La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6576 del 2024, ha stabilito che la confisca diretta per reati tributari si applica a tutte le somme di denaro presenti sul conto di una società, anche se depositate dopo la commissione del reato. Il 'risparmio di spesa', derivante dal mancato pagamento delle imposte, è considerato profitto del reato. Data la natura fungibile del denaro, qualsiasi somma trovata nel patrimonio dell'ente fino all'ammontare dell'imposta evasa può essere sequestrata direttamente, senza che sia necessario dimostrare un nesso causale diretto.
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