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Art. 115 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

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Altri anni per Art. 115 Codice di Procedura Civile

Prova testimoniale delega: quando è inammissibile
Una socia impugna il bilancio di una S.r.l., negando di aver partecipato all'assemblea tramite delegata. La società cerca di dimostrare l'esistenza della delega con una prova testimoniale, sostenendo lo smarrimento del documento. La Corte di Cassazione, in una prima pronuncia, stabilisce l'inammissibilità della prova testimoniale per la delega senza una rigorosa dimostrazione della perdita incolpevole. Nel successivo giudizio di rinvio, pur recependo questo principio, la Corte d'Appello rigetta comunque le domande della socia per altre ragioni, decisione confermata in via definitiva dalla Cassazione, che chiarisce l'ampiezza dei poteri del giudice del rinvio.
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Decadenza dalla prova: i poteri discrezionali del Giudice
Un fideiussore si opponeva a un decreto ingiuntivo contestando l'autenticità della propria firma e sostenendo la decadenza della banca dal diritto di provarla. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la decadenza dalla prova, prevista dall'art. 208 c.p.c., non si applica alla Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), non essendo quest'ultima un mezzo di prova in senso stretto. La Corte ha inoltre ribadito l'ampio potere discrezionale del giudice di merito di revocare le proprie ordinanze istruttorie, un potere non sindacabile in sede di legittimità.
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Titolarità del credito: eccezione tardiva inammissibile
Una società di gestione crediti è intervenuta in un giudizio come nuova creditrice. I debitori hanno contestato la sua titolarità del credito solo nelle memorie finali. La Corte d'Appello ha giudicato tardiva questa obiezione. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, dichiarando il ricorso dei debitori inammissibile. La loro prolungata inerzia processuale è stata interpretata come un'accettazione implicita della posizione del nuovo creditore, rendendo la contestazione tardiva e inefficace.
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Mancata consegna contratto: non è nullo per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata consegna del contratto di conto corrente al cliente da parte della banca non comporta la nullità del contratto stesso. Il caso riguardava una società che contestava la validità di un contratto 'monofirma'. La Corte ha confermato che l'obbligo di consegna attiene alla fase esecutiva e non genetica del rapporto, escludendo la nullità e dichiarando inammissibile il ricorso.
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Azione revocatoria credito contestato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che un'azione revocatoria può essere intrapresa anche sulla base di un credito contestato in un'altra sede giudiziaria. Con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso degli eredi di un fideiussore che avevano venduto immobili di famiglia. La Corte ha ribadito che la pendenza di un giudizio sul credito non impedisce al creditore di tutelare la propria garanzia patrimoniale, respingendo inoltre le eccezioni sollevate tardivamente e confermando la valutazione dei giudici di merito sulla consapevolezza del danno arrecato ai creditori.
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Opposizione stato passivo: onere della prova creditore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale contro l'esclusione di due crediti dallo stato passivo di una società in amministrazione straordinaria. La decisione conferma che, nell'ambito di un'opposizione stato passivo, il creditore ha l'onere non solo di produrre le prove, ma di indicarle specificamente nell'atto di opposizione. Il giudice non è tenuto ad acquisire d'ufficio documenti non richiamati, anche se già presenti nel fascicolo della procedura. La mancata contestazione da parte del curatore non è sufficiente a provare il credito, poiché il giudice ha il dovere di verificare d'ufficio la sussistenza dei fatti costitutivi del diritto.
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Esdebitazione: Legge applicabile e requisiti
Una debitrice, la cui procedura di liquidazione dei beni era iniziata sotto la vigenza della Legge 3/2012, si è vista negare la richiesta di esdebitazione. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la legge applicabile è quella in vigore all'inizio della procedura principale, la quale richiede il soddisfacimento almeno parziale dei creditori. Nel caso di specie, un pagamento del 3% del debito tributario è stato ritenuto insufficiente, e sono stati valutati negativamente anche precedenti atti di disposizione patrimoniale della debitrice.
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Onere della prova fornitura energia: chi deve provare?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce l'onere della prova in caso di contestazione di bollette per fornitura di energia. La Corte ha stabilito che spetta all'utente dimostrare il malfunzionamento del contatore. Solo in seguito a tale prova, il fornitore dovrà dimostrare la correttezza dei dati. La decisione ribalta un verdetto precedente che aveva erroneamente addossato l'onere probatorio iniziale alla società creditrice.
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Contraddittorio su data certa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale che aveva escluso un credito bancario da un fallimento per mancanza di data certa sui contratti. La Corte ha stabilito che il giudice, pur potendo rilevare d'ufficio tale mancanza, ha violato il principio del contraddittorio non sottoponendo la questione alle parti. La decisione sottolinea la necessità di un corretto contraddittorio su data certa e il valore probatorio degli estratti conto, che non possono essere ignorati.
