LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 12 preleggi — Sezione Prima Civile

Pagina 6 di 7

121 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 preleggi

Indennità opere concessionario: serve l’ok preventivo
In una lunga controversia tra un consorzio pubblico e una società concessionaria per la gestione di un acquedotto, la Corte di Cassazione ha esaminato la richiesta di indennità per opere realizzate dal concessionario. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'indennità opere concessionario è dovuta solo se l'autorizzazione del concedente è espressa e precedente all'esecuzione dei lavori. Inoltre, ha negato il compenso per servizi accessori in assenza di un'apposita convenzione e ha sottolineato l'importanza di una prova documentale rigorosa per quantificare il valore delle opere.
Continua »
Opposizione stima esproprio: i termini per l’ente
Un ente metropolitano si opponeva alla stima dell'indennità di esproprio. La Corte d'Appello dichiarava il ricorso tardivo. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il termine per l'opposizione stima esproprio per l'ente espropriante decorre dalla notifica formale della stima, non dalla mera conoscenza interna dell'atto. Il principio garantisce certezza giuridica e si applica anche quando l'ente che si oppone è lo stesso che ha avviato la procedura.
Continua »
Termine domande sovraindebitamento: è perentorio?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per la presentazione delle domande di insinuazione al passivo nella procedura di sovraindebitamento è perentorio. Una società creditrice ha visto rigettato il proprio ricorso per aver depositato la domanda oltre il termine fissato dal liquidatore. La Suprema Corte chiarisce che la natura acceleratoria e semplificata della procedura (L. 3/2012) impone di considerare il termine come invalicabile, a meno che il creditore non dimostri una causa non imputabile del ritardo, chiedendo la rimessione in termini.
Continua »
Termine perentorio sovraindebitamento: la Cassazione
Una società creditrice ha presentato una domanda di insinuazione al passivo oltre il termine stabilito in una procedura di liquidazione del patrimonio. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della domanda, stabilendo che il termine perentorio sovraindebitamento, previsto dalla Legge 3/2012, è inderogabile. La Corte ha specificato che l'assenza di una norma per le domande tardive è una scelta legislativa deliberata per garantire la celerità della procedura, e non una lacuna da colmare per via analogica con la legge fallimentare.
Continua »
Domande tardive nel sovraindebitamento: la Cassazione
Una banca ha presentato una domanda di ammissione al passivo oltre i termini in una procedura di sovraindebitamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le domande tardive sono inammissibili secondo la Legge 3/2012. La Corte ha chiarito che il termine fissato dal liquidatore è perentorio per garantire la celerità della procedura e che l'assenza di una norma per i ritardatari è una scelta legislativa deliberata, non una lacuna da colmare con l'analogia.
Continua »
Notificazione inesistente: quando si rimette al primo giudice
Una società ricorre in Cassazione sostenendo che la notificazione inesistente del ricorso di fallimento dovesse portare all'annullamento totale del procedimento. La Corte rigetta, chiarendo che nei procedimenti su ricorso, a differenza di quelli su citazione, il vizio di notifica comporta la rimessione della causa al primo giudice per sanare il difetto e garantire il contraddittorio, non la fine del processo.
Continua »
Diritto di voto cartolarizzazione: la Cassazione nega
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3220/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di diritto fallimentare. La Corte ha negato il diritto di voto alle società di cartolarizzazione nei concordati fallimentari, qualora queste abbiano acquistato i crediti dopo la dichiarazione di fallimento e non siano iscritte nell'albo degli intermediari finanziari previsto dall'art. 106 del Testo Unico Bancario. La decisione si basa su un'interpretazione letterale e restrittiva della norma (art. 127 Legge Fallimentare), che concede una deroga al divieto di voto solo a banche e, appunto, agli 'altri intermediari finanziari' vigilati. Secondo la Suprema Corte, le società di cartolarizzazione, pur operando nel mercato dei crediti, non possiedono i requisiti di vigilanza e controllo richiesti dalla legge per essere equiparate a tali intermediari, escludendo quindi una loro partecipazione al voto sulla proposta di concordato. Questo chiarisce il perimetro del diritto di voto cartolarizzazione, privilegiando la stabilità e la prevenzione di manovre speculative.
Continua »
Travisamento della prova: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni cittadini contro un Comune in una causa per indennità di esproprio. I ricorrenti lamentavano un travisamento della prova, sostenendo che la Corte d'Appello avesse ignorato atti di compravendita da loro prodotti. La Suprema Corte ha chiarito che una mera svista del giudice su un fatto non costituisce un vizio di legittimità, ma un errore revocatorio, impugnabile con un diverso rimedio processuale. La decisione sottolinea i rigorosi limiti del sindacato della Cassazione sui fatti di causa.
Continua »
Sospensione riscossione non ferma l’istanza di fallimento
Una società in liquidazione ha contestato la richiesta di fallimento avanzata dall'Agenzia delle Entrate, sostenendo che la sospensione riscossione dovuta all'emergenza Covid-19 impedisse tale azione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la sospensione riguardava le procedure esecutive e l'esigibilità dei crediti, ma non privava l'Agenzia della sua legittimazione a presentare istanza di fallimento. La Corte ha sottolineato che una norma specifica (art. 10, d.lgs. 23/2020) aveva già limitato le istanze di fallimento a un periodo circoscritto, non applicabile al caso di specie.
Continua »
Disconoscimento copie: la Cassazione fa chiarezza
Una società fallita contestava la validità di alcuni contratti bancari, effettuando un disconoscimento copie dei documenti prodotti dall'istituto di credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il disconoscimento deve essere specifico e non generico, indicando le precise difformità rispetto all'originale. In assenza di tale specificità, la copia è da considerarsi valida. La Corte ha inoltre ribadito la validità dei contratti bancari firmati solo dal cliente, come previsto dal Testo Unico Bancario.
