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Art. 1176 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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189 provvedimenti

Altri anni per Art. 1176 Codice Civile

Vendita aliud pro alio: onere della prova e risoluzione
Un acquirente compra un'auto usata che si rivela impossibile da immatricolare per gravi difformità (motore e telaio non originali). La Cassazione conferma la risoluzione del contratto per vendita aliud pro alio, stabilendo che il veicolo era totalmente inidoneo all'uso. In questi casi, spetta al venditore, e non all'acquirente, l'onere di provare di aver consegnato un bene conforme. La richiesta di manleva del venditore verso un intermediario è stata respinta.
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Frazionamento del credito: quando è legittimo?
Un'impresa di noleggio ponteggi ha ottenuto due decreti ingiuntivi distinti contro un cliente per canoni non pagati maturati in periodi diversi dello stesso contratto. Il cliente ha contestato la seconda azione come un illegittimo frazionamento del credito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il frazionamento del credito è legittimo quando il creditore ha un 'apprezzabile interesse'. In questo caso, i canoni della seconda azione erano maturati dopo l'avvio della prima, giustificando una richiesta separata e rendendo la condotta del creditore non abusiva.
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Rito processuale errato: quando si perde un grado
Una società contesta le parcelle di un legale. Il Tribunale adotta un rito processuale sommario, ma la Corte di Cassazione annulla la decisione. L'applicazione di un rito processuale errato per le attività stragiudiziali ha illegittimamente privato la società di un grado di appello, violando i suoi diritti processuali. La causa è stata rinviata al Tribunale per essere decisa con il rito corretto.
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Contratto preliminare: risoluzione per inadempimento
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare immobiliare per grave inadempimento dei promissari acquirenti. L'analisi si concentra sull'interpretazione delle clausole contrattuali, la natura delle obbligazioni alternative e la mancata corresponsione delle rate di mutuo pattuite, ritenuta giusta causa per la risoluzione.
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Responsabilità direttore lavori: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti della responsabilità del direttore dei lavori in un complesso caso di vizi edilizi. La sentenza chiarisce che il professionista non risponde automaticamente di ogni difetto, ma solo per le violazioni del suo specifico dovere di vigilanza. Il caso riguardava la costruzione di una villa, dove il committente aveva citato in giudizio l'architetto e diverse imprese per gravi difetti. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva esteso la condanna dell'architetto oltre i motivi del suo ricorso, violando il divieto di 'reformatio in peius', e che gli aveva attribuito una responsabilità generica per tutti i vizi, senza distinguere tra errori esecutivi delle imprese e reali carenze di supervisione.
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Rinnovo tacito contratto: la Cassazione decide
Una società contesta il pagamento di una penale, sostenendo la scadenza di un contratto di fornitura senza un valido rinnovo tacito contratto. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte chiarisce che, di fronte a clausole ambigue, l'interpretazione deve valorizzare lo scopo pratico dell'accordo e il principio di conservazione, validando così il rinnovo tacito e la relativa clausola penale.
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Domanda nuova in appello: la Cassazione chiarisce
Un cittadino, condannato per violazione delle distanze edilizie, ha tentato di modificare in appello il fondamento della sua richiesta di manleva contro il Comune, passando da una responsabilità contrattuale a una extracontrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di tale modifica, qualificandola come una domanda nuova in appello. La sentenza chiarisce che alterare la causa petendi, ovvero i fatti e il diritto su cui si fonda la pretesa, introduce un tema d'indagine radicalmente diverso, vietato in secondo grado.
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Responsabilità appaltatore: quando è un nudus minister?
Una società committente lamentava il malfunzionamento di un impianto realizzato da un'altra impresa, difetto riconducibile a un componente progettato dalla committente stessa. La Corte di Cassazione ha chiarito che la responsabilità dell'appaltatore non è automaticamente esclusa in questi casi. L'appaltatore, infatti, ha il dovere professionale di verificare il progetto e segnalare eventuali errori evidenti. Può essere considerato un mero esecutore ('nudus minister'), e quindi esente da colpa, solo se dimostra di aver avvisato il committente delle criticità e di aver proceduto solo a seguito della sua insistenza. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Responsabilità amministratore condominio per convocazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 29878/2019, ha stabilito che un precedente giudizio di annullamento di una delibera assembleare per errata convocazione non determina automaticamente la responsabilità esclusiva dell'amministratore. La Corte ha chiarito che l'assemblea condominiale ha il dovere di verificare la regolarità degli avvisi di convocazione. Un'eventuale omissione di tale controllo può configurare un concorso di colpa del condominio, riducendo o escludendo la responsabilità dell'amministratore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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