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Art. 111 l. fall.

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144 provvedimenti

Opponibilità decreto ingiuntivo: la Cassazione decide
Una banca ottiene l'opponibilità del decreto ingiuntivo contro un fallimento, anche se reso definitivo dopo la domanda di concordato preventivo. La Cassazione stabilisce che la data determinante è quella della dichiarazione di fallimento, non quella della domanda di concordato, chiarendo i limiti del principio di 'consecutio' tra procedure.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Una società di gestione crediti ricorre in Cassazione contro un piano di riparto in un fallimento, sostenendo che la sua garanzia pignoratizia dovesse coprire l'intero importo. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché in un giudizio parallelo il privilegio pignoratizio della società era stato definitivamente escluso, rendendo la questione del riparto irrilevante per la sua posizione.
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Eccezione di inadempimento: la Cassazione decide
Una società di revisione ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a un'azienda in amministrazione straordinaria. Quest'ultima si è opposta sollevando l'eccezione di inadempimento per la presunta scarsa qualità del lavoro svolto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società di revisione, stabilendo che l'eccezione di inadempimento è valida anche dopo lo scioglimento del contratto per fallimento. Inoltre, ha confermato che spetta al creditore, in questo caso la società di revisione, dimostrare di aver eseguito correttamente la propria prestazione.
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Prededuzione crediti: la funzionalità prevale sull’esito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di prededuzione crediti professionali. Il caso riguardava un professionista il cui compenso non era stato ammesso in prededuzione nel fallimento successivo a un concordato preventivo, poiché quest'ultimo era stato revocato. La Corte ha cassato la decisione, affermando che il diritto alla prededuzione non dipende dall'esito finale della procedura, ma dalla "funzionalità" della prestazione valutata "ex ante", ovvero al momento in cui è stata resa. Il giudice deve verificare se il servizio era strumentale alla procedura concorsuale, non se ha effettivamente prodotto un beneficio.
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Credito prededucibile: sì al bonus MBO nel lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che riconosceva il carattere di credito prededucibile a un bonus MBO vantato da un lavoratore verso una società in amministrazione straordinaria. Secondo la Corte, se i commissari subentrano nel rapporto di lavoro, un contratto ad esecuzione continuata, sono tenuti a saldare integralmente anche le prestazioni pregresse, come previsto dall'art. 74 della legge fallimentare.
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Credito prededucibile: quando è riconosciuto?
Una professionista, membro del consiglio di sorveglianza di una società in amministrazione straordinaria, ha richiesto il riconoscimento del suo credito come privilegiato e prededucibile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31756/2024, chiarisce che un credito prededucibile richiede l'apertura formale della procedura concorsuale, requisito assente nel caso di specie. La Corte ha confermato il riconoscimento del privilegio speciale, non essendo stata provata la qualifica di amministratore di fatto, ma ha respinto la richiesta di prededuzione, rigettando sia il ricorso della società che quello della professionista.
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Credito da evizione e fallimento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito per la restituzione del prezzo, derivante dall'evizione di un immobile a causa di abusi edilizi, non è prededucibile nel fallimento della società venditrice. Anche se l'evizione si è perfezionata dopo la dichiarazione di fallimento, l'effetto risolutivo del contratto di vendita retroagisce al momento della stipula. Pertanto, il credito da evizione è considerato anteriore al fallimento e deve essere ammesso al passivo come chirografario.
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Credito prededucibile: no per evizione post-fallimento
Un acquirente subisce l'evizione di un immobile a causa di abusi edilizi pregressi, dopo che la società venditrice è fallita. La Corte di Cassazione nega la natura di credito prededucibile alla sua richiesta di rimborso del prezzo. La motivazione risiede nell'effetto retroattivo della risoluzione del contratto, che fa risalire l'origine del credito a un momento antecedente alla dichiarazione di fallimento, escludendolo così dai crediti sorti per la procedura.
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Credito MBO prededucibile: sì in amministrazione
La Cassazione conferma il diritto di un dirigente a ricevere il bonus MBO come credito MBO prededucibile, maturato durante l'amministrazione straordinaria della società. La Corte ha stabilito che la prosecuzione del rapporto di lavoro implica un subentro automatico nel contratto, rendendo il credito funzionale alla continuità aziendale e quindi prededucibile.
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Nullità del contratto e bancarotta: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso complesso di nullità del contratto nell'ambito di una procedura di amministrazione straordinaria. Una società creditrice aveva chiesto l'ammissione al passivo per canoni di locazione e danni a un immobile. La società debitrice si opponeva, sostenendo che i contratti di locazione fossero nulli perché parte di una più ampia operazione di bancarotta fraudolenta. La Corte ha rigettato il ricorso principale, chiarendo che la nullità non è automatica. Ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto i contratti di locazione 'indipendenti' dall'operazione distrattiva, in quanto la lesione patrimoniale si era già perfezionata con atti societari precedenti. Ha inoltre dichiarato inammissibile il ricorso incidentale del creditore contro la riduzione del risarcimento per concorso di colpa.