Continua »
Creditori irreperibili: no alla redistribuzione somme
La Corte di Cassazione ha stabilito che nelle procedure fallimentari soggette alla normativa anteriore alla riforma del 2006, le somme accantonate per i creditori irreperibili non possono essere redistribuite agli altri creditori insoddisfatti. La decisione si fonda sul principio del "ratione temporis", evidenziando che il deposito di tali somme presso un istituto di credito aveva un effetto liberatorio immediato, facendole uscire definitivamente dal patrimonio del fallimento. Il ricorso di una società creditrice è stato quindi dichiarato inammissibile.
Continua »
Somme irreperibili: la Cassazione sulla vecchia legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle procedure di amministrazione straordinaria soggette alla normativa anteriore al 2006, le somme accantonate per i creditori irreperibili non possono essere redistribuite agli altri creditori insoddisfatti. La sentenza chiarisce che il deposito di tali somme aveva un effetto liberatorio definitivo per la procedura, impedendo ogni successiva ripartizione, a differenza di quanto previsto dalla legge attuale. Di conseguenza, è stato respinto il ricorso di una società garante che, dopo aver soddisfatto alcuni creditori, chiedeva l'assegnazione di tali fondi residui.
Continua »
Decadenza concessione demaniale: il giudicato blocca
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti all'impugnazione di un provvedimento di decadenza concessione demaniale. A seguito di danni a uno stabilimento e del mancato pagamento dei canoni, un concessionario si è visto revocare la licenza. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la precedente reiezione di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica aveva reso la decadenza definitiva e non più contestabile in sede civile, neanche per motivi legati all'importo dei canoni. La decisione sottolinea il principio del giudicato amministrativo e la sua forza preclusiva.
Continua »
Crediti irreperibili: le somme non si ridistribuiscono
La Corte di Cassazione ha stabilito che nelle procedure di amministrazione straordinaria iniziate prima della riforma del 2006, le somme accantonate per i crediti irreperibili non possono essere redistribuite agli altri creditori. La vecchia normativa prevedeva un "effetto liberatorio" del deposito di tali somme, che quindi fuoriuscivano definitivamente dal patrimonio della procedura, impedendo ogni successiva ripartizione. La richiesta di una società controllante, che aveva agito anche come garante, di ottenere tali fondi è stata pertanto respinta.
Continua »
Crediti irreperibili: fondi negati al garante pagatore
Una società garante ha saldato i debiti di un'altra società in amministrazione straordinaria. Successivamente, ha richiesto i fondi accantonati per i "crediti irreperibili" che aveva pagato. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che, secondo la normativa antecedente alla riforma del 2006, il deposito di tali somme aveva un effetto liberatorio, rendendole non disponibili per una nuova distribuzione. Il diritto di surroga del garante non gli conferiva un accesso automatico a questi fondi specifici senza una formale ammissione preventiva del suo credito.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: nullità opponibile
La Corte di Cassazione respinge il ricorso di una società di gestione crediti, confermando che nel contratto autonomo di garanzia il garante può sempre opporre la nullità del contratto principale se deriva dalla violazione di norme imperative, come l'illegittimo esercizio dello 'ius variandi' da parte della banca. Viene inoltre ribadito che l'accertamento del credito in sede fallimentare contro il debitore principale non è vincolante per il garante.
Continua »
Recupero contributi trasporto: la Cassazione decide
Una società di trasporto pubblico ha contestato l'azione di un Ente Regionale per il recupero di contributi erogati in eccesso. Dopo sentenze contrastanti nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Regione. La Suprema Corte ha stabilito che la Corte d'Appello aveva errato nell'ignorare la specifica legislazione regionale che disciplinava il recupero dei fondi, applicando erroneamente un precedente non pertinente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Crediti prededucibili e tasso di interesse: la Cassazione
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha stabilito che gli interessi sui crediti prededucibili, sorti nell'ambito di una procedura di amministrazione straordinaria, maturano fino al completo pagamento e al tasso di interesse pattuito tra le parti (convenzionale), e non a quello legale. La controversia vedeva un istituto di credito opporsi a una società in amministrazione straordinaria. La Corte ha chiarito che, in assenza di una lacuna normativa, si applica la regola generale dell'art. 1284 c.c., respingendo l'applicazione analogica delle norme sui crediti privilegiati. Questa decisione rafforza la tutela dei crediti sorti per sostenere le procedure concorsuali.
Continua »
Liquidazione Coatta: stop alle azioni individuali
Una risparmiatrice ha citato in giudizio una banca in liquidazione coatta amministrativa per far dichiarare inesistente un debito. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali azioni sono inammissibili. Il principio della liquidazione coatta amministrativa impone che tutte le pretese, incluse quelle di accertamento negativo, siano gestite esclusivamente all'interno della procedura concorsuale per tutelare la parità di trattamento tra i creditori. Qualsiasi causa individuale presso un tribunale ordinario è quindi preclusa.
Continua »
Estinzione ente pubblico: quando avviene davvero?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla estinzione di un ente pubblico a seguito di una legge di riorganizzazione. La sentenza in esame ha stabilito che la soppressione di un consorzio pubblico non avviene 'ex lege' al momento dell'entrata in vigore della norma che ne dispone l'accorpamento in un nuovo ente. L'estinzione, e la conseguente perdita della capacità processuale, si verificano solo al termine dell'iter procedurale, con l'adozione del provvedimento amministrativo finale che trasferisce formalmente beni, personale e rapporti giuridici. Di conseguenza, è stato ritenuto ammissibile l'appello promosso dal consorzio originario durante la fase transitoria, cassando la decisione della Corte d'Appello che lo aveva erroneamente dichiarato inammissibile.
Continua »