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Art. 1176 Codice Civile — Anno 2023

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259 provvedimenti

Altri anni per Art. 1176 Codice Civile

Prescrizione diritto al risarcimento: la Cassazione decide
Una società di trasporti, citata in giudizio per il risarcimento danni derivanti dal furto di merce, ha sollevato la questione della prescrizione del diritto al risarcimento. Il caso è giunto in Cassazione per determinare quale termine di prescrizione applicare (annuale o quinquennale) a seguito di una modifica legislativa intervenuta mentre il termine più lungo era ancora in corso. La Corte, riconoscendo la complessità e l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la decisione a una pubblica udienza.
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IVA e operazioni inesistenti: Cassazione nega la detrazione
Una società del settore energetico ha impugnato un avviso di accertamento che negava la detrazione IVA per operazioni inesistenti. Il caso riguardava vendite circolari di energia elettrica all'interno di un gruppo societario, dove beni e denaro si muovevano in un circuito chiuso senza reale sostanza economica. La Corte di Cassazione, conformandosi alla Corte di Giustizia Europea, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che per operazioni oggettivamente inesistenti il diritto alla detrazione IVA è escluso, anche se le parti hanno versato l'imposta fatturata e non vi è stato un danno erariale netto. Il contribuente può recuperare l'IVA indebitamente versata solo dimostrando di aver eliminato definitivamente ogni potenziale rischio di perdita per l'erario.
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Responsabilità bonifico domiciliato: la decisione
Una società assicuratrice ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver liquidato un bonifico domiciliato a una persona diversa dal legittimo beneficiario, che si era presentato con un documento falso. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha escluso la responsabilità dell'istituto di pagamento. Si è ritenuto che l'istituto avesse adempiuto al proprio obbligo di diligenza professionale verificando la corrispondenza dei dati anagrafici, del codice fiscale e della password, utilizzando anche un sistema di verifica elettronica interna, assolvendo così all'onere probatorio a suo carico.
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Bonifico domiciliato: la diligenza nell’identificazione
Una società assicurativa ha ordinato un bonifico domiciliato, ma l'intermediario ha pagato un truffatore in possesso dei dati corretti e di un documento apparentemente valido. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'intermediario non è oggettiva, ma basata sulla colpa. In questo caso, l'intermediario ha agito con la dovuta diligenza professionale verificando un documento d'identità, il codice fiscale e la password, e quindi non è tenuto al risarcimento del danno.
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Bonifico domiciliato: la diligenza nel pagamento
Una società assicurativa ha utilizzato il servizio di bonifico domiciliato di un ente postale per pagare un creditore, ma la somma è stata riscossa da un truffatore. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente non è responsabile se dimostra di aver agito con la dovuta diligenza nell'identificazione del beneficiario (controllo di un documento d'identità, codice fiscale e password), anche senza conservare una copia del documento. Il bonifico domiciliato è regolato dalle norme sul mandato, non da quelle sull'assegno.
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Bonifico Domiciliato: Diligenza e Identificazione
Una società ordinava un bonifico domiciliato a favore di un proprio creditore. L'istituto di pagamento eseguiva l'operazione a favore di un soggetto che, pur presentatosi con un documento d'identità falso, era in possesso della password e del codice fiscale corretti. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto di pagamento ha agito con la dovuta diligenza professionale, escludendone la responsabilità. Secondo la Corte, la verifica di un singolo documento di identità apparentemente autentico, unita al possesso di dati riservati come la password, è sufficiente a soddisfare l'obbligo di identificazione, senza che sia necessario applicare per analogia le norme più severe previste per gli assegni non trasferibili.
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Compenso avvocato: diligenza e dovere d’informazione
La Corte di Cassazione conferma la riduzione del compenso di un avvocato, stabilendo che spetta al professionista dimostrare di aver adempiuto al proprio dovere di informazione sui rischi della causa. L'ordinanza chiarisce che il semplice conferimento della procura non è sufficiente a provare il consenso informato del cliente. La decisione affronta anche i criteri di determinazione del valore della causa in presenza di domande riconvenzionali.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
Una società assicurativa ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver liquidato un bonifico domiciliato a una persona con documenti falsi. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, la quale non impone necessariamente la verifica di due documenti o la conservazione di una copia. La responsabilità applicabile è quella contrattuale derivante dal mandato, escludendo l'analogia con le norme più severe previste per gli assegni non trasferibili.
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Domanda nuova in appello e i limiti della modifica
