Un professionista ha richiesto un equo indennizzo legge Pinto a causa dell'eccessiva durata di una causa civile durata oltre otto anni e mezzo, passata attraverso vari gradi di giudizio e rinvii. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta calcolando che la durata ragionevole standard per tutte le fasi era di sette anni e sottraendo i tempi morti tra una decisione e l'impugnazione successiva. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del professionista. I giudici hanno chiarito che i periodi di stasi processuale, in cui le parti devono decidere se impugnare o riassumere la causa, non possono essere addebitati all'amministrazione della giustizia. Di conseguenza, escludendo questi intervalli, il processo non ha superato i limiti di durata ragionevole previsti dalla legge.
Continua »