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Art. 111 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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210 provvedimenti

Altri anni per Art. 111 Codice di Procedura Civile

Simulazione soggettiva: prova dell’accordo trilaterale
Un marito ha agito in giudizio sostenendo che diverse proprietà fossero state fittiziamente intestate alla moglie per sottrarle ai suoi creditori. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, ribadendo che in un caso di simulazione soggettiva (o interposizione fittizia di persona), è indispensabile fornire la prova di un accordo trilaterale. Tale accordo deve coinvolgere non solo i coniugi (reale acquirente e intestatario fittizio) ma anche i terzi venditori. In assenza di questa prova fondamentale, la domanda di accertamento della simulazione non può essere accolta.
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Cessione in blocco: prova e oneri del cessionario
Un garante ha presentato ricorso alla Suprema Corte, contestando la validità di una cessione in blocco di crediti utilizzata per legittimare il nuovo creditore. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prova di una cessione in blocco può essere stabilita attraverso una combinazione di elementi, inclusa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la condotta processuale del creditore originario, senza richiedere necessariamente il deposito del contratto di cessione stesso.
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Ricorso per cassazione: i rischi dell’assemblaggio di atti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione in materia di fideiussione bancaria. La decisione non si è basata sul merito della controversia, ma su un vizio formale: il ricorso era stato redatto assemblando e riproducendo testualmente interi atti dei precedenti gradi di giudizio, violando il requisito dell'esposizione sommaria dei fatti. La Corte ha ribadito che tale pratica, definita 'assemblaggio', trasferisce indebitamente al giudice il compito di selezionare le parti rilevanti, rendendo l'atto non specifico e quindi inammissibile.
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Tutela possessoria vs proprietà: la Cassazione decide
Un proprietario, con sentenza definitiva che accerta il suo diritto, si oppone all'esecuzione di un precedente ordine di reintegra a favore di un possessore. La Cassazione chiarisce che la tutela possessoria deve essere eseguita prima che il diritto di proprietà possa essere fatto valere per rientrare nel bene, respingendo l'opposizione.
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Trascrizione pignoramento trust: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34075/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di trust: la trascrizione del pignoramento trust è nulla se eseguita contro il trust stesso anziché contro il trustee. La Corte ha ribadito che il trust non possiede soggettività giuridica, essendo un mero patrimonio separato. Pertanto, qualsiasi formalità pubblicitaria, inclusa la trascrizione di un pignoramento, deve essere intestata al trustee nella sua specifica qualità, quale unico titolare dei diritti e doveri connessi ai beni in trust.
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Specificità motivi di appello: onere della prova
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imprenditore contro un istituto di credito, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il caso verteva su presunta usura in contratti di conto corrente e mutuo. Il rigetto si fonda principalmente sulla violazione del principio di specificità dei motivi di appello, in quanto il ricorrente non ha adeguatamente contestato, con argomentazioni e calcoli precisi, le conclusioni della sentenza di primo grado. L'ordinanza ribadisce che un appello generico, che si limita a riproporre le tesi iniziali, è inammissibile.
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Responsabilità banca per illecito: il cliente cauto
Un cliente viene truffato da un direttore di banca per un investimento mai avvenuto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33854/2024, ha escluso la responsabilità della banca, ribaltando la decisione d'appello. La Suprema Corte ha ritenuto decisiva la condotta anomala del cliente, il quale aveva consegnato somme ingenti con modalità non tracciabili e non aveva mai contestato l'assenza delle operazioni sui suoi estratti conto. Tale comportamento ha interrotto il nesso di occasionalità necessaria tra le mansioni del dipendente e il danno subito, esonerando l'istituto di credito da ogni obbligo risarcitorio.
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Cessione del credito: prova e motivazione della Corte
In una controversia su un pignoramento immobiliare, i debitori contestavano la titolarità del credito a seguito di diverse cessioni. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello, giudicandola totalmente priva di motivazione sia sulla questione della legittimazione ad agire del creditore originario, sia sulla prova effettiva della cessione del credito. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che valuti adeguatamente le prove e le contestazioni sollevate.
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Rinuncia al ricorso: come estingue il processo
Una complessa vicenda legale riguardante un risarcimento danni, cessioni di credito e un fallimento societario si conclude inaspettatamente davanti alla Corte di Cassazione. Le parti raggiungono un accordo stragiudiziale, portando alla rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente. La Corte, prendendo atto della rinuncia formalmente perfetta, dichiara l'estinzione del processo, chiudendo definitivamente la controversia senza una pronuncia nel merito e compensando le spese.
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Occupazione senza titolo: risarcimento e rivalutazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una pubblica amministrazione per l'occupazione senza titolo di un immobile adibito a scuola. Il risarcimento del danno per il proprietario deve includere la rivalutazione monetaria, in quanto si tratta di un debito di valore derivante da un illecito, e non può essere ridotto unilateralmente dall'ente per coprire lavori non autorizzati.
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Integrazione del contraddittorio: l’ordine della Corte
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto l'integrazione del contraddittorio nei confronti di una società originariamente parte di una causa per risarcimento danni contro un Comune. La Corte ha rilevato che, nonostante l'intervento nel processo di una nuova società quale suo successore, la società originaria non era mai stata formalmente estromessa dal giudizio. Pertanto, per garantire la corretta composizione del processo, è stato ordinato di notificare il ricorso anche a quest'ultima, fissando un termine per l'adempimento.
