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Art. 12 preleggi — Anno 2025

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205 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 preleggi

Danno da evizione: sì a nuova causa se il danno matura
Un acquirente cita in giudizio il venditore per un'ipoteca non dichiarata sull'immobile. La prima domanda viene respinta perché il danno è solo potenziale. Anni dopo, l'immobile viene pignorato e venduto (evizione). La Corte di Cassazione stabilisce che la seconda azione per il danno da evizione è ammissibile, poiché il rigetto della prima si basava sulla non attualità del pregiudizio, fatto che non preclude una nuova domanda una volta che il danno si è concretizzato.
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Motivazione apparente: sentenza tributaria cassata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione tributaria regionale per motivazione apparente. La decisione di secondo grado era talmente sintetica da non permettere di comprendere l'iter logico-giuridico seguito dai giudici per rigettare l'appello di un contribuente riguardo a diverse cartelle esattoriali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che una motivazione graficamente esistente ma incomprensibile equivale a una sua totale assenza, violando la legge. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Retratto agrario: no con torrente pubblico di mezzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario terriero che voleva esercitare il diritto di retratto agrario su un fondo vicino. La Corte ha confermato che la presenza di un torrente, anche se non iscritto negli elenchi pubblici, interrompe la contiguità fisica e giuridica tra i terreni, requisito indispensabile per tale diritto. La natura demaniale del corso d'acqua è il fattore decisivo che preclude l'esercizio del retratto agrario.
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Estinzione ente pubblico: quando avviene davvero?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla estinzione di un ente pubblico a seguito di una legge di riorganizzazione. La sentenza in esame ha stabilito che la soppressione di un consorzio pubblico non avviene 'ex lege' al momento dell'entrata in vigore della norma che ne dispone l'accorpamento in un nuovo ente. L'estinzione, e la conseguente perdita della capacità processuale, si verificano solo al termine dell'iter procedurale, con l'adozione del provvedimento amministrativo finale che trasferisce formalmente beni, personale e rapporti giuridici. Di conseguenza, è stato ritenuto ammissibile l'appello promosso dal consorzio originario durante la fase transitoria, cassando la decisione della Corte d'Appello che lo aveva erroneamente dichiarato inammissibile.
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Società di comodo: interpello non obbligatorio
Una società alberghiera, considerata 'società di comodo' per insufficienti ricavi, si è vista accogliere il ricorso dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno annullato la decisione di merito per 'motivazione apparente' e hanno ribadito un principio fondamentale: l'interpello disapplicativo non è un requisito obbligatorio per poter dimostrare in tribunale l'esistenza di cause oggettive che giustificano la non operatività, garantendo così la piena tutela giurisdizionale del contribuente.
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