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Art. 111 Costituzione — Sezione Seconda Penale

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650 provvedimenti

Altri anni per Art. 111 Costituzione

Sequestro preventivo: inammissibile il ricorso tardivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza che manteneva un sequestro preventivo su beni aziendali. La decisione si fonda sull'impossibilità di rimettere in discussione il 'fumus commissi delicti' dopo il rinvio a giudizio e sulla non proponibilità di censure di merito in sede di legittimità. Viene chiarito che le questioni sulla confisca dopo la prescrizione del reato devono essere sollevate con una nuova istanza.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo per usura
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per usura. La sentenza chiarisce la legittimità del sequestro di beni sproporzionati al reddito e la natura non perentoria dei termini per la trasmissione degli atti al Tribunale del Riesame. Viene ribaltato sull'indagato l'onere di provare la provenienza lecita dei beni una volta accertata la sproporzione.
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Ricorso inammissibile e prescrizione del reato
La Corte di Cassazione esamina il caso di tre imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata alla frode assicurativa. La Corte dichiara gran parte dei motivi di appello inammissibili, ribadendo di non poter riesaminare i fatti. Tuttavia, accoglie un punto specifico relativo alla prescrizione per uno degli imputati, annullando la condanna per un capo d'imputazione. La sentenza sottolinea la differenza tra un ricorso inammissibile e la necessità di dichiarare l'estinzione del reato quando matura prima della sentenza d'appello.
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Titolare PostePay e truffa online: le responsabilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per una truffa online relativa a un finto affitto vacanze. La sentenza stabilisce che essere il titolare PostePay della carta su cui è confluito il denaro è un elemento di prova sufficiente per affermare la responsabilità penale, in assenza di prove concrete a discolpa fornite dall'imputato. Viene inoltre confermata l'aggravante della minorata difesa per le truffe online e chiarito che le richieste di pene sostitutive devono essere presentate in primo grado se la normativa è già in vigore.
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Rito abbreviato: no rinnovazione in appello
Due imputati, assolti in primo grado tramite rito abbreviato per frode assicurativa, vengono condannati in appello. La Corte di Cassazione conferma la condanna, respingendo il ricorso degli imputati. La sentenza chiarisce che, avendo scelto il rito abbreviato basato sugli atti, l'imputato rinuncia alla formazione della prova in dibattimento, e pertanto il giudice d'appello non è obbligato a rinnovare l'istruttoria e risentire i testimoni per ribaltare una sentenza di assoluzione.
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Reclamo archiviazione: quando è abnorme e ricorribile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona offesa contro il rigetto di un reclamo avverso un decreto di archiviazione. La sentenza chiarisce che il ricorso per cassazione in questi casi è possibile solo se il provvedimento impugnato è affetto da "abnormità", ovvero se si pone completamente al di fuori del sistema processuale. Nel caso di specie, non è stata riscontrata alcuna abnormità, poiché il giudice aveva motivato, seppur succintamente, la sua decisione, rendendo il provvedimento non appellabile.
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Archiviazione per particolare tenuità: i limiti del ricorso
Una persona indagata per truffa impugna l'ordinanza di archiviazione per particolare tenuità del fatto, mirando a un'assoluzione piena. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che tali provvedimenti possono essere contestati solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione come la manifesta illogicità. Il caso chiarisce i precisi confini procedurali per l'impugnazione di questo tipo di archiviazione.
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Istanza di revoca: rimedio a notifica errata
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ricorso avverso un'ordinanza di inammissibilità di un reclamo, emessa senza una corretta notifica alla parte, deve essere riqualificato come istanza di revoca. Nel caso specifico, un avvocato aveva ricevuto via PEC un file errato relativo a un altro procedimento, vedendosi così preclusa la partecipazione all'udienza. La Corte ha annullato la decisione e rinviato gli atti allo stesso Tribunale per sanare il difetto di partecipazione, affermando il principio che l'istanza di revoca è il rimedio corretto per tutelare il diritto al contraddittorio violato da un errore procedurale.
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Diritto di difesa: rinvio udienza per atti illeggibili
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva negato il rinvio di un'udienza richiesto dalla difesa. La richiesta era motivata dall'impossibilità tecnica di consultare i file del fascicolo processuale. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di 'giustificati motivi' non pretestuosi, il giudice deve concedere il rinvio per garantire l'effettività del diritto di difesa, senza poter valutare nel merito le ragioni difensive.
