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Art. 115 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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4389 provvedimenti

Altri anni per Art. 115 Codice di Procedura Civile

Cambio appalto: limiti al diritto di assunzione
Un lavoratore, precedentemente impiegato in un servizio di raccolta differenziata su vasta scala, ha richiesto l'assunzione presso la nuova società subentrata in un appalto limitato a un singolo comune. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando le decisioni di merito. È stato stabilito che il diritto di assunzione nel cambio appalto sussiste solo se il lavoratore era specificamente addetto al ramo d'azienda oggetto del trasferimento, cosa non provata in questo caso.
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Nullità contratto somministrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che contestava la nullità di numerosi contratti di somministrazione per difetto di forma scritta. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, ritenuti generici e confusi, e ribadisce un principio fondamentale: anche la nullità del contratto di somministrazione è soggetta ai termini di decadenza per l'impugnazione, che devono essere rispettati a pena di improcedibilità dell'azione.
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Cessione ramo d’azienda: chi paga i debiti?
Una società ha citato in giudizio una banca per la rideterminazione del saldo di un vecchio conto corrente. La banca si è difesa sostenendo di non essere il soggetto passivo corretto a seguito di una cessione di ramo d'azienda. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che spetta al creditore (la società) l'onere di provare che il proprio credito rientrasse specificamente nel perimetro della cessione. In assenza di tale prova, la domanda contro la banca cessionaria è stata respinta.
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Onere della prova danno: la Cassazione fa chiarezza
Una società ricorre in Cassazione per i danni subiti a causa di una segnalazione illegittima in Centrale Rischi da parte di una banca. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che l'onere della prova danno grava sul danneggiato. Non è sufficiente invocare il 'fatto notorio' del danno da downgrade del rating; è necessario dimostrare con prove concrete il pregiudizio economico effettivamente subito, come un aumento dei tassi di interesse.
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Ricorso inammissibile: quando si contesta il fatto
Un cliente ha presentato ricorso contro la propria banca per la gestione di titoli e garanzie. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che i motivi presentati non denunciavano reali violazioni di legge, ma tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti già decisi nei gradi di merito. La sentenza ribadisce i limiti del giudizio di legittimità, che non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti della causa.
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Accordo novativo: limiti all’impugnazione del patto
Una lavoratrice firma un accordo transattivo con il proprio datore di lavoro, accettando di restituire una somma forfettaria in cambio di un'assunzione a tempo indeterminato. Successivamente, contesta la restituzione di una parte della somma, sostenendo che i relativi contributi previdenziali non erano mai stati versati. La Corte di Cassazione ha stabilito che, trattandosi di un accordo novativo, esso sostituisce integralmente le obbligazioni precedenti. La lavoratrice non può contestare i singoli elementi del rapporto estinto, come il mancato versamento dei contributi, ma avrebbe dovuto impugnare l'accordo stesso per vizi del consenso.
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Indennità Covid operai agricoli: no al cumulo
Un lavoratore agricolo a tempo determinato ha richiesto le indennità Covid-19 previste per i lavoratori stagionali di altri settori, in aggiunta a quelle specifiche per l'agricoltura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il legislatore ha creato due sistemi di sostegno distinti e non cumulabili. Le indennità Covid operai agricoli sono regolate da norme specifiche, con requisiti diversi da quelle per gli altri lavoratori stagionali. La Corte ha stabilito che il silenzio della legge non autorizza il cumulo dei benefici.
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Esenzione TASI enti religiosi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune contro una congregazione religiosa, confermando la decisione dei giudici di merito. L'ordinanza ribadisce che per l'esenzione TASI enti religiosi è fondamentale la prova dell'uso dell'immobile per attività istituzionali non commerciali, includendo anche l'abitazione dei membri della comunità. La Corte ha sottolineato la sua impossibilità di rivalutare nel merito le prove, compito esclusivo dei giudici dei gradi precedenti.
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Presupposizione contratto: quando è eccezione nuova?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presupposizione del contratto costituisce un'eccezione in senso stretto, non rilevabile d'ufficio, e pertanto non può essere sollevata per la prima volta in appello. Il caso riguardava un dirigente che, dopo aver recesso anticipatamente da un incarico presso un ente, ha cercato di giustificarsi sostenendo che il mantenimento del suo precedente impiego pubblico fosse una condizione implicita del contratto. La Corte ha confermato la condanna al risarcimento del danno, ritenendo legittima la liquidazione basata su presunzioni e sul fatto notorio del disservizio causato dalla sostituzione improvvisa di una figura di vertice.
