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Art. 116 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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2961 provvedimenti

Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Prova danno concorrenza sleale: la Cassazione decide
In un caso di sviamento di clientela tra due società di gestione di sale bingo, la Corte di Cassazione ha confermato l'illecito concorrenziale ma ha riformato la decisione sul risarcimento. La Corte ha stabilito un principio chiave sulla prova del danno da concorrenza sleale, affermando che un calo di fatturato documentato, in concomitanza con la condotta illecita, costituisce una presunzione sufficiente per provare il danno, senza la necessità di depositare i bilanci societari.
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Data certa contratto: opponibilità al fallimento
Una società creditrice si è vista respingere la richiesta di ammissione al passivo di un fallimento perché il contratto di conto corrente era privo di data certa. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la mancanza di una data certa del contratto rende le sue clausole specifiche, come tassi di interesse e spese, inopponibili alla massa dei creditori, anche se l'esistenza del rapporto è provata da altri elementi.
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Revisione sanzioni tributarie e sentenza penale
Una società, dopo aver subito un accertamento fiscale per IRES, IVA e IRAP basato su presunte sovrafatturazioni e costi indeducibili, ha visto i suoi ricorsi respinti sia in primo che in secondo grado. Tuttavia, nel ricorso per Cassazione, emerge un elemento nuovo e decisivo: una sentenza penale irrevocabile che assolve il legale rappresentante della società dalle stesse accuse. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto che tale assoluzione, unita alle nuove norme sulla revisione sanzioni tributarie (D.Lgs. n. 87/2024), sollevi questioni di tale importanza da richiedere una trattazione in pubblica udienza, sospendendo la decisione.
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Liquidazione equitativa del danno: i limiti del giudice
Un'azienda sanitaria locale ha citato in giudizio un istituto di riabilitazione per ottenere il rimborso di somme pagate per terapie ritenute non conformi. La Corte d'Appello ha ridotto l'importo del risarcimento, procedendo a una liquidazione equitativa del danno. L'azienda sanitaria ha impugnato la decisione in Cassazione, lamentando un'errata quantificazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la valutazione del giudice di merito è insindacabile se basata su una motivazione logica e non meramente apparente, ribadendo i limiti del giudizio di legittimità.
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Estratti conto nel fallimento: prova sufficiente?
Una società creditrice, cessionaria di un credito bancario, ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un'ex società cliente. Il Tribunale aveva negato tale ammissione, svalutando il valore probatorio degli estratti conto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che gli estratti conto completi, se non specificamente contestati dal curatore, costituiscono prova adeguata del credito. L'onere di sollevare obiezioni puntuali ricade quindi sul curatore, poiché la procedura di insinuazione al passivo funge da rendicontazione.
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Accollo liberatorio: quando libera i fideiussori?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società finanziaria contro la liberazione di due fideiussori a seguito di un accollo liberatorio di un contratto di mutuo. L'ordinanza sottolinea che la valutazione del giudice di merito sull'esistenza e l'efficacia dell'accollo, basata su prove documentali, non è sindacabile in sede di legittimità. La Corte ha inoltre sanzionato la ricorrente per aver proposto un ricorso con motivi palesemente infondati.
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Licenza Giochi: la Cassazione valuta il rinvio alla CGUE
Un operatore del settore giochi è stato sanzionato per aver installato apparecchi di intrattenimento senza la specifica licenza giochi richiesta per la raccolta di scommesse. Dopo la conferma della sanzione in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per valutare la compatibilità della normativa italiana con il diritto dell'Unione Europea, a seguito di una specifica richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE.
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Stato di insolvenza e patrimonio: la Cassazione decide
Una società, dichiarata fallita per canoni di locazione non pagati, ricorre in Cassazione sostenendo di non essere in stato di insolvenza grazie a un ingente patrimonio immobiliare. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che lo stato di insolvenza si valuta sulla capacità di adempiere con mezzi liquidi e non sul valore teorico degli asset, soprattutto se non prontamente realizzabili.
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Data certa contratto: quando è opponibile al fallimento
Una banca ha visto respingere la sua domanda di ammissione al passivo fallimentare a causa della mancanza di una data certa sul contratto di conto corrente. La Corte di Cassazione ha confermato che, pur potendo provare l'esistenza del rapporto con altri mezzi, la mancanza di data certa sul documento contrattuale rende le sue clausole (come gli interessi convenzionali) inopponibili alla procedura fallimentare. Di conseguenza, il credito può essere ricalcolato considerando solo il capitale e gli interessi legali.
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Contratti pubblica amministrazione: la forma scritta
Un'impresa aveva stipulato un contratto con un Comune per il taglio di un bosco. A seguito di una rivendicazione di proprietà da parte di terzi su una porzione del terreno, la Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica o la risoluzione parziale dei contratti con la pubblica amministrazione esige inderogabilmente la forma scritta 'ad substantiam'. Una delibera comunale non è sufficiente a provare il consenso della controparte privata, annullando così la decisione del giudice di secondo grado che aveva ritenuto sciolto l'accordo per mutuo consenso.
