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Art. 115 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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4389 provvedimenti

Altri anni per Art. 115 Codice di Procedura Civile

Decadenza Tarsu: quando l’avviso è nullo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente, annullando un avviso di accertamento per la Tarsu. La decisione si fonda sul principio della decadenza Tarsu, stabilendo che l'atto impositivo era stato notificato oltre i termini di legge. La Corte ha inoltre censurato la mancata applicazione del cumulo giuridico per le sanzioni, rinviando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Prova stato di bisogno: quando l’assegno sociale è negato
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'assegno sociale a un cittadino che non ha fornito una rigorosa prova dello stato di bisogno. Secondo la Corte, i giudici possono legittimamente basarsi su presunzioni, come il mancato tentativo di modificare un assegno di mantenimento dovuto all'ex coniuge, per ritenere che il richiedente disponga di redditi non dichiarati e quindi non si trovi in un effettivo stato di necessità economica.
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Prescrizione Lavoro Carcerario: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33317/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione del lavoro carcerario. La Corte ha chiarito che il rapporto di lavoro del detenuto deve considerarsi unitario per tutta la durata della detenzione, nonostante interruzioni, cambio di mansioni o trasferimenti. Di conseguenza, il termine di prescrizione per i crediti retributivi non decorre durante il rapporto. L'onere di dimostrare l'effettiva e definitiva cessazione del rapporto di lavoro grava sull'amministrazione penitenziaria e non sul lavoratore.
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Motivazione accertamento catastale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito i requisiti per una corretta motivazione dell'accertamento catastale in seguito a procedura DOCFA. Il caso riguardava il riclassamento di un immobile commerciale. La Corte ha ritenuto sufficiente l'indicazione dei dati oggettivi e il confronto con unità simili, respingendo il ricorso del contribuente.
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Accertamento induttivo: Cassazione conferma validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro un accertamento induttivo emesso dall'Agenzia delle Entrate. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato un maggior reddito d'impresa a seguito di presunte incongruenze nelle rimanenze di magazzino. La Suprema Corte ha confermato la legittimità dell'operato dell'Ufficio, stabilendo che l'inattendibilità complessiva della contabilità, e non solo la mancata prova fisica delle merci, giustifica il ricorso all'accertamento induttivo.
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Onere della prova: come allegare i fatti in giudizio
Un professionista del settore sanitario si è visto rigettare la richiesta di pagamento per ore di lavoro straordinario. Nonostante avesse prodotto delle certificazioni, la Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. La decisione sottolinea che per soddisfare l'onere della prova non basta presentare documenti, ma è essenziale formulare in modo chiaro e tempestivo le allegazioni fattuali e legali a sostegno della propria pretesa, un principio fondamentale nel processo civile.
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Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione annuale
Un'impresa di costruzioni si è vista negare l'esenzione IMU per i beni merce per non aver presentato la dichiarazione annuale. La Corte di Cassazione ha confermato che tale adempimento è necessario ogni anno, a pena di decadenza dal beneficio. Tuttavia, ha rinviato il caso al giudice di merito per omessa valutazione su alcuni immobili specifici, che secondo il contribuente erano inutilizzabili o in costruzione e quindi non tassabili.
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Compensazione urbanistica e ICI: ricalcolo del tributo
Un Comune ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento ICI su un terreno. Il contribuente aveva ceduto i diritti edificatori in base a una convenzione di compensazione urbanistica. La Corte di Cassazione ha stabilito che la commissione tributaria ha errato nell'annullare l'atto 'sic et simpliciter'. Poiché i diritti sono stati ceduti a metà anno, il terreno era tassabile per il periodo precedente. Il giudice, in un processo di 'impugnazione-merito', deve ricalcolare l'imposta dovuta per la frazione di anno corretta, non limitarsi all'annullamento totale.
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Compensazione urbanistica: no ICI su aree cedute
La Corte di Cassazione ha annullato degli avvisi di accertamento ICI in un caso di compensazione urbanistica. È stato stabilito che i proprietari che cedono al Comune i diritti edificatori su un'area, in cambio di futuri crediti edilizi, non sono più tenuti a pagare l'imposta su quel terreno, poiché viene a mancare il presupposto impositivo, ovvero il potere di disporre del bene e di edificarvi.
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Compensazione urbanistica e ICI: il ricalcolo è d’obbligo
Un Comune ha richiesto il pagamento dell'ICI a un contribuente per un terreno interessato da un'operazione di compensazione urbanistica. La Cassazione ha stabilito che, poiché i diritti edificatori sono stati ceduti in due momenti diversi durante l'anno, l'imposta è dovuta solo per i periodi di effettivo possesso. La Corte ha chiarito che il giudice tributario non deve annullare l'intero avviso di accertamento, ma ricalcolare l'importo corretto del tributo, applicando il principio del processo di 'impugnazione-merito'.