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Legato in sostituzione di legittima: rinuncia implicita
La Corte di Cassazione chiarisce che un erede legittimario, a cui sia stato lasciato un legato in sostituzione di legittima, rinuncia implicitamente a tale legato nel momento in cui agisce in giudizio per ottenere la sua quota di eredità in natura. La Corte ha stabilito che tale azione è incompatibile con la volontà di conservare il legato, confermando la decisione dei giudici di merito e rigettando il ricorso dell'erede universale.
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Contratto a progetto: requisiti e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva la conversione del suo contratto a progetto in rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi del ricorso perché confusi e diretti a un riesame del merito, confermando la validità dei contratti stipulati. È stato ribadito che la valutazione sulla specificità di un progetto è una questione di fatto, non sindacabile in sede di legittimità, specialmente in caso di "doppia conforme" (decisioni uguali nei primi due gradi di giudizio). La richiesta di differenze retributive è stata respinta per genericità e mancanza di prova.
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Onere della prova DVR: i poteri del giudice del lavoro
Un lavoratore ha impugnato un contratto a termine per la presunta mancanza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). La Corte di Cassazione ha stabilito che, a fronte di una contestazione generica del lavoratore e della produzione di un DVR datato da parte dell'azienda, il giudice d'appello ha legittimamente esercitato i propri poteri istruttori per acquisire la documentazione aggiornata. La decisione chiarisce l'equilibrio tra l'onere della prova DVR a carico del datore di lavoro e i poteri del giudice nel processo del lavoro.
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Genuinità dell’appalto: la formazione non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la genuinità dell'appalto di servizi in un caso in cui due lavoratori contestavano la natura del loro rapporto. Anche se la società committente aveva fornito la formazione iniziale e, temporaneamente, alcuni strumenti di lavoro, la Corte ha ritenuto decisivi l'assunzione del rischio d'impresa e l'organizzazione autonoma da parte della società appaltatrice, rigettando il ricorso dei lavoratori che chiedevano di essere riconosciuti come dipendenti diretti della committente.
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Somministrazione di lavoro: limiti e abusi
Un lavoratore contesta la legittimità di un contratto di somministrazione di lavoro, ma la Cassazione rigetta il ricorso. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, escludendo l'abuso del diritto e sottolineando l'inammissibilità del riesame dei fatti in presenza di una 'doppia conforme'.
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Clausola sociale: obbligo di assunzione nel cambio appalto
Una società subentrante in un appalto di vigilanza privata contestava l'obbligo di assunzione di un lavoratore della precedente azienda, invocando la diversità del nuovo contratto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la clausola sociale prevista dal CCNL e dal bando di gara costituisce un obbligo giuridico vincolante, non una mera intenzione. Anche in caso di riduzione dei servizi, l'obbligo di assunzione permane, seppur riproporzionato, garantendo la tutela occupazionale.
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Doppia conforme: quando il ricorso in Cassazione è out
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per l'imposta sulla pubblicità. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme": essendo le sentenze di primo e secondo grado concordi sui fatti, il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non specificava le diverse ragioni di fatto che avrebbero giustificato un riesame.
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Imposta comunale sulla pubblicità: Cassazione chiarisce
Una società ha contestato un avviso di accertamento relativo all'imposta comunale sulla pubblicità, sostenendo che diversi cartelli costituissero un unico mezzo pubblicitario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in presenza di strutture di sostegno e ubicazioni distinte, i messaggi devono essere tassati singolarmente. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare l'esistenza di un collegamento strumentale inscindibile, necessario per la tassazione unitaria, spetta esclusivamente al contribuente.
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Danno futuro: prova necessaria per il risarcimento
Una società cita in giudizio il proprio consulente fiscale per errori che hanno generato avvisi di irregolarità. La Cassazione nega il risarcimento per il danno futuro, poiché i ricorrenti non hanno provato, con alta probabilità, che la pretesa fiscale si sarebbe concretizzata in una riscossione effettiva, non essendo sufficiente il solo avviso bonario.
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Finanziamento soci: quando il rimborso è dovuto
Una società ha tentato di posticipare il rimborso di un cospicuo finanziamento soci, sostenendo di versare in difficoltà finanziarie al momento dell'erogazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna al pagamento. La Corte ha stabilito che, per ottenere la postergazione, la società deve fornire prove concrete di un grave squilibrio finanziario o di una situazione in cui un conferimento di capitale sarebbe stato più ragionevole, prove che in questo caso mancavano.
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Responsabilità intermediario finanziario: quando è esclusa
La Cassazione ha confermato la decisione che esclude la responsabilità di un intermediario finanziario per la truffa di un promotore. La condotta anomala e consapevole degli investitori ha interrotto il nesso causale, esonerando la banca da ogni risarcimento.
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