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Art. 116 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Deduzione perdite su crediti: nuove regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deduzione perdite su crediti derivante da cessione pro soluto a società di factoring è legittima se il contribuente dimostra ragioni economiche valide, come i lunghi tempi di pagamento degli enti pubblici. La sentenza chiarisce che il giudice deve valutare elementi certi e precisi, oltre alla mera inesigibilità, annullando decisioni basate su motivazioni carenti.
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Imposta scommesse: sanzioni per ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società operante nel settore del gioco d'azzardo riguardante l'imposta scommesse. La società è stata sanzionata non solo per l'evasione del tributo derivante da intermediazione per un allibratore estero, ma anche per abuso del processo, avendo insistito nel giudizio nonostante una proposta di definizione accelerata. La decisione conferma la legittimità degli accertamenti basati sull'organizzazione logistica dei locali.
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Accertamenti bancari: come superare la presunzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33704/2023, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro degli accertamenti bancari. Il contribuente sosteneva che le movimentazioni sul suo conto fossero state effettuate dal padre. La Corte ha ribadito che, per superare la presunzione legale di reddito, il contribuente deve fornire una prova analitica e rigorosa per ogni singola operazione, dimostrando la sua non inerenza ad attività imponibili. La semplice delega di firma a un familiare non è una difesa sufficiente.
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Notifica tardiva: la Cassazione chiarisce le regole
Una società di riscossione ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti alcuni crediti tributari a causa della mancata prova della notifica tardiva delle cartelle di pagamento. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale perché non contestava una delle due autonome motivazioni della sentenza di merito. Ha però accolto il ricorso incidentale del contribuente, chiarendo che i documenti, anche se depositati in ritardo in primo grado, devono essere sempre valutati in appello. Il caso è stato rinviato per valutare gli effetti della notifica tardiva su tutti i tributi richiesti.
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Accertamenti bancari: deduzione costi anche forfettaria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33564/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti bancari. Anche quando il reddito di un imprenditore viene ricostruito induttivamente sulla base dei movimenti sul conto corrente, l'Amministrazione Finanziaria ha l'obbligo di determinare e scomputare i costi relativi all'attività, anche in misura forfettaria. La decisione, fondata sul principio di capacità contributiva, ha portato alla cassazione con rinvio della sentenza impugnata, che non aveva considerato tale aspetto.
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Rendita catastale: pozzi geotermici esclusi dal calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33504/2023, ha stabilito un principio fondamentale per il settore energetico. Il valore dei pozzi geotermici deve essere escluso dal calcolo della rendita catastale di un impianto. La decisione si basa sulla Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015), che esclude dalla stima i cosiddetti 'imbullonati', ovvero i macchinari e gli impianti funzionali allo specifico processo produttivo, indipendentemente dalla loro natura strutturale.
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Incentivi rientro cervelli: la prova del domicilio
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una commissione tributaria che negava gli incentivi rientro cervelli a una professionista. La corte d'appello aveva erroneamente ignorato un certificato che provava il domicilio della contribuente all'estero durante gli studi, un fatto decisivo per l'applicazione del beneficio fiscale. La Cassazione ha stabilito che l'omesso esame di una prova documentale così rilevante vizia la sentenza, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Rendita catastale centrali: inclusi i pozzi
In un caso riguardante la rendita catastale di una centrale geotermica, una società energetica contestava l'inclusione di pozzi e altri impianti nella valutazione fiscale. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia delle Entrate, stabilendo che tutti i componenti essenziali alla produzione di energia, inclusi i pozzi geotermici, devono essere considerati parte integrante dell'unità immobiliare ai fini del calcolo della rendita catastale, in quanto costituiscono un complesso funzionalmente inscindibile.
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Rendita catastale impianti: la Cassazione sui pozzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33411/2023, ha chiarito i criteri per il calcolo della rendita catastale impianti energetici. Ha stabilito che i pozzi geotermici, essendo funzionali al processo produttivo ('imbullonati'), devono essere esclusi dalla stima catastale a partire dal 1° gennaio 2016, in applicazione della Legge n. 208/2015. La Corte ha inoltre confermato l'esclusione dei carriponte per la formazione di un giudicato interno.
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Motivi nuovi in appello: limiti nel processo tributario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33409/2023, ha ribadito il divieto di introdurre motivi nuovi in appello nel processo tributario. Il caso riguardava una società che, dopo aver contestato in primo grado il metodo di calcolo usato per un accertamento fiscale, in appello ne contestava la corretta applicazione. La Corte ha ritenuto tale modifica una domanda nuova e inammissibile, cassando la sentenza d'appello.