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Appello incidentale: quando è obbligatorio?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce la differenza tra riproposizione delle domande e appello incidentale. Se una domanda è stata espressamente respinta in primo grado, la parte parzialmente soccombente deve proporre un appello incidentale per evitare la formazione del giudicato. La semplice riproposizione, prevista dall'art. 346 c.p.c., è ammessa solo per le domande assorbite o non esaminate, non per quelle rigettate nel merito. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Fallimento che non aveva seguito questa procedura.
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Revocatoria fallimentare transazione: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una procedura fallimentare volto a revocare una transazione. La Corte ha stabilito che, per valutare la sproporzione delle prestazioni in una revocatoria fallimentare transazione, non si deve guardare solo a quanto scambiato nell'accordo, ma all'intero valore delle reciproche concessioni, incluse le pretese risarcitorie a cui una parte ha rinunciato. In questo caso, la rinuncia a cospicui danni per mancato guadagno e indennità di occupazione ha giustificato la ritenzione della caparra da parte del venditore, escludendo la sproporzione.
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Data Certa: Prova del Credito nel Fallimento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di gestione crediti, ribadendo un principio fondamentale: per essere opponibile al fallimento, un credito basato su un contratto bancario deve essere provato con documentazione avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento. L'ordinanza chiarisce che, per i contratti che richiedono la forma scritta per la loro validità, come quelli bancari, la prova della data certa non può essere sostituita da altri elementi. Di conseguenza, il credito è stato definitivamente escluso dallo stato passivo.
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Diritto d’uso su parcheggio: la Cassazione decide
Un'acquirente di un appartamento rivendica il suo diritto d'uso su parcheggio contro la curatela fallimentare della società costruttrice. La Cassazione conferma che tale diritto sorge per legge e che l'obbligo di pagamento del corrispettivo è parziario, non solidale tra i condomini, rigettando il ricorso della curatela.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di mutui bancari condizionati, applicando il principio della 'doppia conforme'. I ricorrenti, mutuatari inadempienti alle condizioni contrattuali, avevano impugnato la sentenza d'appello che, confermando la decisione di primo grado, li condannava alla restituzione delle somme. La Suprema Corte ha ribadito che, in presenza di due decisioni di merito conformi sulla ricostruzione dei fatti, non è possibile contestare la motivazione in sede di legittimità senza dimostrare la diversità delle ragioni di fatto poste a base delle due sentenze.
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Contestazione estratto conto: quando è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due correntisti che si opponevano a un decreto ingiuntivo. La loro tesi, basata su un presunto contratto simulato e su una generica contestazione dell'estratto conto, è stata respinta per carenza di prove specifiche e per la tardiva produzione di documenti, ribadendo l'importanza del rispetto dei termini processuali.
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Ripetizione dell’indebito: chi è il soggetto passivo?
A seguito di un errore contabile, una banca paga una somma che arricchisce un ente pubblico anziché estinguere un debito specifico. La banca tenta di recuperare la somma, attraverso un'azione di ripetizione dell'indebito, agendo contro un'altra banca partner in un consorzio di tesoreria. La Corte di Cassazione conferma le decisioni dei giudici di merito, stabilendo che l'azione va diretta non contro il partner contrattuale, ma contro il soggetto che ha effettivamente tratto un vantaggio patrimoniale dall'errore, in questo caso l'ente pubblico.
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Onere di contestazione: la difesa generica non basta
Un fideiussore si opponeva a un decreto ingiuntivo con contestazioni generiche. La Corte d'Appello respingeva il gravame, ritenendo che la mancata specifica contestazione avesse reso il credito provato. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, conferma la decisione, ribadendo la centralità dell'onere di contestazione specifica e l'inammissibilità di nuove deduzioni in appello o di un riesame dei fatti in sede di legittimità.
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Cancellazione società e processo: chi può opporsi?
Una banca ricorre in Cassazione sostenendo che la cancellazione della società attrice durante l'appello avrebbe dovuto interrompere il processo. La Corte rigetta, affermando che solo la parte colpita dall'evento estintivo (i successori della società) può eccepire la mancata interruzione. La cancellazione società non equivale a rinuncia al credito. Inammissibile il motivo sulla prescrizione per mancata contestazione di una delle 'ratio decidendi'.
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Nullità compravendita immobiliare: la guida completa
Un acquirente ha comprato un immobile con un mutuo bancario, scoprendo solo dopo che era frutto di un abuso edilizio e che i permessi citati nell'atto erano basati su documenti falsi. Le corti di merito hanno dichiarato la nullità della compravendita immobiliare e, di conseguenza, anche del collegato contratto di mutuo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che una dichiarazione falsa sui titoli edilizi equivale a un'omessa dichiarazione, causando la nullità del contratto per proteggere la regolarità del traffico giuridico immobiliare.
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Non contestazione: dire ‘non so’ è ammissione?
Un correntista contesta prelievi non autorizzati. La banca eccepisce altri movimenti, e il cliente risponde 'di non sapere nulla'. La Cassazione chiarisce che tale risposta non è automatica ammissione (principio di non contestazione) e va valutata nel contesto, specie in casi di frode accertata. La sentenza d'appello viene cassata.
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