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Art. 1223 Codice Civile

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1479 provvedimenti

Diffamazione a mezzo stampa: la Cassazione condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna per diffamazione a mezzo stampa a carico di un quotidiano nazionale, un direttore e una giornalista. La sentenza stabilisce che un articolo, pur basato su atti giudiziari, è diffamatorio se attribuisce erroneamente fatti illeciti a un'azienda, violando i principi di verità e continenza. La Corte ha ritenuto provato il danno alla reputazione commerciale della società, liquidandolo in via equitativa e confermando la responsabilità del media per aver creato un'impressione fuorviante nel lettore.
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Nesso di causalità: quando non c’è risarcimento
Una società immobiliare ha citato in giudizio il proprietario di un edificio confinante, lamentando che i lavori da quest'ultimo eseguiti le avessero impedito di sopraelevare il proprio stabile e le avessero sottratto la disponibilità del piano terra. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha stabilito che manca il nesso di causalità tra le opere del vicino e l'impossibilità di sopraelevare, poiché quest'ultima era in realtà dovuta alla precaria condizione del terreno di sedime della società stessa, composto da materiali di riporto risalenti ai bombardamenti del 1943. Di conseguenza, nessun risarcimento per la mancata sopraelevazione è stato riconosciuto. È stato invece confermato un risarcimento limitato per la temporanea indisponibilità del piano terra.
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Responsabilità professionale notaio: il nesso causale
Una venditrice di un'azienda cita in giudizio il notaio per non aver verificato l'efficacia di una fideiussione a garanzia del pagamento rateale. La fideiussione si rivela inefficace non per il mancato pagamento del premio, ma per un successivo smarrimento del documento. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, sottolineando che la parte danneggiata non ha provato il nesso causale tra la presunta negligenza del notaio e il danno subito. La Corte chiarisce che la responsabilità professionale del notaio non sorge automaticamente dalla sua omissione, ma richiede la dimostrazione che quella specifica omissione abbia causato il danno, escludendo altre cause indipendenti.
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Responsabilità del venditore: immobile con ipoteca
Una società acquista un immobile scoprendo solo in seguito l'esistenza di un'ipoteca e di una procedura esecutiva. Dopo aver transatto con il creditore, la società cita in giudizio i venditori e il notaio. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del venditore per le false dichiarazioni, ma chiarisce che il debito risarcitorio gravante sugli eredi dei venditori deve essere ripartito 'pro quota' e non in solido. La responsabilità del notaio viene limitata poiché il pagamento del prezzo era avvenuto prima del rogito.
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Diritto d’uso parcheggio: calcolo e risarcimento
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare il corrispettivo e il risarcimento del danno in caso di mancata cessione del diritto d'uso parcheggio obbligatorio per legge. La sentenza stabilisce che il valore del diritto d'uso deve essere calcolato al momento della stipula del contratto di compravendita dell'immobile, e non al valore di mercato attuale. Analogamente, il risarcimento del danno per il mancato godimento decorre dalla data di acquisto dell'appartamento, non dalla data della domanda giudiziale.
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Inadempimento contrattuale P.A.: il caso del Comune
Un'azienda di trasporti vince un appalto ma il gestore uscente non le consegna i mezzi. La Cassazione interviene sull'inadempimento contrattuale P.A., cassando la sentenza d'appello che aveva escluso la responsabilità del Comune per il ritardo nell'attivarsi, giudicando la motivazione contraddittoria.
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Risarcimento lucro cessante: onere della prova
Una società immobiliare, danneggiata da infiltrazioni fognarie, si è vista negare il risarcimento lucro cessante dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno stabilito che, per ottenere il rimborso dei mancati guadagni, non basta provare il danno all'immobile: è necessario dimostrare concretamente che l'attività economica che si sarebbe dovuta svolgere era autorizzata e realmente in essere. La Corte ha invece accolto la richiesta di restituzione delle somme versate in base alla sentenza di primo grado poi riformata.
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Danno esistenziale telefonia: la Cassazione decide
Una professionista ha citato in giudizio una compagnia telefonica per gravi disservizi, ottenendo in primo e secondo grado il risarcimento per danno all'immagine e danno esistenziale. La Corte di Cassazione, intervenendo sul ricorso della società, ha confermato il danno all'immagine ma ha cassato con rinvio la decisione sul danno esistenziale. La Corte ha chiarito che il danno esistenziale telefonia non è automatico e non può essere considerato 'in re ipsa', ma richiede una specifica allegazione e prova del pregiudizio grave e non futile subito dalla persona nelle sue attività realizzatrici, onere non soddisfatto nel caso di specie.
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Responsabilità del notaio: onere della prova e danno
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità del notaio per non aver rilevato un'iscrizione pregiudizievole su un immobile ipotecato. La Corte accoglie il ricorso degli eredi del professionista, censurando la sentenza d'appello per violazione del giudicato interno e per motivazione apparente nel calcolo del danno. Viene chiarito che il giudice d'appello non può rimettere in discussione statuizioni passate in giudicato né fornire una motivazione illogica sulla quantificazione del pregiudizio subito dal creditore.
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Revoca amministratori srl: la Cassazione fa chiarezza
La Cassazione esamina un caso di mala gestio e discute l'ammissibilità dell'azione di revoca amministratori srl al di fuori della fase cautelare. A causa di contrasti giurisprudenziali, l'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a pubblica udienza per un approfondimento sul tema, cruciale per la tutela dei soci.
