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Art. 118 Codice di Procedura Civile

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4124 provvedimenti

Danno erariale: la polizza non copre il profitto illecito
Un ex Direttore Generale di un'azienda sanitaria pubblica, condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale a causa di un conflitto di interessi, si è visto negare la copertura dalla propria assicurazione per la responsabilità civile. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la polizza non può garantire la conservazione di un profitto illecito, quale è stato considerato lo stipendio percepito per una prestazione lavorativa ridotta. La sentenza ribadisce la centralità del principio indennitario, che impedisce all'assicurazione di diventare una fonte di arricchimento per l'assicurato.
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Iscrizione ipotecaria: la Cassazione sui requisiti
Una società ha impugnato una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria emessa dall'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale comunicazione è un atto cautelare e non esecutivo. Pertanto, non necessita della previa notifica di un'intimazione di pagamento, né deve contenere dettagli specifici sul valore dell'immobile. La Corte ha inoltre ribadito che l'Agente della Riscossione è l'unico legittimato passivo in queste controversie.
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Ricusazione del Giudice: quando non sospende il processo
Una società agricola ha impugnato la vendita di un immobile derivante da una divisione giudiziale. Prima dell'udienza in Cassazione, ha presentato un'istanza di ricusazione del giudice. La Corte ha respinto la richiesta di rinvio, affermando che un'istanza di ricusazione del giudice inammissibile non sospende il procedimento principale. Il ricorso è stato infine dichiarato inammissibile per mancanza di chiarezza e per aver sollevato questioni non sindacabili in sede di legittimità.
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Fondo Garanzia TFR e cessione d’azienda: la guida
La Cassazione chiarisce che il Fondo Garanzia TFR non interviene per pagare il TFR maturato con l'azienda cedente (poi fallita) se il rapporto di lavoro del dipendente prosegue con la nuova società acquirente. La rinuncia del lavoratore ad agire contro l'acquirente per il TFR pregresso è un accordo privato che non può attivare l'obbligazione pubblica del Fondo, la cui funzione è legata alla cessazione del rapporto di lavoro per insolvenza del datore.
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Franchigia assicurativa: quando si applica d’ufficio
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire danni da infiltrazione, chiedeva la manleva alla propria assicurazione. La Cassazione chiarisce che la franchigia assicurativa, se menzionata negli atti iniziali, deve essere applicata dal giudice anche se non ribadita nelle conclusioni, cassando la sentenza d'appello che l'aveva erroneamente esclusa.
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Titolo esecutivo: l’ordinanza non perde efficacia
Una società, condannata a sgomberare un cantiere con una penale giornaliera per il ritardo, ha sostenuto che un successivo provvedimento di attuazione avesse invalidato il titolo esecutivo originale. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, affermando che il provvedimento attuativo ha una funzione puramente esecutiva e non incide sulla validità e sull'efficacia del titolo esecutivo iniziale. Di conseguenza, l'obbligo di pagamento della penale è rimasto pienamente valido.
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Retribuzione di anzianità medico: vale solo quella ACN
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della retribuzione di anzianità medico per uno specialista ambulatoriale convenzionato, non può essere considerata l'anzianità maturata in un precedente rapporto di lavoro come dipendente pubblico. L'ordinanza chiarisce che rileva solo il servizio prestato 'al medesimo titolo', ossia nell'ambito del rapporto convenzionale stesso. La Corte ha così accolto il ricorso di un'Azienda Sanitaria che chiedeva la restituzione delle somme versate a una dottoressa sulla base di un calcolo errato dell'anzianità.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Una società di gestione parcheggi ha ricevuto avvisi di accertamento per la tassa sull'occupazione di suolo pubblico (TOSAP). Dopo una vittoria in primo grado, la sentenza d'appello ha ribaltato la decisione. La Corte di Cassazione ha annullato quest'ultima sentenza per motivazione apparente, poiché i giudici d'appello non avevano spiegato adeguatamente il loro ragionamento, limitandosi a generici riferimenti alla documentazione e all'uso delle aree, senza affrontare le complesse questioni giuridiche sollevate. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Liquidazione spese legali: minimi inderogabili
Una contribuente si è vista riconoscere spese legali simboliche dopo l'annullamento di un accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, ribadendo che la liquidazione spese legali deve rispettare i minimi tariffari inderogabili e deve essere proporzionata al valore effettivo della causa, anche in caso di soccombenza virtuale dell'Amministrazione Finanziaria.
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Recesso per giusta causa: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità di un recesso per giusta causa da un contratto di subagenzia. La controversia nasceva dal mancato rispetto, da parte di un sub-agente, degli obblighi contrattuali di riconsegna di polizze. La Corte ha confermato la decisione di secondo grado, stabilendo che un inadempimento grave, tale da ledere il rapporto di fiducia, costituisce una valida ragione per la risoluzione immediata del contratto, escludendo il diritto del sub-agente a qualsiasi indennità. La sentenza chiarisce anche importanti principi procedurali sulla tardività delle eccezioni e delle domande di restituzione.
