca su unità immobiliari cedute a un privato. La sentenza analizza la responsabilità del costruttore per inadempimento, la quantificazione del danno e, soprattutto, gli obblighi del notaio rogante. Viene affermato il principio che la tutela prevista dal D.Lgs. 122/2005, che impone il frazionamento dell'ipoteca prima del rogito, si applica anche ai contratti di permuta aventi ad oggetto immobili ancora da costruire, annullando la decisione precedente e chiarendo la portata della responsabilità professionale notarile.
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