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Art. 113 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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240 provvedimenti

Altri anni per Art. 113 Codice di Procedura Civile

Cartella di pagamento: quando è valida anche senza firma
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendone l'invalidità per mancata sottoscrizione e difetto di motivazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la cartella di pagamento è valida anche senza firma autografa se è inequivocabilmente riferibile all'ente impositore. Inoltre, la sua motivazione è sufficiente se rinvia agli atti di accertamento presupposti, già notificati al contribuente, senza necessità di riesporne il contenuto.
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Definizione agevolata liti: processo estinto
Un contribuente impugna un avviso di accertamento basato su accertamento sintetico (redditometro). Dopo un lungo contenzioso che arriva fino alla Corte di Cassazione, il contribuente aderisce alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuta definizione, dichiara estinto il processo senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
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Estinzione processo: definizione agevolata liti fiscali
Un contribuente, oggetto di un accertamento fiscale basato su un maggior reddito presunto, ha impugnato l'atto impositivo. Dopo un lungo contenzioso giunto fino alla Corte di Cassazione, il processo è stato dichiarato estinto. La decisione non è entrata nel merito delle questioni fiscali, ma ha preso atto della scelta del contribuente di aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali, una procedura che consente di chiudere le controversie pendenti con il fisco pagando un importo forfettario. L'adesione a questa procedura ha quindi comportato la cessazione della materia del contendere.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 194/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di operazioni soggettivamente inesistenti. L'Agenzia delle Entrate deve provare, anche con indizi, non solo la fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza del contribuente di partecipare a una frode. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ignorato elementi presuntivi cruciali, come la totale assenza di strutture e mezzi delle società fornitrici, invertendo illegittimamente l'onere probatorio.
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Accertamento induttivo: come si calcola il ricarico?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30827/2024, ha respinto il ricorso di un ristoratore contro un accertamento induttivo. I giudici hanno stabilito che, in assenza di scritture contabili attendibili, è corretto per l'Amministrazione Finanziaria ricostruire i ricavi applicando la percentuale di ricarico non solo al costo delle merci, ma a tutti i costi sostenuti per l'offerta del servizio, inclusi servizi e utenze. La decisione si fonda sulla necessità di una ricostruzione completa del volume d'affari dell'impresa.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una congregazione religiosa contro un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune. La Corte ha stabilito che l'esenzione IMU per enti non commerciali non spetta a un istituto scolastico le cui rette, seppur inferiori alla media, non sono puramente simboliche, a prescindere da un eventuale perdita di esercizio. È stato inoltre negato il beneficio per un giardino non formalmente dichiarato come pertinenza e per immobili inagibili, poiché il contribuente non ha provato la conoscenza dello stato di degrado da parte del Comune nell'anno di imposta. La sentenza ribadisce il principio dell'autonomia di ogni annualità fiscale.
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Esenzione IMU enti ecclesiastici: il caso scuola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31597/2024, ha rigettato il ricorso di una congregazione religiosa contro un Comune in materia di esenzione IMU. L'ente ecclesiastico chiedeva l'esenzione per una scuola e la riduzione d'imposta per immobili inagibili. La Corte ha negato l'esenzione IMU enti ecclesiastici per l'attività scolastica, poiché la retta, seppur contenuta, non era 'simbolica', configurando così un'attività di natura commerciale. Ha inoltre negato la riduzione per gli immobili inagibili, poiché il contribuente non aveva provato di aver comunicato formalmente tale stato al Comune.
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Esenzione IMU: quando la retta scolastica è simbolica?
Una congregazione religiosa ha richiesto l'esenzione IMU per i propri immobili, inclusa una scuola paritaria. La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione IMU per la scuola, stabilendo che la retta annuale, compresa tra 1.200 e 1.300 euro per studente, non può essere considerata 'simbolica', rendendo di fatto l'attività di natura commerciale. La Corte ha inoltre confermato l'imposta sugli immobili dichiarati inutilizzati, poiché l'ente non aveva presentato la prescritta dichiarazione al Comune né provato la sua conoscenza dello stato dei beni.
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Onere della prova nel rimborso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due contribuenti che richiedevano il rimborso di imposte versate a seguito di eventi sismici. La commissione tributaria regionale aveva accolto la richiesta, invertendo l'onere della prova a carico dell'Agenzia delle Entrate. La Suprema Corte ha cassato tale decisione, riaffermando il principio secondo cui l'onere della prova per ottenere un rimborso fiscale grava interamente sul contribuente, il quale deve dimostrare non solo il diritto al rimborso ma anche l'effettivo versamento delle somme richieste. La Corte ha inoltre rilevato la genericità della domanda e la mancata presentazione di una richiesta da parte di uno dei contribuenti.