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Recesso per giusta causa agenzia: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un agente contro il recesso per giusta causa agenzia intimato da una banca. La risoluzione del contratto era motivata dalla divulgazione di informazioni riservate. L'inammissibilità deriva da vizi procedurali del ricorso, come la mancanza di autosufficienza e la formulazione generica dei motivi, confermando la decisione della Corte d'Appello sulla sussistenza della giusta causa.
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Trasferimento di ramo d’azienda: il dirigente escluso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di un dirigente che non era stato incluso in un trasferimento di ramo d'azienda. La Corte ha stabilito che, dato il ruolo apicale del dirigente, le cui mansioni si estendevano all'intera compagine societaria e non erano prevalentemente o esclusivamente inerenti al ramo ceduto, non sussisteva il presupposto per l'applicazione dell'art. 2112 c.c. e il conseguente trasferimento automatico del rapporto di lavoro.
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Rinuncia agli atti: estinzione del processo in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della formale rinuncia agli atti da parte del ricorrente. Il caso, originato da una richiesta di risarcimento per danno alla persona, era giunto in Cassazione per una presunta errata applicazione delle tabelle di liquidazione del danno. Tuttavia, la rinuncia ha impedito alla Corte di pronunciarsi nel merito, chiudendo il processo senza alcuna statuizione sulle spese, data la mancata costituzione delle controparti.
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Compensazione atecnica: quando si applica nel lavoro
Un lavoratore era stato condannato a restituire una somma ricevuta dal suo ex datore di lavoro in base a una sentenza successivamente riformata. La Corte di Cassazione ha stabilito il principio della compensazione atecnica, consentendo di bilanciare il debito del lavoratore con il suo controcredito per licenziamento illegittimo, anche se non ancora liquidato, poiché entrambe le pretese derivavano dallo stesso rapporto di lavoro. La Corte d'Appello aveva erroneamente negato tale compensazione.
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Anzianità di servizio: no al lavoro convenzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che i periodi di lavoro svolti da un medico in regime convenzionale con il Servizio Sanitario Nazionale non possono essere equiparati al servizio subordinato ai fini del calcolo dell'anzianità di servizio e dei relativi scatti retributivi. L'ordinanza chiarisce che la normativa speciale (D.P.C.M. 8 marzo 2001) che riconosce l'anzianità pregressa è di stretta interpretazione e non può essere estesa. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato i principi del lavoro dipendente a un rapporto autonomo, sottolineando la differenza sostanziale tra le due tipologie di rapporto e la specificità dell'indennità di esclusività, legata unicamente all'esperienza maturata come dirigente del SSN.
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Mansioni superiori scuola: calcolo indennità e P.E.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33697/2025, interviene sul tema delle mansioni superiori scuola per il personale ATA. La Corte ha stabilito che l'indennità per chi svolge funzioni di DGSA si calcola come differenza tra lo stipendio iniziale del DGSA e la retribuzione complessiva dell'assistente amministrativo, inclusa la posizione economica. Tuttavia, ha chiarito un punto cruciale: la posizione economica, pur riducendo l'importo dell'indennità, non viene assorbita da essa e deve essere corrisposta in aggiunta, evitando un danno al lavoratore.
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Mansioni superiori personale ATA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti scolastici, chiarendo il metodo di calcolo dell'indennità per mansioni superiori personale ATA. La Corte ha confermato che, secondo la normativa vigente, l'indennità è pari alla differenza tra il trattamento economico iniziale della qualifica superiore (DGSA) e l'intero stipendio già percepito dal lavoratore, inclusi gli scatti di anzianità. Questo meccanismo può portare all'azzeramento del compenso aggiuntivo per i dipendenti con maggiore anzianità. È stato inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi nel pubblico impiego decorre durante il rapporto di lavoro.
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Rapporti interni ATI: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui rapporti interni ATI, stabilendo che l'accettazione del conto finale da parte della società capogruppo vincola anche la società mandante, specialmente in assenza di accordi interni diversi. La Corte ha inoltre chiarito che gli interessi di mora previsti dal D.Lgs. 231/2002 non si applicano automaticamente al rapporto di mandato tra le imprese associate, dovendosi applicare gli interessi legali.
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Riduzione canone affitto: non equivale a risarcimento
Una società agricola affittuaria ha sospeso il pagamento del canone, chiedendo il risarcimento dei danni per l'impossibilità di utilizzare l'intera superficie. La Corte di Cassazione ha stabilito che la domanda di risarcimento è distinta e non implica una richiesta di riduzione canone affitto. L'ordinanza sottolinea la necessità di formulare domande giudiziali precise, dichiarando inammissibili i motivi di ricorso non specifici e ribadendo la differenza tra le due azioni legali.
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Fondo vittime mafia: estraneità, requisito essenziale
La Corte di Cassazione ha negato l'accesso al fondo vittime mafia ai familiari di una persona uccisa in un contesto di criminalità organizzata. La Corte ha confermato che la totale estraneità ad ambienti criminali è un requisito essenziale e immanente, che deve essere soddisfatto sia dalla vittima deceduta sia dai richiedenti. Una legge successiva che ha esplicitato tale condizione ha solo chiarito un principio già insito nella normativa originaria.
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