La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46211/2023, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per associazione a delinquere e riciclaggio. Il punto centrale della decisione riguarda il calcolo della pena per il reato presupposto ai fini dell'applicazione del cosiddetto riciclaggio attenuato (art. 648-bis, comma 4, c.p.). La Corte ha stabilito che, per verificare se la pena sia inferiore a cinque anni, si deve considerare la sanzione prevista per il reato presupposto comprensiva di tutte le circostanze aggravanti, e non la sola pena base. Questa pronuncia consolida un importante principio sulla valutazione della gravità del delitto da cui provengono i beni illeciti.
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