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Azione revocatoria: inefficace la vendita tra coniugi
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia, tramite azione revocatoria, di una vendita immobiliare e della costituzione di un fondo patrimoniale tra coniugi. L'operazione era stata posta in essere dal marito, debitore-fideiussore, a favore della moglie, pregiudicando così le ragioni di una società creditrice. La Corte ha rigettato i ricorsi dei coniugi, sottolineando la consapevolezza del danno da parte della moglie (scientia damni) e l'inammissibilità delle eccezioni procedurali sollevate tardivamente.
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Onere della prova rimborso IVA: chi deve dimostrare?
Un contribuente si è visto negare un rimborso IVA per costi relativi a un'attività non ancora avviata. La Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha ribadito un principio fondamentale: l'onere della prova per il rimborso IVA grava interamente sul contribuente, che deve dimostrare l'esistenza del credito, a prescindere dalle specifiche contestazioni mosse dall'Agenzia delle Entrate nel provvedimento di diniego.
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Ricorso improcedibile: l’errore che può costare caro
Una società di logistica ha impugnato una condanna al risarcimento per il furto di un carico d'oro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile non per il merito della questione, ma per un vizio di forma: la mancata produzione della prova di notifica della sentenza impugnata entro i termini. Questa omissione ha reso l'appello inammissibile, confermando la condanna e sottolineando l'importanza cruciale del rispetto delle scadenze e degli oneri processuali.
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Valutazione della prova: limiti del ricorso in Cassazione
Un lavoratore ricorre in Cassazione contestando la valutazione della prova testimoniale fatta dalla Corte d'Appello in una causa per differenze retributive. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione della prova e l'apprezzamento dei fatti sono di esclusiva competenza dei giudici di merito e non possono essere riesaminati in sede di legittimità, se la motivazione è congrua e logica.
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Notifica atto impositivo: validità e termini per ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, chiarendo la validità della notifica di un atto impositivo effettuata direttamente dall'ente a mezzo posta. La sentenza sottolinea che le eccezioni specifiche sulla nullità della notifica devono essere sollevate nell'atto introduttivo e non possono essere introdotte successivamente. La notifica si perfeziona secondo le regole del servizio postale, con presunzione di conoscenza una volta che l'atto giunge all'indirizzo del destinatario, senza necessità di una seconda raccomandata informativa.
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Scientia decoctionis: la prova in Cassazione
Una società cooperativa in liquidazione ha agito in revocatoria contro un fornitore per pagamenti ricevuti nel 'periodo sospetto'. La Corte d'Appello, riformando la sentenza di primo grado, ha respinto la domanda per mancanza di prova della 'scientia decoctionis', ovvero la conoscenza dello stato di insolvenza da parte del creditore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, rigettando il ricorso della società. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione sulla sussistenza della scientia decoctionis costituisce un apprezzamento di fatto, non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato, e ha dichiarato inammissibili o infondati i numerosi motivi procedurali sollevati.
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Omesso esame: Cassazione annulla sentenza su ICI
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione tributaria regionale per omesso esame di un punto cruciale. I giudici d'appello avevano confermato un avviso di accertamento ICI su aree edificabili senza considerare le convenzioni, stipulate tra i contribuenti e il Comune, che prevedevano la cessione dei diritti edificatori. Secondo i ricorrenti, tali accordi rendevano le aree non più tassabili. La Suprema Corte ha ritenuto fondata questa censura, stabilendo che il giudice di merito ha l'obbligo di esaminare tutti i fatti decisivi per la controversia e ha rinviato la causa per una nuova valutazione.
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Notifica diretta atti tributari: la Cassazione
Un contribuente contesta un'ingiunzione di pagamento per tasse non pagate, sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento originale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica diretta atti tributari effettuata dal Comune tramite servizio postale è valida e si perfeziona dopo dieci giorni dal rilascio dell'avviso di giacenza, anche senza l'invio di una seconda raccomandata informativa. Di conseguenza, non avendo impugnato l'atto originale, il contribuente non può più contestare la pretesa fiscale.
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Revocatoria fallimentare: piano e accordo separato
La Corte di Cassazione conferma la revocatoria fallimentare di una compravendita immobiliare. L'atto, pur derivando da un accordo transattivo stipulato nel contesto di un piano di risanamento, non è stato ritenuto sua diretta esecuzione. Per beneficiare dell'esenzione dalla revocatoria fallimentare, è necessario un nesso di consequenzialità diretto e immediato tra il piano e l'atto di pagamento, non essendo sufficiente la mera coerenza o la sequenza cronologica.
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Impugnazione avviso pagamento: è facoltativa
Un contribuente ha ricevuto un avviso di pagamento per contributi consortili che non ha contestato. Successivamente, ha impugnato la seguente ingiunzione di pagamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione avviso pagamento, se l'atto non rientra tra quelli tassativamente previsti dalla legge, è una mera facoltà. La mancata contestazione dell'avviso iniziale non impedisce quindi al contribuente di difendersi nel merito contro l'atto formale successivo. La Corte ha accolto il ricorso, affermando che la pretesa non era diventata definitiva.
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