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Responsabilità da prospetto: la Cassazione decide
Una società di investimento ha citato in giudizio una compagnia assicurativa per i danni subiti a seguito della sottoscrizione di un aumento di capitale basato su un prospetto informativo rivelatosi falso e reticente. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha ribadito i principi fondamentali in materia di responsabilità da prospetto, specificando che esiste una presunzione di nesso causale tra le informazioni scorrette e il danno. L'onere di provare l'irrilevanza di tali informazioni per la scelta dell'investitore spetta esclusivamente all'emittente.
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Rimborso spese legali: no per politici senza legge
Un ex consigliere comunale, assolto in un processo per diffamazione legato alle sue funzioni, ha chiesto al Comune il rimborso delle spese legali. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, negando il diritto al rimborso spese legali. La Corte ha stabilito che la norma specifica che prevede tale diritto non è retroattiva e non può applicarsi a fatti antecedenti la sua entrata in vigore. Inoltre, ha escluso l'applicazione per analogia delle norme sul mandato (art. 1720 c.c.), poiché il rapporto tra un amministratore eletto e l'ente pubblico è di natura onoraria e non assimilabile a un mandato privato.
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Inadempimento contratto d’opera: quando è risoluzione
La Corte di Cassazione ha chiarito che un grave inadempimento del contratto d'opera, che rende il prestatore incapace di raggiungere il risultato pattuito, legittima il committente a risolvere il contratto e chiedere i danni. La Corte ha distinto tale situazione dal mero recesso unilaterale, confermando il risarcimento per i costi sostenuti e per il lucro cessante dovuto al ritardo nell'avvio dell'attività commerciale del committente. La decisione si è basata su una perizia tecnica che ha accertato vizi fondamentali e non eliminabili nell'opera eseguita.
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Contratto di pascipascolo: risarcimento e raccolta
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia relativa a un contratto di pascipascolo. Un'acquirente aveva acquistato il diritto di raccogliere foraggio da un terreno per tre anni, con la facoltà di farlo pascolare dal proprio bestiame o di raccoglierlo direttamente. I proprietari hanno poi affittato i terreni a un terzo, impedendo all'acquirente di usufruire del suo diritto. La Cassazione ha confermato la condanna dei proprietari al risarcimento del danno, chiarendo che il contratto di pascipascolo può includere l'opzione di raccolta meccanica, rendendo irrilevante la disponibilità di bestiame da parte dell'acquirente per la quantificazione del danno. Ha tuttavia cassato la sentenza d'appello su un punto procedurale relativo alle spese di una consulenza tecnica.
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Ricorso improcedibile: l’onere del deposito notifica
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso improcedibile a causa del mancato deposito della prova di notifica via PEC della sentenza impugnata. Il caso verteva su un'indennità per l'occupazione esclusiva di un immobile in comproprietà. L'ordinanza ribadisce il rigore formale richiesto per l'ammissibilità del ricorso, sottolineando che l'omissione non è sanabile.
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Occupazione sine titulo: risarcimento e prova del danno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33626/2024, ha rigettato il ricorso di un soggetto che occupava un immobile. La Corte ha ribadito i principi stabiliti dalle Sezioni Unite, affermando che il danno da occupazione sine titulo non è in re ipsa, ma deriva dalla perdita della concreta possibilità di godimento del bene. Tale danno può essere liquidato in via equitativa, utilizzando come parametro il canone locativo di mercato. È stato inoltre dichiarato inammissibile il motivo con cui si sosteneva la legittimità dell'occupazione sulla base di una sentenza di primo grado poi riformata.
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Rinuncia alle pretese: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33374/2024, ha rigettato il ricorso di un'impresa edile. L'impresa aveva sottoscritto una rinuncia alle pretese per danni da sospensione lavori, condizionata alla ripresa entro una certa data. Sebbene la ripresa fosse avvenuta in ritardo, la Corte ha ritenuto la rinuncia valida perché il ritardo era imputabile all'impresa stessa, che non aveva prodotto la certificazione antimafia. La Suprema Corte ha chiarito che, per contestare una decisione, non basta lamentare la mancata considerazione di una perizia (CTU), ma occorre indicare un fatto storico preciso e decisivo che il giudice avrebbe ignorato.
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Responsabilità notaio e colpa del cliente: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la riduzione del 50% del risarcimento dovuto da un notaio al proprio cliente. Sebbene sia stata accertata la responsabilità del notaio per non aver rilevato una clausola risolutiva, il danno è stato ritenuto in parte causato dalla condotta imprudente del cliente, che aveva versato una caparra pari al 90% del prezzo di vendita. La sentenza chiarisce che l'inadempimento del professionista e il concorso di colpa del cliente sono due elementi distinti nella valutazione del danno.
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Licenziamento per giusta causa: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un responsabile commerciale, confermando il suo licenziamento per giusta causa. Il lavoratore era stato licenziato per aver sistematicamente e senza autorizzazione ridotto i prezzi di vendita a favore di un unico cliente, causando un ingente danno economico all'azienda. La Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso mirassero a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità, e ha confermato la validità della procedura disciplinare e la sussistenza della condotta infedele.
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Risarcimento danni appalto: quando spetta sempre
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'impresa ha diritto al risarcimento danni in un appalto per l'illegittima sospensione dei lavori, anche qualora la stessa impresa si sia successivamente rifiutata di riprenderli, causando la risoluzione del contratto. La Corte ha chiarito che l'inadempimento successivo dell'appaltatore non annulla il diritto al risarcimento per i danni già subiti a causa del comportamento della stazione appaltante.
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