Un proprietario ha contestato la rettifica del classamento catastale del suo immobile, operata dall'Agenzia delle Entrate, che lo ha riclassificato da categoria A2 (abitazione civile) a A1 (abitazione signorile). L'immobile, di 57 mq con tre vani, si trova in una zona di pregio a Firenze e fa parte di un edificio con altre unità classate A1. L'Agenzia ha anche sollevato questioni sulla legittimazione ad agire dell'acquirente, subentrato dopo la sentenza di primo grado, e sull'acquiescenza tacita. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso del proprietario, confermando la validità della rettifica del classamento catastale basata sulla zona di pregio, sia il ricorso incidentale dell'Agenzia.
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