LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 115 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 35 di 40

2278 provvedimenti

Altri anni per Art. 115 Codice di Procedura Civile

Opposizione stato passivo: la prova dei documenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel giudizio di opposizione allo stato passivo, il creditore non è tenuto a depositare nuovamente i documenti già prodotti nella fase di verifica del credito. È sufficiente un'indicazione specifica nel ricorso, che fa scattare il dovere del giudice di acquisirli d'ufficio dal fascicolo della procedura. La sentenza ha accolto il ricorso di un professionista la cui opposizione era stata respinta proprio per la mancata produzione dei documenti, cassando la decisione del tribunale.
Continua »
Non contestazione: non vale se la parte è contumace
Una società creditrice ha richiesto l'ammissione al passivo di un fallimento, ma la domanda è stata respinta per mancanza di prova sull'identità tra la società debitrice originaria e quella fallita. La Cassazione ha confermato la decisione, rigettando l'appello basato sul principio di non contestazione, poiché la curatela fallimentare era rimasta contumace, e la contumacia non equivale ad ammissione dei fatti.
Continua »
Onere della prova vizi: chi deve dimostrare i difetti?
Una società acquirente si opponeva al pagamento di una fornitura, lamentando vizi sulla merce. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28224/2023, ha chiarito un punto fondamentale: l'onere della prova vizi spetta sempre al compratore che li denuncia. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente addossato al venditore (in questo caso, un fallimento) il compito di dimostrare di aver consegnato merce perfetta. Questa decisione ribadisce che la regola specifica sulla garanzia per vizi prevale sul principio generale dell'inadempimento contrattuale.
Continua »
Cessione del credito futuro e fallimento: la guida
Una società appaltatrice cede a un istituto di credito i suoi crediti futuri derivanti da un contratto di appalto. Anni dopo, la società viene dichiarata fallita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la cessione del credito futuro è opponibile alla procedura fallimentare solo se il credito è venuto ad esistenza prima della dichiarazione di fallimento. Nel caso specifico, i giudici hanno confermato la decisione della Corte di Appello, che aveva correttamente accertato che il credito si era perfezionato prima dell'apertura del concorso, rigettando così le pretese della curatela fallimentare.
Continua »
Fallimento appaltatore: stop alla sospensione pagamenti
Una società costruttrice fallita ha agito contro un ente pubblico per ottenere il pagamento di lavori eseguiti. L'ente aveva sospeso il pagamento per inadempienze verso i subappaltatori. La Corte di Cassazione ha stabilito che con il fallimento appaltatore, il contratto si scioglie e il meccanismo di sospensione del pagamento non è più applicabile. Di conseguenza, il curatore fallimentare ha diritto a riscuotere il credito per soddisfare la massa dei creditori.
Continua »
Assistenza finanziaria: nullità e collegamento
La pretesa di una società in fallimento per il mancato pagamento del prezzo delle azioni è stata respinta per violazione del divieto di assistenza finanziaria. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, specificando che per la nullità della vendita, la parte che la eccepisce deve provare un nesso funzionale specifico tra l'aiuto finanziario e l'acquisto delle azioni in questione. La Corte ha ritenuto la motivazione del tribunale su questo nesso insufficiente e approssimativa.
Continua »
Divieto di matrimonio: chi può impugnarlo?
Un terzo, come la fidanzata, non può impugnare il divieto di matrimonio imposto a una persona in amministrazione di sostegno. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27691/2023, ha stabilito che solo il beneficiario della misura, quale unico titolare del diritto personalissimo a sposarsi, ha la legittimazione per contestare tale provvedimento. Di conseguenza, il ricorso della donna è stato respinto per difetto di legittimazione attiva.
Continua »
Mantenimento figlio adulto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26875/2023, interviene sul tema del mantenimento del figlio adulto. Nel caso specifico, un padre ricorreva contro la decisione della Corte d'Appello che aveva confermato l'assegno per la figlia trentaquattrenne, giustificandone l'inerzia lavorativa e accademica con la necessità di assistere la madre. La Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza e enunciando principi fondamentali: il diritto al mantenimento non è illimitato e si fonda sul principio di autoresponsabilità. Spetta al figlio adulto, specie se 'ultra-maggiorenne', dimostrare di aver fatto tutto il possibile per rendersi indipendente, e la cura di un genitore non può giustificare una totale e prolungata inattività.
Continua »
Ascolto del minore: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24626/2023, ha rigettato il ricorso di un padre dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale. Il caso verteva sulla mancata audizione della figlia minore. La Corte ha chiarito che l'ascolto del minore infradodicenne non è un obbligo assoluto. Il giudice può motivatamente ometterlo se contrario all'interesse del bambino, ad esempio per evitare traumi, senza dover preventivamente valutare la sua capacità di discernimento.
Continua »
Sospensione feriale mantenimento: la Cassazione decide
Un padre ricorre in Cassazione per modificare il collocamento e l'assegno per il figlio. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per tardività, stabilendo un principio chiave sulla sospensione feriale mantenimento: le cause relative a obbligazioni alimentari, incluse quelle per i figli, sono urgenti e non soggette alla sospensione dei termini processuali, neanche se connesse ad altre questioni familiari.
Continua »
Prededuzione crediti e PMI: la prova è essenziale
