LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 118 Codice di Procedura Civile

Pagina 48 di 40

4124 provvedimenti

Usura conto corrente: la CTU non può essere ignorata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito relativa a un caso di usura su conto corrente. Il motivo è che il giudice d'appello aveva completamente ignorato gli esiti di una consulenza tecnica d'ufficio (CTU), rinnovata nel corso del secondo grado, che costituiva un fatto decisivo per la risoluzione della controversia, in quanto perveniva a conclusioni radicalmente diverse sulla determinazione del saldo e sulla sussistenza dell'usura stessa.
Continua »
Competenza territoriale risarcimento: il Foro di Roma
La Corte di Cassazione ha stabilito la competenza territoriale inderogabile del Tribunale di Roma per le cause di risarcimento danni per crimini di guerra che coinvolgono il Ministero dell'Economia e delle Finanze. La decisione si fonda sul principio del "forum destinatae solutionis", identificando Roma come il luogo di ubicazione della tesoreria centrale dello Stato, deputata in via esclusiva all'erogazione dei ristori, superando così i criteri ordinari.
Continua »
Errore di fatto: quando si può revocare una Cassazione
Un'azienda sanitaria contesta un'ordinanza della Cassazione per errore di fatto, ma il ricorso viene respinto. La Corte chiarisce che l'errore revocatorio deve essere una svista percettiva e non una critica all'interpretazione giuridica o alla valutazione processuale del giudice, sanzionando la parte per abuso del processo.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33649/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se non fondata su uno dei motivi tassativamente previsti dall'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 602/1973. Nel caso specifico, un contribuente aveva impugnato un estratto di ruolo eccependo la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, dichiarando l'azione del contribuente inammissibile per carenza di interesse ad agire, poiché la prescrizione non rientra tra le cause specifiche che consentono tale impugnazione. La decisione si basa su una norma sopravvenuta (ius superveniens) applicabile ai processi in corso.
Continua »
Debito restitutorio lavoratore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che non si era pronunciata sulla richiesta di un lavoratore di detrarre le retribuzioni maturate dopo la conversione del contratto dal suo debito restitutorio verso l'azienda. L'ordinanza chiarisce che le somme percepite dopo la conversione del rapporto non sono ripetibili, in quanto dovute, e il giudice del rinvio deve esaminare specificamente tale domanda.
Continua »
Estratti conto mancanti: come ricalcolare il saldo
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente addebitate a titolo di interessi e commissioni. A causa di alcuni estratti conto mancanti, la Corte d'Appello aveva rigettato la domanda, ritenendo impossibile una ricostruzione attendibile del saldo. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che la mancanza di documentazione non impedisce a priori il ricalcolo. Il giudice può utilizzare altri documenti o partire dal primo saldo a debito disponibile, azzerando le pretese per i periodi non documentati.
Continua »
Gestione post-discarica: ricorso inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale di un Comune che quello incidentale di una società incaricata della gestione post-discarica di un impianto. La controversia verteva su richieste economiche contrapposte: il Comune pretendeva il versamento di un incremento tariffario non accantonato dalla società, mentre quest'ultima richiedeva il rimborso delle spese sostenute. La Cassazione ha ritenuto che i motivi del ricorso mirassero a una nuova valutazione dei fatti e dell'interpretazione dei contratti, attività preclusa in sede di legittimità, confermando di fatto la decisione della Corte d'Appello che aveva dato ragione alla società.
Continua »
Accordo conciliativo: come chiudere il contenzioso
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in una controversia fiscale tra l'Agenzia delle Entrate e una società di ristorazione. A seguito di un accertamento basato sul 'tovagliometro', le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo durante il giudizio in Cassazione, risolvendo la lite e portando all'estinzione del processo con compensazione delle spese.
Continua »
Esenzione ICI enti non commerciali: le nuove regole
Un ente non commerciale si è visto negare l'esenzione ICI per un immobile parzialmente concesso in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha annullato la precedente decisione. Il caso è stato rinviato per verificare se il rapporto contrattuale, la natura non commerciale delle attività e il rispetto della soglia 'de minimis' per gli aiuti di Stato giustifichino l'esenzione ICI per enti non commerciali.
Continua »
Enunciazione finanziamento: no imposta se estinto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33513/2025, ha stabilito che l'enunciazione di un finanziamento soci in un atto di cessione immobiliare non è soggetta a imposta di registro se il debito corrispondente cessa i suoi effetti in virtù dell'atto stesso. Nel caso specifico, l'assegnazione di un immobile a un socio come pagamento del finanziamento (datio in solutum) ha estinto l'obbligazione, rendendo applicabile l'esenzione prevista dall'art. 22, comma 2, del d.P.R. 131/1986.
Continua »
Stabilizzazione pubblico impiego: quando sana l’abuso