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Malfunzionamento contatore acqua: bolletta e oneri
La Corte di Cassazione interviene su un caso di presunto malfunzionamento del contatore dell'acqua. Una società cooperativa aveva contestato bollette elevate, attribuendo l'eccesso di consumo al passaggio di aria nelle tubature. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'utente, ma la Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha stabilito che se la perizia tecnica (CTU) dimostra che lo scostamento del contatore rientra nei limiti di tolleranza legali (in questo caso, inferiore al 2%), le letture sono da considerarsi valide e la bolletta va pagata. La motivazione della corte inferiore, che aveva ignorato le conclusioni della CTU, è stata giudicata 'apparente' e quindi nulla.
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Attendibilità bilancio fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro la sua dichiarazione di fallimento. La decisione si fonda sulla scarsa attendibilità del bilancio, poiché un immobile di rilevante valore non era stato correttamente iscritto tra le immobilizzazioni materiali. Questo ha reso inattendibili i dati presentati per dimostrare il mancato superamento delle soglie di fallibilità, confermando che il giudice può sindacare la veridicità dei documenti contabili.
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Responsabilità avvocato: nesso causale e prognosi
Una cliente cita in giudizio il proprio avvocato per un errore che ha reso inammissibile un ricorso in Cassazione contro la confisca di un immobile. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi inferiori, esclude la responsabilità avvocato. Attraverso un giudizio prognostico, si è stabilito che il ricorso, anche se ammissibile, non avrebbe avuto ragionevoli probabilità di successo. Viene quindi a mancare il nesso di causalità tra l'errore del professionista e il danno lamentato dalla cliente, rendendo non dovuto il risarcimento.
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Rimborso sisma impresa: la prova dei danni è cruciale
Un farmacista cerca di ottenere un rimborso fiscale per il sisma di Santa Lucia del 1990. La Corte di Cassazione nega la richiesta di 'rimborso sisma impresa', stabilendo che un imprenditore deve obbligatoriamente provare il nesso causale diretto tra i danni subiti e l'aiuto richiesto, in conformità con le normative UE sugli aiuti di Stato. La sola richiesta, senza dimostrazione delle perdite effettive, non è sufficiente per ottenere il beneficio.
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Raddoppio dei termini: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale. Con l'ordinanza n. 28884/2024, ha stabilito che non si applica all'IRAP, mentre per IRPEF e IVA è sufficiente l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'esito. La Corte ha inoltre annullato la decisione di merito sui costi deducibili per vizio di 'motivazione apparente', sottolineando la necessità di un ragionamento chiaro e comprensibile da parte del giudice.
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Coefficienti ammortamento: la scelta del settore spetta
Una società contesta l'applicazione dei coefficienti di ammortamento del settore edile anziché di quello metalmeccanico. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, ritenendolo inammissibile poiché mira a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione sottolinea che la corretta individuazione del settore di attività, basata sulle prove, è di competenza esclusiva dei giudici di merito.
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Esenzione IMU alloggi IACP: la prova è necessaria
Una società di riscossione ha contestato la pretesa di un Istituto Autonomo per le Case Popolari (IACP) di beneficiare di un'esenzione IMU per i propri immobili. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IMU per gli alloggi sociali non è un diritto automatico per tutti gli immobili IACP. Per ottenerla, l'istituto deve dimostrare concretamente che gli alloggi possiedono i requisiti specifici di 'alloggio sociale' previsti dalla legge, non essendo sufficiente una mera dichiarazione. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione dei fatti.
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Accertamenti bancari: onere della prova sul contribuente
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte basato su movimentazioni bancarie non giustificate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che in materia di accertamenti bancari vige una presunzione legale. Spetta quindi al contribuente, e non all'Agenzia delle Entrate, fornire la prova contraria, dimostrando analiticamente che le somme non costituiscono reddito imponibile.
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Rilievo studio notarile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare a due notai per illecito rilievo di studio notarile. Avevano stipulato un contratto di locazione per l'ufficio di un collega defunto a un canone ritenuto sproporzionato rispetto al valore di mercato. Secondo la Corte, la differenza di prezzo non era giustificata, ma rappresentava un corrispettivo per acquisire l'avviamento e la clientela dello studio precedente, configurando così un illecito rilievo studio notarile. La decisione sottolinea che l'acquisizione della clientela di un altro notaio dietro pagamento viola i principi di imparzialità e correttezza professionale.
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Proroga legale termini: quando si applica in automatico?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28808/2024, ha stabilito che la proroga legale dei termini di un'occupazione d'urgenza opera automaticamente, con effetto retroattivo, senza la necessità di uno specifico provvedimento amministrativo. Il caso riguardava un'occupazione di terreno da parte di un Comune che non aveva completato l'esproprio nei tempi. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva escluso l'applicazione automatica della proroga, rinviando per un nuovo calcolo dell'indennità di occupazione legittima.
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