Una società di trasporti si è vista negare la prededuzione dei crediti verso una grande azienda in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il creditore ha l'onere di provare tutti i requisiti di legge, incluso il proprio status di Piccola o Media Impresa (PMI). La mancata dimostrazione di questo requisito soggettivo è stata decisiva per il rigetto della richiesta di pagamento prioritario.
Continua »
Comunione de residuo: i crediti non riscossi
Una donna citava in giudizio l'ex coniuge per ottenere la sua quota del 50% su somme prelevate da conti comuni, sul TFR percepito dal marito e su compensi professionali maturati da quest'ultimo. La Corte d'Appello respingeva tutte le domande, ritenendo prescritti i crediti relativi ai prelievi e al TFR, e infondata la pretesa sui compensi professionali poiché non ancora riscossi al momento dello scioglimento della comunione. La Corte di Cassazione, intervenendo sulla questione, ha accolto parzialmente il ricorso della donna. Ha stabilito un principio fondamentale sulla comunione de residuo: i proventi dell'attività separata di un coniuge, come i crediti professionali, rientrano nella comunione al momento del suo scioglimento, anche se non sono stati ancora materialmente percepiti e non sono ancora esigibili. Pertanto, ha cassato la sentenza d'appello su questo punto, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Accertamento età minore straniero: documento vince
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale per l'accertamento età minore straniero non accompagnato. Un documento anagrafico, anche se suscita dubbi, ha la priorità sull'esame medico. Quest'ultimo è considerato 'extrema ratio'. Se il dubbio sull'età persiste, deve prevalere la presunzione di minore età. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva privilegiato l'esito di un accertamento socio-sanitario rispetto a un documento di nascita presentato dal ragazzo, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Indennità di occupazione: la guida alla rivalutazione
Un cittadino ha richiesto a un comune il pagamento dell'indennità di occupazione per un terreno utilizzato per opere pubbliche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del cittadino, chiarendo che l'indennità di occupazione costituisce un debito di valuta e non di valore. Pertanto, la rivalutazione monetaria non è automatica, ma il creditore deve provare di aver subito un maggior danno a causa del ritardo nel pagamento.
Continua »
Compensazione impropria: la Cassazione chiarisce
In un lungo contenzioso per risarcimento danni da occupazione illegittima di un terreno, la Corte di Cassazione affronta la questione della compensazione impropria. Una parte pubblica aveva pagato una somma in esecuzione di una sentenza di primo grado, poi parzialmente riformata. La Corte stabilisce che il giudice del rinvio deve tener conto di tale pagamento, anche d'ufficio, operando una compensazione impropria per determinare il saldo finale, al fine di evitare un ingiusto arricchimento della parte creditrice.
Continua »
Addebito separazione malattia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la malattia psichiatrica di un coniuge non esclude automaticamente l'addebito della separazione. Con l'ordinanza 10711/2023, ha cassato la decisione di merito che negava l'addebito a una moglie affetta da disturbo bipolare, ritenendo che il giudice debba sempre valutare concretamente la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La mera diagnosi non basta a giustificare comportamenti contrari ai doveri coniugali, specialmente se violenti. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Annullamento contratto appalto: Errore e Rettifica
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento di un contratto d'appalto per un errore essenziale e riconoscibile sulle caratteristiche dell'area di intervento, risultata densamente urbanizzata a differenza di quanto previsto nel progetto. La Corte ha stabilito che il vizio genetico del contratto, che porta all'annullamento, prevale sulla possibilità di risoluzione prevista dalle norme speciali sugli appalti pubblici. Inoltre, ha respinto i motivi di ricorso dell'impresa appaltatrice per difetto di autosufficienza, ribadendo la necessità di formulare le censure in modo completo e specifico nell'atto di ricorso.
Continua »
Indennità di esproprio: la Cassazione e la legge speciale
Un proprietario terriero contesta un'indennità di esproprio ridotta, calcolata secondo una legge speciale per la realizzazione di un'opera ferroviaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del criterio di calcolo riduttivo in virtù del perseguimento di un interesse pubblico superiore. La Corte ha inoltre stabilito che, in caso di concessione traslativa, l'unico soggetto tenuto al pagamento dell'indennità è il concessionario dell'opera.
Continua »
Assegno divorzile: contano anche i patrimoni nascosti
La Cassazione ha stabilito che per il calcolo dell'assegno divorzile si deve considerare l'intero patrimonio dell'ex coniuge, incluse partecipazioni societarie e immobili, non solo il reddito dichiarato. La Corte ha accolto il ricorso di una ex moglie, che lamentava la mancata valutazione della reale capacità economica del marito, annullando la decisione della Corte d'Appello e rinviando per una nuova valutazione.
Continua »
Onere della prova bancario: la guida completa
Una società in liquidazione ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di interessi ultralegali e altre somme non dovute su due conti correnti. Le corti di merito hanno respinto la domanda, attribuendo alla società l'onere della prova bancario, ovvero la mancata produzione dei contratti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che in un'azione di ripetizione di indebito, la prova della mancanza di una causa giustificativa (un fatto negativo) può essere fornita anche tramite presunzioni, come la mancata produzione del contratto da parte della banca, che ha l'obbligo di conservarlo.
Continua »