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Cessione del contratto preliminare: chi agisce in giudizio?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla cessione del contratto preliminare avvenuta durante una causa. Con la sentenza in esame, i giudici hanno stabilito che, anche se il promissario acquirente cede i suoi diritti a un terzo, mantiene la legittimazione a proseguire l'azione legale per l'adempimento del contratto (ex art. 2932 c.c.). La Corte ha rigettato il ricorso dei promittenti venditori, confermando che la successione nel diritto controverso non estingue la posizione processuale della parte originaria, secondo quanto previsto dall'art. 111 c.p.c.
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Legittimazione ad agire: erede deve provarla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32756/2024, ha rigettato il ricorso di un erede in una causa di usucapione, stabilendo un principio fondamentale: la legittimazione ad agire deve essere provata. L'erede non aveva fornito prova della sua qualità, un presupposto essenziale per proseguire l'azione legale del defunto. La Corte ha chiarito che il semplice atto di impugnazione non è sufficiente a dimostrare tale status, rendendo inammissibili gli altri motivi del ricorso e confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Lavoro carcerario e difesa in giudizio del Ministero
Un detenuto ha citato in giudizio il Ministero della Giustizia per ottenere una retribuzione più alta per il suo lavoro carcerario. La Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoro carcerario costituisce un rapporto di diritto privato. Di conseguenza, il Ministero non può essere rappresentato in giudizio dai propri funzionari, ma deve avvalersi dell'Avvocatura dello Stato. Sebbene la Corte abbia riconosciuto questo errore procedurale, ha respinto la richiesta economica del detenuto, ritenendo che una precedente conciliazione coprisse già il periodo in questione.
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Risarcimento danno dirigente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno per gli eredi di un dipendente pubblico che, pur avendo vinto un concorso per dirigente, non ha mai ricevuto il relativo incarico. La Corte ha stabilito che il danno va quantificato nelle differenze retributive tra lo stipendio percepito e la parte fissa della retribuzione dirigenziale che sarebbe spettata. L'ordinanza chiarisce anche che l'Agenzia pubblica, subentrata al Ministero, è legittimata passivamente a rispondere delle obbligazioni pregresse, consolidando il principio del risarcimento danno dirigente per violazione degli obblighi di correttezza e buona fede da parte della Pubblica Amministrazione.
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Inammissibilità ricorso cassazione: analisi ordinanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in materia bancaria per vizi procedurali. Il caso riguardava una richiesta di accertamento di usura su un contratto di mutuo, già respinta in primo e secondo grado. La Suprema Corte ha confermato la decisione precedente, sottolineando l'importanza del rispetto delle regole processuali, come la corretta formulazione dei motivi e la tempestività nella produzione di prove, e ha condannato i ricorrenti per lite temeraria. La decisione ribadisce che l'inammissibilità del ricorso in cassazione scatta in presenza di precisi errori procedurali.
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Cessione in blocco: limiti all’esclusione crediti
Una società contesta la titolarità di un credito trasferito tramite cessione in blocco, sostenendo che fosse escluso da una clausola contrattuale per via di una lite in corso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. L'ordinanza chiarisce che l'interpretazione di una clausola, se motivata logicamente, non può essere riesaminata in sede di legittimità, e che un'opposizione a decreto ingiuntivo non rientra automaticamente tra le 'azioni promosse dal debitore' che determinano l'esclusione dalla cessione.
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Pubblicità vendite pubbliche: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32014/2024, ha stabilito che le nuove norme sulla pubblicità vendite pubbliche non si applicano automaticamente alle procedure esecutive già in corso. Se un'ordinanza di vendita è stata emessa prima delle nuove leggi, le vecchie regole restano valide a meno che il giudice non le modifichi esplicitamente. Nel caso specifico, un decreto di trasferimento è stato annullato in primo grado per il mancato rispetto di un termine pubblicitario introdotto da una nuova legge, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'ordinanza di vendita originaria, quale 'lex specialis', continuava a regolare la procedura.
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Cessione crediti in blocco: onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una cessione crediti in blocco, la società acquirente (cessionaria) ha l'onere di provare l'effettiva inclusione del singolo credito conteso all'interno dell'operazione. La sola pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a soddisfare tale onere probatorio, specialmente se la controparte contesta la titolarità del credito. Nel caso di specie, una società di recupero crediti aveva proposto appello senza riuscire a dimostrare la catena di cessioni che la collegava al creditore originario. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che chi agisce come successore deve fornire la prova documentale della propria legittimazione.
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Deindicizzazione notizie: quando sorge il diritto?
Un individuo, coinvolto in una vicenda penale del 2013 e poi assolto, ha chiesto a diverse testate giornalistiche la deindicizzazione e l'aggiornamento degli articoli che lo riguardavano. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che il diritto a richiedere la deindicizzazione sorge principalmente dopo la sentenza di assoluzione definitiva, non essendo sufficiente il solo trascorrere del tempo. La Corte ha ritenuto le richieste premature e in parte infondate, confermando la necessità di bilanciare il diritto di cronaca con il diritto all'oblio del singolo.
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