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Giudizio di equità: no del giudice tributario
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di una Commissione Tributaria Regionale che aveva confermato la riduzione di un accertamento fiscale basandosi su un mero giudizio di equità. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato utili extracontabili a soci di una s.r.l. a ristretta base partecipativa. I giudici di merito avevano ridotto l'imponibile, ritenendo "equa" la decisione in quanto allineata a una precedente proposta di mediazione. La Cassazione ha ribadito che il giudice tributario deve applicare le norme di diritto e non può decidere secondo equità, salvo espresse deroghe di legge, cassando la sentenza con rinvio per un nuovo esame.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento basandosi sulla prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34398/2024, ha ribaltato la decisione del giudice di merito, affermando che la prescrizione crediti erariali, come IRPEF e IVA, è decennale. La Corte ha chiarito che tali tributi, pur essendo annuali, costituiscono obbligazioni autonome e non pagamenti periodici, escludendo così l'applicazione del termine breve. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Società in perdita fiscale: diritto al rimborso IVA
Una società in liquidazione si è vista negare un rimborso IVA in quanto considerata 'società in perdita fiscale' e quindi non operativa. La Corte di Cassazione, applicando una sentenza della Corte di Giustizia UE, ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che la condizione di perdita non è sufficiente per negare il rimborso, disapplicando la legge nazionale in contrasto con il principio di neutralità dell'IVA. Il diritto al rimborso è stato riconosciuto, in assenza di prove di frode o abuso.
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Deducibilità costi da fatture soggettivamente false
Una società del settore metallurgico si è vista negare la deducibilità dei costi per fatture ricevute da presunte società 'cartiere'. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33215/2024, ha cassato la sentenza di merito, stabilendo che il giudice d'appello ha omesso di pronunciarsi sulla specifica questione della deducibilità dei costi per operazioni soggettivamente inesistenti, ma oggettivamente reali. La Corte ha ribadito che tali costi sono deducibili se inerenti all'attività e non legati a reati. Ha inoltre annullato l'aumento del 50% della sanzione per motivazione apparente, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Costi Indeducibili: la Cassazione sui costi soggettivi
Una società del settore recupero metalli ha contestato un avviso di accertamento che dichiarava costi indeducibili derivanti da fatture emesse da "cartiere". La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33214/2024, ha cassato la sentenza di merito, stabilendo che il giudice d'appello ha omesso di pronunciarsi sulla deducibilità dei costi per operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha ribadito che tali costi sono deducibili se non utilizzati per commettere reati e se rispettano i principi di inerenza e certezza, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Giudicato esterno in dogana: limiti e condizioni
Una società ha richiesto il rimborso di dazi doganali pagati su royalties, invocando una precedente sentenza favorevole come giudicato esterno. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in materia doganale ogni operazione di importazione è autonoma. Di conseguenza, un giudicato esterno relativo a importazioni passate non è vincolante per quelle successive, poiché l'oggetto della controversia (petitum) è diverso. L'onere di provare il diritto al rimborso resta a carico della società per ogni singola istanza.
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Annullamento ruoli esattoriali: il silenzio dell’ente
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento dei ruoli esattoriali a carico di una società, a seguito del silenzio dell'ente creditore protrattosi per oltre 220 giorni dall'istanza del contribuente. La sentenza chiarisce che l'Agente della Riscossione non può valutare il merito dell'istanza, ma deve solo trasmetterla, e che la mancata risposta comporta per legge la cancellazione del debito, a tutela del cittadino.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi confusi
Un contribuente, tassista di professione, ha impugnato degli avvisi di accertamento fiscale. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso a causa di gravi errori procedurali nella sua formulazione. In particolare, i motivi di appello mescolavano in modo confuso censure per violazione di legge con richieste di riesame dei fatti e critiche sulla motivazione, un errore che ha impedito alla Corte di esaminare il merito della questione. La decisione sottolinea l'importanza della precisione tecnica nella redazione degli atti per evitare una declaratoria di inammissibilità del ricorso in cassazione.
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Notifica cartella esattoriale: specificità del ricorso
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo vizi nella notifica e carenze di motivazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando i motivi inammissibili per difetto di specificità. La decisione sottolinea che, in tema di notifica cartella esattoriale, il ricorrente deve trascrivere integralmente gli atti contestati nel proprio ricorso. Viene inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la riscossione dell'imposta di registro.
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Liquidazione spese legali: notifica e parametri
Un contribuente, dopo aver vinto una causa contro l'Agenzia delle Entrate, contesta la liquidazione delle spese legali, ritenuta troppo bassa e immotivata. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito, rileva un vizio di notifica del ricorso e ne ordina la rinnovazione. La decisione evidenzia l'importanza della corretta procedura di notifica e dei parametri per una giusta liquidazione delle spese legali.
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Litisconsorzio necessario: nullo il processo senza soci
La Corte di Cassazione ha annullato un intero procedimento tributario a carico di una società di persone e di un socio. La decisione si fonda sulla violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché non tutti i soci erano stati coinvolti nel giudizio. L'ordinanza sottolinea che, data l'unitarietà dell'accertamento fiscale per le società di persone, la causa deve obbligatoriamente vedere la partecipazione della società e di tutti i suoi soci. Di conseguenza, il processo è stato rinviato al primo grado per essere celebrato correttamente.
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