Una lavoratrice, dopo anni di contratti precari con un Ministero, è stata assunta a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa stabilizzazione nel pubblico impiego rappresenta un rimedio adeguato per l'abuso passato di contratti a termine, escludendo così il diritto a un ulteriore risarcimento. La Corte ha anche precisato che i contratti di somministrazione nulli non si convertono e che l'inquadramento professionale è determinato dal concorso pubblico, non dai precedenti rapporti di fatto.
Continua »
Liquidazione spese legali: il giudice può superare la nota
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33491/2025, ha stabilito un importante principio in materia di liquidazione spese legali. Partendo da un caso di accertamento della qualità di socio, la Corte ha chiarito che se l'avvocato presenta una nota spese basata su un valore della causa erroneamente basso, il giudice ha il potere e il dovere di rideterminare il corretto valore (in questo caso, 'indeterminabile') e liquidare un compenso superiore a quello richiesto, in applicazione dei parametri minimi inderogabili.
Continua »
Motivazione Apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione apparente. Il caso riguardava una società di leasing e una pretesa fiscale dell'Agenzia delle Entrate su un contratto. La Corte ha stabilito che i giudici d'appello non possono limitarsi a confermare la decisione precedente senza un'analisi critica e autonoma dei motivi di ricorso, rendendo di fatto la loro decisione priva di un valido fondamento logico-giuridico.
Continua »
Decadenza cartella pagamento: no per imposte registro
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che il termine di decadenza per la notifica della cartella di pagamento, previsto dall'art. 25 del DPR 602/73, non si applica alle imposte indirette come quella di registro, ipotecaria e catastale. Una volta divenuto definitivo l'avviso di liquidazione, la riscossione del credito è soggetta al più lungo termine di prescrizione decennale. Questa distinzione si fonda sulla diversa natura del procedimento: per le imposte dirette e l'IVA, la cartella può essere il primo atto di liquidazione, mentre per l'imposta di registro esiste già un autonomo avviso di liquidazione, soggetto a specifici termini di decadenza.
Continua »
Ricorso per cassazione: i motivi di impugnazione
Una società di riscossione presenta ricorso per cassazione contro la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un'ingiunzione di pagamento per la tassa sui rifiuti (TARI/TARES). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo inammissibile. La ragione principale è che la sentenza impugnata si basava su due motivazioni autonome e la società ricorrente ne aveva contestata solo una, omettendo di censurare quella relativa alla diversità degli immobili oggetto del tributo. Il caso sottolinea un principio fondamentale del ricorso per cassazione: per ottenere l'annullamento di una sentenza fondata su più ragioni, è necessario impugnarle tutte con successo.
Continua »
Motivazione apparente: quando la sentenza è valida
Una contribuente, a seguito di un accertamento per redditi non dichiarati derivanti da un'attività di affittacamere, ha impugnato la sentenza di secondo grado per 'motivazione apparente'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la motivazione, sebbene sintetica e basata sul verbale della Guardia di Finanza, supera il 'minimo costituzionale' richiesto. La Corte ha inoltre specificato che non vi è contraddizione nell'escludere l'IRAP per mancanza di autonoma organizzazione pur confermando la natura imprenditoriale e abituale dell'attività ai fini delle altre imposte.
Continua »
Autonoma organizzazione: IRAP esclusa, IRPEF dovuta
Una contribuente che gestiva un'attività di affittacamere ha ottenuto l'annullamento dell'avviso di accertamento per l'IRAP a causa della mancanza di autonoma organizzazione. Ha quindi sostenuto che tale principio dovesse estendersi anche all'IRPEF e all'IVA. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che l'assenza del requisito dell'autonoma organizzazione è rilevante solo ai fini IRAP, mentre per l'IRPEF è sufficiente il carattere di abitualità dell'attività per qualificarla come reddito d'impresa.
Continua »
Prescrizione contributi: la denuncia non la interrompe
Un lavoratore perde la causa per la riliquidazione della pensione a causa della prescrizione dei contributi non versati. La Corte di Cassazione conferma che la denuncia del lavoratore non interrompe né raddoppia il termine di prescrizione quinquennale. L'ordinanza chiarisce anche che il giudice del rinvio può esaminare l'eccezione di prescrizione se non è stata oggetto della precedente decisione della Cassazione, ribadendo i limiti del principio di automaticità delle prestazioni previdenziali.
Continua »
Fideiussore consumatore: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito, confermando la qualifica di 'fideiussore consumatore' per un garante persona fisica. La sentenza ha ribadito che la nullità di una clausola abusiva, come la deroga all'art. 1957 c.c., può essere rilevata in qualsiasi momento e che l'onere di provare la trattativa individuale spetta alla banca. È stato inoltre escluso che un cambiamento di giurisprudenza su norme sostanziali possa essere limitato dal principio del 'prospective overruling'.
Continua »
Onere prova rimesse solutorie: la Cassazione decide
Una società ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente pagate su più conti correnti. La banca ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, ribadendo un principio fondamentale: l'onere della prova rimesse solutorie grava sul correntista. Quest'ultimo, per contrastare l'eccezione di prescrizione, deve dimostrare che i versamenti effettuati su un conto scoperto avevano natura ripristinatoria della provvista e non solutoria, provando l'esistenza di un contratto di fido.
Continua »