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Art. 12 preleggi — Sezione Sezioni Unite Civile

10 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 preleggi

Elezioni e ricorsi: stop all’eccesso di potere giurisdizionale
Un candidato sindaco, inizialmente proclamato vincitore delle elezioni comunali, perde la carica a seguito della decisione del Consiglio di Stato, che riassegna le schede contestate proclamando eletto il rivale. Il candidato soccombente impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite. Egli lamenta un presunto eccesso di potere giurisdizionale da parte del giudice amministrativo, accusato di aver travisato le regole processuali e sostanziali, creando norme arbitrarie. La Corte di Cassazione respinge l'impugnazione dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici supremi chiariscono che l'interpretazione delle leggi, anche se ritenuta errata o severa da una parte, rientra nei poteri ordinari del giudice e non costituisce mai invasione di campo.
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Concessione di derivazione d’acqua: prevale la tutela ambientale
Una società richiede il rilascio di una concessione di derivazione d'acqua per un torrente montano. Durante la procedura di gara, l'ente pubblico competente ordina di adeguare i documenti tecnici alla nuova Direttiva Deflussi Ecologici. La società impugna la richiesta, sostenendo che le norme sopravvenute valgano solo per le nuove domande presentate dopo il luglio 2018. Le Sezioni Unite della Cassazione respingono il ricorso dell'impresa. I giudici confermano che nei procedimenti amministrativi vige la regola secondo cui l'amministrazione deve applicare la normativa vigente al momento dell'emanazione dell'atto finale. Le esigenze ambientali sopravvenute prevalgono sull'interesse dell'istante, imponendo il rispetto dei nuovi parametri di tutela del corso idrico.
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Soccorso Procedimentale: Errore nell’Offerta non Esclude da Appalto
L'Ente Appaltante ha escluso un Raggruppamento di Imprese da una gara per servizi di ristorazione, ritenendo la sua offerta tecnica ambigua riguardo posate e bicchieri. Il Consiglio di Stato ha annullato l'esclusione, qualificando l'incoerenza come un "lapsus calami" (errore materiale) e sostenendo l'obbligo di attivare il soccorso procedimentale negli appalti per chiarire. L'Azienda Ricorrente ha impugnato la decisione, accusando il Consiglio di Stato di aver invaso la discrezionalità amministrativa e di aver creato una nuova norma sul soccorso procedimentale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il giudice amministrativo ha agito nei limiti della sua giurisdizione, interpretando una norma esistente senza crearne una nuova.
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Contributi Cassa Forense: niente arretrati per i giudici onorari
Un avvocato ha opposto una cartella esattoriale avente ad oggetto i Contributi Cassa Forense richiesti dall'ente di previdenza per l'attività di giudice onorario di tribunale svolta dal 2007 al 2010. L'ente sosteneva l'obbligo di versamento mediante l'applicazione analogica delle norme dettate per i giudici onorari aggregati. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso dell'ente previdenziale. La Corte ha stabilito che prima della riforma del 2012 non sussisteva alcun obbligo normativo di versare i Contributi Cassa Forense sulle indennità percepite dai giudici onorari di tribunale. La disciplina speciale prevista per altre figure onorarie non si applica per analogia e la legge successiva non ha valore retroattivo. Di conseguenza, la pretesa dell'ente è illegittima e l'atto viene annullato.
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Proroga della concessione idroelettrica: no al rinnovo automatico
Una società energetica ha chiesto la proroga della concessione idroelettrica per altri sette anni. La richiesta si basava sulla legge spalma-incentivi, che allunga il periodo di aiuto economico statale a fronte di una riduzione della quota annua. L'ente regionale ha rifiutato l'estensione, distinguendo tra la durata dei benefici economici e quella del diritto di sfruttamento dell'acqua pubblica. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato il rifiuto. I giudici hanno stabilito che la proroga della concessione idroelettrica non è automatica. Estendere la concessione senza gara pubblica violerebbe le norme europee sulla libera concorrenza. La società energetica ha perso la causa e deve pagare le spese processuali.
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Proroga concessione idroelettrica: più aiuti ma la scadenza resta
Una società energetica ha impugnato il rifiuto della Regione di estendere la durata di una concessione d'acqua per un impianto idroelettrico. La società sosteneva che l'adesione al regime statale spalma-incentivi comportasse l'automatica proroga concessione idroelettrica per ulteriori sette anni. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso, stabilendo che la rimodulazione degli incentivi economici non incide sulla durata della concessione idrica. Quest'ultima rimane regolata dai principi di temporaneità e concorrenza imposti dal diritto europeo, che richiedono gare pubbliche e trasparenti alla scadenza. Di conseguenza, la società perde la causa ed è condannata al pagamento delle spese processuali.
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Assegno vitalizio vittime: sì ai figli non a carico
Con la sentenza n. 34198/2025, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che l'assegno vitalizio vittime di criminalità organizzata spetta anche ai figli maggiorenni non a carico al momento del decesso del genitore. La Corte ha chiarito che le modifiche della Legge n. 244/2007 hanno esteso la platea dei beneficiari, superando il requisito della dipendenza economica precedentemente richiesto, anche in presenza di un coniuge superstite.
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Incentivo all’esodo e divorzio: spetta all’ex?
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilisce che l'incentivo all'esodo, a differenza del TFR, non rientra nell'indennità di fine rapporto da dividere con l'ex coniuge. La sentenza chiarisce che tale somma non ha natura di retribuzione differita maturata durante il matrimonio, ma serve a compensare la rinuncia al posto di lavoro, avendo quindi una finalità proiettata verso il futuro e non legata al passato contributo familiare.
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Motivazione apparente: sentenza annullata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che confermava il diniego per un progetto idroelettrico. La decisione è fondata sulla motivazione apparente del giudice di merito, il quale non ha adeguatamente esaminato le specifiche contestazioni tecniche sollevate dall'impresa ricorrente, limitandosi a un generico richiamo a pareri negativi e normative. La Suprema Corte ha ribadito che la motivazione deve raggiungere un 'minimo costituzionale', spiegando l'iter logico-giuridico seguito, altrimenti la sentenza è nulla.
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Reclamo elettorale avvocati: la sede di deposito
Un gruppo di avvocati impugna la proclamazione degli eletti al Consiglio dell'Ordine locale. Il Consiglio Nazionale Forense dichiara il reclamo inammissibile perché depositato direttamente presso la sua sede anziché presso il Consiglio dell'Ordine locale, come previsto da una vecchia norma. I legali ricorrono in Cassazione, sostenendo la prevalenza di una legge più recente. Tuttavia, prima della decisione, i ricorrenti rinunciano al ricorso, avendo ottenuto sentenze favorevoli in altre cause connesse. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del processo.
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