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Art. 113 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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331 provvedimenti

Altri anni per Art. 113 Codice di Procedura Civile

Onere probatorio rivendicazione: no sconti per chi agisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che nell'azione di rivendicazione, l'onere probatorio a carico dell'attore non si attenua se il convenuto contesta esplicitamente la proprietà, anche qualora sollevi un'eccezione di usucapione. In un caso di disputa su terreni, la Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente ridotto l'onere della prova (la cosiddetta probatio diabolica) per l'attrice, sottolineando che la contestazione del titolo originario obbliga l'attore a fornire una prova piena e rigorosa del suo diritto di proprietà.
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Falsità testamento olografo: perizia su copia non vale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15696/2025, ha confermato la decisione di merito che dichiarava la falsità di un testamento olografo. La Corte ha stabilito che una perizia grafologica condotta su una fotocopia, anche se proveniente da un procedimento penale, non è attendibile nel giudizio civile per dimostrare l'autenticità del documento. L'analisi deve essere eseguita sull'originale per valutare elementi cruciali come la pressione della scrittura e le caratteristiche del tratto, impossibili da verificare su una copia. Il ricorso del beneficiario del testamento è stato quindi respinto.
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Distanze legali tubazioni: quando si applicano?
Un condomino installa una tubazione per una nuova lavanderia a meno di un metro dal confine del vicino. La Corte di Cassazione conferma l'ordine di rimozione, chiarendo che le norme sulle distanze legali tubazioni si applicano anche in condominio, salvo che l'opera sia indispensabile e non dettata da mere esigenze soggettive. Viene inoltre esclusa la possibilità di invocare una servitù per destinazione del padre di famiglia se l'opera è stata realizzata dopo la costituzione del condominio stesso.
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Bene non conforme: la descrizione vincola il venditore
Un'acquirente acquista un bracciale descritto come 'oro e smalto' che si rivela essere d'argento placcato. La Cassazione stabilisce che la descrizione del prodotto è vincolante per il venditore. Un bene non conforme alla descrizione fornita al momento della vendita legittima le tutele del consumatore, poiché il venditore deve consegnare beni conformi al contratto. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda dell'acquirente, ritenendo che il giudice di secondo grado avesse omesso di valutare un fatto decisivo: la discrepanza tra la composizione descritta e quella reale del gioiello.
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Litisconsorzio necessario: clausola regolamento
La Corte di Cassazione stabilisce che l'azione per dichiarare nulla o inefficace una clausola del regolamento condominiale contrattuale deve coinvolgere tutti i condomini. La sentenza chiarisce che si tratta di un'ipotesi di litisconsorzio necessario, poiché la decisione sulla ripartizione delle spese ha effetti inscindibili sull'intera compagine condominiale, rendendo invalida la precedente pronuncia emessa a contraddittorio non integro.
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Foro del consumatore: il convenuto non può eccepirlo
Una professionista ha citato in giudizio un Condominio presso il foro del consumatore per ottenere il pagamento di compensi. Il Condominio si è opposto, eccependo l'incompetenza del tribunale a favore di un diverso foro previsto da una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il consumatore, quando è convenuto nel proprio foro di competenza, non può sollevare tale eccezione. La protezione del foro del consumatore non può essere usata per paralizzare l'azione legale correttamente intentata contro di lui. Di conseguenza, la Corte ha annullato la precedente decisione e ha dichiarato la competenza del tribunale originariamente adito.
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Distanze tra costruzioni: deroghe e demolizione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, sospende la decisione su un caso di violazione delle distanze tra costruzioni. Una proprietaria, condannata in appello alla demolizione di una sopraelevazione costruita a meno di dieci metri dal confine, ha impugnato la sentenza. La Corte, prima di decidere sulla legittimità di una deroga prevista dal regolamento edilizio locale, ha ordinato l'acquisizione della normativa urbanistica del Comune per valutarne la conformità alla legge nazionale.
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Petizione di eredità: quando non si può usare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7577/2025, ha chiarito i limiti della petizione di eredità. Il caso riguardava la richiesta di restituzione di una somma di denaro donata dal de cuius prima della sua morte. La Corte ha stabilito che la petizione di eredità è esperibile solo per i beni facenti parte dell'asse ereditario al momento dell'apertura della successione. Poiché il denaro era già uscito dal patrimonio del defunto, l'azione corretta era quella di restituzione per illecito, e non la petizione di eredità. La sentenza dei giudici di merito è stata quindi cassata per errata qualificazione giuridica della domanda.
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Nuova costruzione: quando la ristrutturazione è soggetta
Una società edilizia, dopo aver ristrutturato un vecchio fabbricato, viene citata in giudizio da una proprietaria confinante per violazione delle norme sulle distanze. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che qualsiasi intervento di ristrutturazione che comporti un'alterazione della sagoma o un aumento della volumetria preesistente, come una sopraelevazione, si qualifica come una "nuova costruzione". Di conseguenza, tale opera deve rispettare integralmente le distanze legali previste dal Codice Civile e dai regolamenti locali, senza possibilità di deroga. Il ricorso della società è stato quindi respinto.
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Patto fiduciario immobiliare: la forma non è scritta
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribaltato una decisione di merito che negava l'esistenza di un patto fiduciario immobiliare per assenza di forma scritta. Il caso riguardava degli eredi che chiedevano la restituzione di immobili intestati fiduciariamente a un terzo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, riaffermando il principio secondo cui il patto fiduciario immobiliare non richiede la forma scritta ad substantiam per la sua validità, essendo un accordo con effetti meramente obbligatori. La prova della sua esistenza può essere fornita con vari mezzi, inclusa una dichiarazione unilaterale scritta del fiduciario o altri elementi indiziari, che il giudice di merito è tenuto a valutare complessivamente.