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Crediti prededucibili: stop dopo l’omologa del concordato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10307 del 2025, ha stabilito un importante principio in materia di crisi d'impresa. I crediti sorti durante la fase di esecuzione di un concordato preventivo in continuità aziendale, ovvero dopo il decreto di omologazione, non sono considerati crediti prededucibili in caso di successivo fallimento. L'Agenzia delle Entrate aveva richiesto il riconoscimento della prededuzione per crediti fiscali maturati in questa fase, ma la Corte ha rigettato il ricorso. La decisione si fonda su una reinterpretazione del criterio di "funzionalità", allineandosi a un precedente orientamento delle Sezioni Unite, e mira a proteggere i creditori originari che avevano accettato il piano concordatario.
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Nullità contratti distrazione: spin-off e tutele
Una società in amministrazione straordinaria si opponeva all'ammissione al passivo di crediti per canoni di locazione, sostenendo la nullità dei contratti perché parte di un'operazione di distrazione patrimoniale. La Corte di Cassazione, pur correggendo la motivazione del giudice di merito e affermando il principio della nullità del "reato-contratto", ha rigettato il ricorso. La decisione si fonda sull'insindacabilità dell'accertamento di fatto del tribunale, secondo cui i contratti di locazione erano indipendenti dalla precedente operazione distrattiva, evidenziando i limiti del giudizio di legittimità sulla valutazione delle prove.
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Contratti in frode alla legge: la Cassazione decide
Una società in amministrazione straordinaria contestava la validità di alcuni contratti di locazione, sostenendo che fossero parte di un'operazione illecita volta a sottrarre patrimonio ai creditori, configurando così dei contratti in frode alla legge. La Corte di Cassazione, pur correggendo la motivazione del tribunale e affermando che un contratto può essere nullo se integra una fattispecie di reato (come la bancarotta), ha rigettato il ricorso. La decisione si fonda sul fatto che la valutazione del tribunale, secondo cui i contratti di locazione erano di fatto scollegati dall'operazione distrattiva, costituisce un apprezzamento di merito non sindacabile in sede di legittimità.
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Nullità del contratto: quando è reato? Spiegato
Una società in amministrazione straordinaria ha contestato la validità di un contratto di locazione, sostenendo che fosse parte di uno schema fraudolento e quindi nullo. La Corte di Cassazione, pur correggendo il ragionamento giuridico del tribunale di merito e affermando che un contratto che integra un reato (come la bancarotta fraudolenta) è effettivamente soggetto alla nullità del contratto, ha tuttavia respinto il ricorso. La decisione si è fondata sull'accertamento di fatto del giudice di merito — insindacabile in sede di legittimità — secondo cui il contratto di locazione era un atto indipendente e non funzionalmente collegato all'operazione fraudolenta contestata.
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Indennità di occupazione fallimento: la Cassazione decide
Una società, dopo aver risolto un contratto di affitto d'azienda per inadempimento, si è vista negare gran parte del credito per la successiva occupazione dei locali da parte della curatela fallimentare della ex affittuaria. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 8926/2025, ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che l'indennità di occupazione fallimento è sempre dovuta per tutto il periodo di detenzione senza titolo del bene da parte della curatela, configurandosi come responsabilità extracontrattuale. Tale credito, inoltre, va ammesso in prededuzione, a prescindere da una colpa del curatore.
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Domanda ultratardiva: quando il ritardo è colpevole
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare che aveva presentato una domanda ultratardiva di ammissione al passivo di un'altra società in amministrazione straordinaria. Il rigetto si fonda sull'irragionevole e colpevole ritardo di oltre 36 mesi nella presentazione della domanda, evidenziando che il termine annuale non è un diritto assoluto ma va valutato secondo un criterio di ragionevolezza e diligenza del creditore.
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Garanzia cessione credito: esclusa se c’è conoscenza
Una società immobiliare acquistava un credito da una procedura fallimentare, che si rivelava inesistente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la garanzia cessione credito, prevista dall'art. 1266 c.c., non è operante se l'acquirente (cessionario) era a conoscenza dell'inesistenza del credito al momento dell'acquisto. Di conseguenza, il cessionario non può richiedere il risarcimento per il mancato guadagno (lucro cessante), ma solo la restituzione del prezzo pagato.
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Data certa contratto: quando è opponibile al fallimento?
Un professionista si è visto ridurre un ingente credito verso una società insolvente poiché il suo contratto di prestazione d'opera mancava di data certa. Nonostante il contratto fosse menzionato in altri atti depositati con data certificata, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che la semplice menzione di un documento non è sufficiente a conferirgli data certa, confermando la decisione del tribunale e sottolineando l'impossibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità.
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Ammissione al passivo del fideiussore: la Cassazione
Un istituto di credito si è visto negare l'ammissione al passivo del fideiussore fallito. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il creditore di un fideiussore fallito ha pieno diritto di partecipare al concorso, a differenza del creditore garantito da ipoteca su bene di un terzo. L'ordinanza chiarisce la distinzione tra garanzie personali e reali nelle procedure concorsuali e l'ammissione al passivo del fideiussore.
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Compenso OCC: no prededuzione su beni ipotecati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12405/2025, ha stabilito che il compenso spettante all'Organismo di Composizione della Crisi (OCC) nella procedura di liquidazione del patrimonio da sovraindebitamento, pur essendo un credito prededucibile, non può essere soddisfatto in via prioritaria sul ricavato della vendita di beni ipotecati, a discapito del creditore garantito. La Corte ha chiarito che tale spesa è sostenuta nell'interesse primario del debitore, che avvia volontariamente la procedura, e non nell'interesse generale della massa dei creditori, pertanto non può essere considerata una spesa generale della procedura.
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