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Reformatio in peius: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di diversi imputati condannati per reati quali furto, ricettazione, truffa e illeciti ambientali. La Corte ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei ricorsi, ritenendoli tentativi di rivalutare i fatti, compito precluso al giudice di legittimità. Tuttavia, ha accolto il ricorso di un imputato, annullando la sentenza d'appello nella parte in cui revocava la sospensione condizionale della pena senza un'apposita impugnazione del pubblico ministero, per violazione del principio del divieto di reformatio in peius.
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Sottrazione fraudolenta: trust fittizio e reati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per reati tributari, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta. La Corte ha confermato che l'istituzione di un 'sham trust' (trust fittizio) per proteggere il patrimonio dal fisco integra il reato di sottrazione fraudolenta, rendendo nullo l'atto e configurando i reati successivi di autoriciclaggio.
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Trattazione orale in appello: i termini per la richiesta
La Cassazione rigetta un ricorso per estorsione, chiarendo che la richiesta di trattazione orale in appello è inefficace se inserita nell'atto di impugnazione. Deve essere presentata entro 15 giorni dalla notifica del decreto di citazione, pena la decadenza, secondo l'art. 598-bis c.p.p.
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Motivazione della pena: obblighi del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna limitatamente al calcolo della sanzione, poiché la Corte d'Appello non aveva esplicitato i criteri di motivazione della pena. Il giudice non aveva chiarito la pena base, gli aumenti per il reato continuato e le riduzioni applicate, rendendo il calcolo non trasparente. La responsabilità penale dell'imputata è stata confermata.
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Concorso in resistenza: passeggero in fuga è complice
La Cassazione chiarisce il concorso in resistenza a pubblico ufficiale. Un passeggero, fuggito a piedi dopo un inseguimento, è ritenuto complice del guidatore. La condivisione del piano di fuga è sufficiente per la condanna, anche senza una condotta attiva di violenza o minaccia. Ricorso inammissibile.
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Valutazione indiziaria: Cassazione annulla custodia
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione ad associazione mafiosa. La decisione si fonda sulla carente motivazione del provvedimento, che si è limitato a riportare le tesi dell'accusa senza un'analisi critica. La Corte ha censurato la debole valutazione indiziaria, basata su elementi frammentari e sulle dichiarazioni mutevoli e "de relato" di un collaboratore di giustizia, prive di adeguati riscontri esterni.
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Divieto bilanciamento circostanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 847/2026, ha annullato una condanna per estorsione limitatamente alla determinazione della pena. La Corte ha stabilito che il divieto di bilanciamento delle circostanze, previsto per la rapina, non si estende all'estorsione, riaffermando l'applicazione della regola generale dell'art. 69 c.p. L'imputato era stato condannato anche per maltrattamenti in famiglia, condanna confermata nel merito.
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Motivazione rafforzata: la Cassazione e l’onere in Appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato in appello per appropriazione indebita, dopo un'assoluzione in primo grado. La sentenza sottolinea la correttezza della decisione dei giudici di secondo grado, i quali hanno fornito una motivazione rafforzata, basandosi su prove trascurate in precedenza, come una confessione stragiudiziale dell'imputato, per giustificare il ribaltamento della decisione assolutoria.
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Pena sostitutiva e sospensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per truffa, il quale chiedeva l'applicazione di una pena sostitutiva pecuniaria. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il beneficio della pena sostitutiva, introdotto dalla Riforma Cartabia, è incompatibile con la sospensione condizionale della pena. Poiché all'imputato era già stata concessa la sospensione, non poteva beneficiare anche della sostituzione della pena detentiva, confermando la non sovrapponibilità dei due istituti.
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Confisca per sproporzione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un provvedimento di confisca per sproporzione. La Corte ha stabilito che le censure relative alla valutazione della pericolosità sociale del soggetto e al calcolo della sproporzione tra redditi e patrimonio, basato anche su indici ISTAT, costituiscono questioni di merito non sindacabili in sede di legittimità, a meno che la motivazione del giudice non sia del tutto assente o meramente apparente.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale avverso una condanna per tentata rapina, poiché proposto dall'imputato e non da un avvocato abilitato, come richiesto dall'art. 613 c.p.p.
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