In una causa per una compravendita immobiliare fallita, la Cassazione ha stabilito che introdurre in secondo grado un nuovo motivo di responsabilità a carico del mediatore, come la mancanza del certificato di agibilità, costituisce una domanda nuova in appello, inammissibile ai sensi dell'art. 345 c.p.c. Tale allegazione tardiva altera infatti il tema della controversia, violando i limiti processuali e il diritto di difesa. La sentenza d'appello è stata quindi annullata con rinvio.
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Risarcimento danno treno: la Cassazione conferma
A seguito del ritardo di quasi 24 ore di un treno, una passeggera ha ottenuto un risarcimento per danno patrimoniale e non patrimoniale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia ferroviaria, confermando che eventi meteorologici prevedibili non costituiscono forza maggiore. La Corte ha stabilito che un disagio così grave, unito alla mancanza di assistenza, lede diritti fondamentali della persona, giustificando un pieno risarcimento danno treno, che va oltre gli indennizzi automatici.
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Bonifico domiciliato: responsabilità per pagamento errato
Una società ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver liquidato un bonifico domiciliato a una persona sconosciuta anziché al legittimo beneficiario. Dopo sentenze contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione sulla diligenza richiesta all'intermediario, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare il caso a una pubblica udienza, senza quindi deciderlo immediatamente.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
Una società assicurativa ha citato in giudizio un ente postale per aver pagato un bonifico domiciliato a una persona diversa dal legittimo beneficiario. Dopo una condanna in primo grado e un'assoluzione in appello, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione di principio sulla diligenza richiesta all'intermediario in questi pagamenti.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione e UE
Un medico ha citato in giudizio lo Stato per la mancata remunerazione durante la sua specializzazione (1981-1984), a causa della tardiva attuazione di una direttiva comunitaria. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione, conformandosi a recenti sentenze della Corte di Giustizia UE e delle proprie Sezioni Unite, ha stabilito un principio chiave: il diritto alla remunerazione per i medici specializzandi spetta anche a chi ha iniziato il corso prima del 1983, ma limitatamente al periodo di formazione successivo al 1° gennaio 1983. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova decisione basata su tale principio.
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Responsabilità fornitore: il caso Sudan I in Cassazione
Una recente sentenza della Cassazione affronta il tema della responsabilità fornitore nel settore alimentare, a seguito della vendita di spezie contaminate con un colorante vietato. La Corte conferma la responsabilità del venditore, qualificando il vizio come 'aliud pro alio', e riconosce un concorso di colpa dell'acquirente. Viene però cassata la decisione sull'esclusione della copertura assicurativa, rinviando alla Corte d'Appello per una corretta interpretazione delle clausole contrattuali.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale
Un cliente, dopo essere stato assolto in un processo penale, citava in giudizio i propri avvocati per responsabilità professionale, lamentando una difesa negligente. Dopo la sconfitta sia in primo grado che in appello, proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso Cassazione per un vizio formale insuperabile: il mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata, un adempimento essenziale per verificare la tempestività dell'atto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio relativo a una locazione commerciale a seguito della rinuncia al ricorso da parte del conduttore. Il caso, originato da un decreto ingiuntivo per canoni non pagati, si conclude con la condanna della parte rinunciante al pagamento delle spese processuali. La decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso sia un atto che non richiede accettazione per determinare la fine del procedimento.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta? Analisi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 109/2023, ha stabilito che la provvigione del mediatore matura alla conclusione del contratto preliminare, in quanto questo costituisce un vincolo giuridico che abilita le parti ad agire per l'esecuzione. La presenza di una condizione, anche se successivamente rinunciata da una parte, non esclude il diritto al compenso, confermando un principio consolidato.
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Onere della prova: quando il ricorso è inammissibile
Una società cooperativa agricola viene condannata a rimborsare le spese per un impianto di trattamento acque realizzato dalla società affittuaria. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, sottolineando il mancato rispetto dell'onere della prova: la ricorrente non ha allegato né localizzato correttamente gli atti processuali essenziali per valutare i motivi di impugnazione. La decisione evidenzia l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
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Bonifico domiciliato: diligenza e pagamento errato
Un'ordinanza della Corte di Cassazione esamina il caso di un bonifico domiciliato pagato a un truffatore munito di documenti falsi. A seguito di decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha ritenuto la questione meritevole di un approfondimento in pubblica udienza per definire con precisione il livello di diligenza richiesto all'intermediario finanziario nell'identificazione del beneficiario.
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