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Art. 1158 Codice Civile — Anno 2023

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271 provvedimenti

Altri anni per Art. 1158 Codice Civile

Usucapione e Pregiudizialità Penale: la Decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due donne che chiedevano di essere riconosciute proprietarie per usucapione di due ville. La Corte ha stabilito che la causa civile per usucapione, basata sul possesso di fatto, non doveva essere sospesa in attesa della definizione di un processo penale riguardante la presunta fraudolenza degli atti di vendita degli stessi immobili. Inoltre, ha confermato che le ricorrenti non potevano vantare un possesso valido ai fini dell'usucapione, avendo prima trasferito formalmente il possesso con una vendita e, successivamente, utilizzato uno degli immobili sulla base di un contratto di comodato, che configura mera detenzione e non possesso.
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Distanze tra costruzioni: prevale la norma nazionale
In un caso di sopraelevazione edilizia, la Corte di Cassazione ha stabilito la prevalenza della normativa nazionale sulle distanze tra costruzioni. La Corte ha cassato la decisione d'appello che applicava una norma locale più permissiva (distanza di 5 metri dal confine), affermando l'inderogabilità della distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate prevista dal D.M. 1444/1968. Tale norma, per la sua finalità igienico-sanitaria, si sostituisce automaticamente alle disposizioni locali contrastanti. Sono stati invece dichiarati inammissibili i motivi relativi all'usucapione di una servitù di passaggio.
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Giudicato esterno: l’impatto su nuove cause legali
Un cittadino avvia una causa per ottenere la proprietà di un immobile per usucapione, vincendo in primo grado. La Corte d'Appello ribalta la decisione. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del cittadino a causa di un 'giudicato esterno', ovvero una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti che aveva già risolto la questione, impedendo un nuovo esame del merito. La decisione sottolinea la prevalenza del principio del 'ne bis in idem' e l'impossibilità di riproporre domande già decise in via irrevocabile.
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Successore titolo particolare: la sentenza è vincolante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29923/2023, ha chiarito che il successore a titolo particolare nel diritto controverso è vincolato dalla sentenza emessa nei confronti del suo dante causa. Nel caso specifico, gli acquirenti di unità immobiliari da una cooperativa hanno tentato di opporsi a una sentenza di regolamento di confini sfavorevole alla cooperativa stessa. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che gli acquirenti, in qualità di successori, non possono essere considerati terzi e sono soggetti agli effetti del giudicato, a prescindere dalla trascrizione della domanda giudiziale.
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Servitù di passaggio: quando la Cassazione la nega
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei proprietari di un immobile che richiedevano una servitù di passaggio carrabile su un fondo confinante, adibito a villaggio turistico. La Corte ha confermato la decisione di merito, stabilendo che per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia o per usucapione è necessario il requisito dell'apparenza, ovvero l'esistenza di opere visibili e permanenti. Un semplice sentiero non è stato ritenuto sufficiente. Inoltre, è stata negata la servitù coattiva poiché il fondo non era intercluso.
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Usucapione comproprietà: la scrittura non basta
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di usucapione comproprietà di un'autorimessa. Le ricorrenti sostenevano di aver acquisito la quota della controricorrente tramite possesso esclusivo derivante da una scrittura privata del 1973 non registrata. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione d'appello. Nelle zone soggette al sistema tavolare, una scrittura non intavolata non trasferisce la proprietà ma genera solo un diritto personale, qualificabile come detenzione e non come possesso utile all'usucapione. Le successive trattative per formalizzare l'atto sono state interpretate come riconoscimento del diritto altrui, interrompendo ogni possibile termine per l'usucapione.
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Usucapione bene pubblico: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune che rivendicava la proprietà di un immobile, confermando l'avvenuta usucapione da parte di privati cittadini. La sentenza ribadisce che per qualificare un bene come "patrimonio indisponibile", e quindi non usucapibile, non basta una generica previsione urbanistica, ma sono necessari un atto amministrativo formale di destinazione a un servizio pubblico e l'effettiva attuazione di tale destinazione. In assenza di questi requisiti, l'usucapione del bene pubblico è legittima.
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Effetti del giudicato: la Cassazione su nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29802/2023, ha chiarito gli effetti del giudicato che dichiara la nullità di un contratto di vendita immobiliare. La decisione stabilisce che tale nullità travolge tutti gli atti di trasferimento successivi, impedendo ai sub-acquirenti di invocare la buona fede o di maturare l'usucapione, soprattutto quando il possesso è stato interrotto da azioni giudiziarie volte al recupero del bene. Il caso analizza una complessa vicenda iniziata con una vendita fraudolenta nel 1958.
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Usucapione abbreviata: la prova della buona fede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29496/2023, ha rigettato il ricorso di un privato che rivendicava la proprietà di un fondo per usucapione abbreviata. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso la sussistenza della buona fede necessaria, basando la loro decisione su prove presuntive. Secondo la Suprema Corte, la conoscenza, o la conoscibilità, di un atto precedente che limitava i diritti trasferiti è sufficiente a escludere lo stato soggettivo di buona fede dell'acquirente, impedendo così il perfezionarsi dell'usucapione decennale.
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Usucapione fondo rustico: ricorso inammissibile
Un soggetto ha richiesto di essere dichiarato proprietario di un terreno agricolo per usucapione, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La ragione principale risiede nella mancata dimostrazione del 'possesso' necessario per l'usucapione, poiché l'individuo aveva iniziato a occupare il fondo come semplice detentore, riconoscendo la proprietà altrui, senza mai provare un successivo mutamento della sua condizione in possessore. L'impugnazione è stata giudicata un tentativo non consentito di riesaminare le prove e i fatti, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Usucapione distanze legali: la prescrizione del danno
Una società alberghiera ottiene il riconoscimento dell'usucapione del diritto a mantenere un edificio a distanza illegale. La Corte di Cassazione, però, interviene sulla richiesta di risarcimento del vicino. Si chiarisce che il danno per i "maggiori costi di costruzione" non è un illecito permanente, ma istantaneo. Pertanto, il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni dal momento in cui la spesa è stata sostenuta, non dalla permanenza dell'edificio.
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