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Rimborso IVA cessionario: rinvio a pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un caso riguardante la richiesta di rimborso IVA cessionario. Una banca, cessionaria di un credito IVA, si è vista sospendere il rimborso dall'Amministrazione Finanziaria a causa di presunti debiti erariali della società cedente. La Corte ha ritenuto le questioni sollevate, in particolare sulla prova del controcredito fiscale e sui limiti del giudizio di rinvio, di tale rilevanza da richiedere una trattazione approfondita anziché una decisione in camera di consiglio.
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Sospensione rimborso fiscale: onere della prova
Una banca, cessionaria di un credito IRES, si è vista negare il rimborso dall'Agenzia Fiscale a causa di debiti pregressi della società cedente. La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto sufficiente la prova fornita dall'Agenzia tramite i propri sistemi informativi. La Corte di Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza delle questioni legali sulla prova necessaria per la sospensione rimborso fiscale, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Regime del margine IVA: onere della prova sul rivenditore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33301/2023, ha chiarito che nel contesto del regime del margine IVA per la compravendita di veicoli usati, l'onere di provare la sussistenza dei presupposti grava sul contribuente. In caso di contestazione da parte dell'Amministrazione Finanziaria, il rivenditore deve dimostrare non solo la buona fede, ma anche di aver agito con la massima diligenza per verificare che l'IVA fosse già stata assolta a monte senza possibilità di detrazione. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, confermando che il regime del margine, essendo una deroga, richiede un'interpretazione restrittiva e una prova rigorosa da parte di chi ne beneficia.
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Autonoma organizzazione: la Cassazione annulla l’IRAP
Un libero professionista ha impugnato un avviso di accertamento IRAP, sostenendo di non possedere un'autonoma organizzazione. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Suprema Corte ha ritenuto che la decisione dei giudici di merito fosse viziata da una motivazione insufficiente, in quanto affermava l'esistenza di un'organizzazione senza specificare concretamente quali fossero i beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile o la natura del lavoro di terzi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Accertamento sintetico: prova del donativo del parente
Una contribuente contesta un avviso di accertamento sintetico, sostenendo che le spese contestate, tra cui l'acquisto di un immobile, fossero state coperte da donativi della madre. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in un accertamento sintetico l'onere della prova spetta al contribuente, il quale deve fornire prove documentali rigorose dell'origine dei fondi, cosa che nel caso di specie non è avvenuta in modo sufficiente secondo i giudici di merito.
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Notifica cartella esattoriale: quando vale la fotocopia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33207/2023, ha stabilito che la fotocopia della relata di notifica di una cartella esattoriale costituisce prova valida se il contribuente non la contesta in modo specifico e dettagliato. Un disconoscimento generico non è sufficiente a privare il documento di efficacia probatoria. La Corte ha inoltre confermato che l'ente di riscossione, operando come società per azioni, ha la facoltà di farsi rappresentare in giudizio da avvocati del libero foro, non essendo soggetta al patrocinio obbligatorio dell'Avvocatura dello Stato. Il ricorso del contribuente è stato quindi respinto.
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Accertamento misto: il contraddittorio non è obbligatorio
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale basato sia su studi di settore che su altri indizi di comportamento antieconomico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in caso di accertamento misto il contraddittorio preventivo con il contribuente non è un requisito obbligatorio per la validità dell'atto, a differenza degli accertamenti basati esclusivamente sugli studi di settore.
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Autonoma organizzazione IRAP: no con 2 part-time
Una professionista del settore sanitario ha ottenuto un rimborso IRAP nonostante avesse due assistenti part-time. La Corte di Cassazione ha stabilito che due dipendenti part-time, equiparabili a uno full-time con mansioni meramente esecutive, non integrano di per sé il requisito dell'autonoma organizzazione IRAP, confermando che l'imposta non è dovuta se l'apporto dei collaboratori non potenzia l'attività del professionista oltre la sua capacità personale.
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Accertamento Induttivo e Ripartizione Ricavi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32003/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento induttivo per le imprese di gestione di apparecchi da gioco. Nel caso di specie, l'Agenzia delle Entrate aveva attribuito l'intero maggior ricavo accertato al solo gestore, ignorando la quota spettante agli esercenti. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che il modello di ripartizione dei ricavi dichiarato in contabilità deve essere presuntivamente applicato anche alla quota di ricavi non dichiarati, in ossequio al principio di capacità contributiva.
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Estinzione Giudizio Tributario: la definizione agevolata
Una lunga controversia fiscale, giunta in Cassazione, si conclude con una declaratoria di estinzione del giudizio tributario. La contribuente ha utilizzato la definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, presentando istanza e pagando la prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato il processo estinto, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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