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Obligatio propter rem: uso condominiale e proprietà
Una proprietaria ha citato in giudizio il proprio condominio per ottenere un compenso per l'utilizzo della guardiola di sua esclusiva proprietà. Le corti di merito avevano respinto la richiesta, invocando una presunta 'obligatio propter rem' che vincolava l'immobile all'uso condominiale gratuito. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che tali obbligazioni sono tipiche e non possono essere create al di fuori dei casi previsti dalla legge. L'uso di fatto di un bene privato non crea un obbligo di concessione gratuita. Pertanto, il condominio è tenuto a versare un corrispettivo, in un rapporto assimilabile alla locazione.
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Usucapione parti comuni: l’uso esclusivo vale titolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato che un condomino può acquisire la proprietà di un'area comune attraverso l'usucapione delle parti comuni. Nel caso specifico, l'uso esclusivo per oltre vent'anni di un pianerottolo e di un locale tecnico, reso palese dal possesso dell'unica chiave per l'ascensore che serviva quel piano, è stato ritenuto sufficiente a dimostrare un possesso incompatibile con i diritti degli altri condomini, consolidando così l'acquisto per usucapione.
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Prescrizione accessione invertita: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione accessione invertita, stabilendo che l'occupazione di una porzione di fondo altrui con una costruzione costituisce un illecito istantaneo ad effetti permanenti. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale per richiedere l'indennità decorre dal momento in cui l'opera è stata ultimata, e non dall'inizio dell'occupazione. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato l'illecito come permanente, rinviando la causa per un nuovo esame sulla data di completamento della costruzione.
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Mutatio libelli: quando si può modificare la domanda
Una società creditrice ottiene un decreto ingiuntivo basato su un contratto, ma in seguito all'opposizione della debitrice, modifica la propria domanda fondandola su un secondo contratto, sostitutivo del primo. La Corte d'Appello considera questa modifica una 'mutatio libelli' inammissibile. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione, chiarisce che la modifica della domanda è permessa se non altera l'interesse sostanziale e la vicenda di fatto alla base della pretesa iniziale. La Corte ha quindi cassato la sentenza, rinviando il caso per un nuovo esame basato su questo principio.
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Equo compenso avvocati: non è retroattivo
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a un istituto di credito, che si è opposto invocando accordi tariffari. La Corte di Cassazione ha stabilito due principi chiave: primo, l'accordo sul compenso deve essere provato per iscritto e non può desumersi dalla mancata contestazione; secondo, la normativa sull'equo compenso avvocati (art. 13 bis L. 247/2012) non è retroattiva e si applica solo alle prestazioni successive al 1° gennaio 2018.
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Negozio di accertamento: confine tra fondi e prove
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha respinto la richiesta di due proprietari di rideterminare un confine basandosi sulle mappe catastali. Secondo la Corte, la presenza di una recinzione stabile e risalente nel tempo, insieme ad altri comportamenti delle parti, costituisce un valido negozio di accertamento per comportamento concludente. Tale accordo di fatto, volto a eliminare l'incertezza sul confine, prevale sulle risultanze catastali, che hanno solo un valore sussidiario. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso volti a una rivalutazione delle prove e ha confermato la condanna dei ricorrenti al pagamento di tutte le spese processuali.
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Fatti concludenti: quando il silenzio vale assenso
Un'officina ripara un escavatore per un cliente, il quale aggiunge una data di consegna sul preventivo. L'officina non contesta e inizia i lavori, ma consegna in ritardo. La Cassazione stabilisce che iniziare i lavori senza contestare le modifiche equivale ad accettazione per fatti concludenti, condannando l'officina a risarcire i danni per il ritardo.
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Patti Successori: la Cassazione salva l’accordo tra eredi
Una complessa disputa ereditaria tra fratelli, sorta a causa di due testamenti olografi contrastanti di cui uno falso, giunge in Cassazione. La Corte si pronuncia sulla nullità insanabile del testamento apocrifo e sulla validità di una scrittura privata tra i futuri eredi. L'analisi si concentra sulla distinzione tra un termine di pagamento e una condizione sospensiva per qualificare l'accordo ed escludere la violazione del divieto di patti successori, correggendo la motivazione della Corte d'Appello e salvando la validità dell'accordo.
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Retratto successorio: a chi si paga il prezzo?
Un coerede esercita il retratto successorio su una quota ereditaria venduta a terzi. A seguito di un complesso iter giudiziario, la Cassazione stabilisce che il retraente non deve pagare il prezzo ai coeredi venditori, a causa di un precedente giudicato che aveva negato la loro legittimazione passiva e respinto la richiesta di pagamento degli acquirenti originari.
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Giudicato sulla giurisdizione: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudicato sulla giurisdizione formatosi su un'ordinanza che decide la competenza del giudice ordinario si estende anche ai presupposti di fatto e di diritto che ne costituiscono il fondamento. Nel caso di specie, una precedente ordinanza non impugnata aveva escluso l'esistenza di un'espropriazione, rendendo tale circostanza non più riesaminabile nelle fasi successive del giudizio. La Corte ha inoltre ribadito che l'azione legale per la tutela di un bene ereditario costituisce accettazione tacita dell'eredità.
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