LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 111-bis, l. fall.

Pagina 2 di 3

44 provvedimenti

Ammissione al passivo: incarico senza procura vale?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un professionista che chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di una società per un'attività di contenzioso tributario. La richiesta è stata respinta poiché l'incarico era stato conferito da un socio a titolo personale e non dalla società fallita. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, confermando che senza un valido mandato conferito dalla società, non sorge alcun credito opponibile alla massa fallimentare, rendendo irrilevante l'eventuale beneficio indiretto ottenuto.
Continua »
Ammissione al passivo: incarico senza spendita nome
La Corte di Cassazione ha negato l'ammissione al passivo del credito di un professionista per un'attività svolta a favore di una società fallita. La decisione si fonda sulla mancata prova che l'incarico fosse stato conferito dalla società, e non personalmente dalla socia. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non ha contestato questa specifica e autonoma motivazione della sentenza di merito.
Continua »
Sospensione necessaria e fallimento: la Cassazione decide
Una società locatrice ha presentato ricorso in Cassazione dopo il rigetto della sua domanda di ammissione al passivo di una società conduttrice fallita. Il ricorrente sosteneva che il giudizio di opposizione allo stato passivo dovesse essere sospeso (invocando la sospensione necessaria) in attesa della definizione di un'altra causa revocatoria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio della scarsa compatibilità della sospensione necessaria con la procedura di accertamento del passivo, la cui decisione ha efficacia limitata al concorso fallimentare e non crea un rischio di conflitto tra giudicati.
Continua »
Bancarotta preferenziale: calcolo pena e attenuanti
La Corte di Cassazione analizza un caso di bancarotta preferenziale, confermando la responsabilità degli amministratori per un pagamento che ha violato la par condicio creditorum. La sentenza viene però annullata con rinvio per un errore nel calcolo della pena, specificando che la 'continuazione fallimentare' ex art. 219 L. Fall. è un'aggravante da bilanciare con le attenuanti, e se queste prevalgono, non si applica l'aumento di pena.
Continua »
Prededuzione e successione: limiti di opponibilità
Un istituto di credito finanziava una società in concordato preventivo, ottenendo il beneficio della prededuzione. Successivamente, la società cedeva la propria azienda a una nuova entità, che in seguito falliva. La richiesta della banca di vedere riconosciuta la prededuzione nel fallimento della nuova società è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato che la prededuzione è una qualità procedurale legata alla specifica procedura concorsuale del debitore originario e non si trasferisce a un soggetto giuridico diverso, neppure in caso di successione aziendale.
Continua »
Compenso professionista fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul compenso di un professionista che ha assistito una società prima e dopo la sua dichiarazione di fallimento. La Corte ha confermato la decisione di ridurre del 50% il compenso per l'attività svolta in favore della procedura, motivando che tale attività era in gran parte una continuazione di quella già svolta e retribuita quando la società era in bonis. È stato chiarito che la liquidazione del compenso del professionista del fallimento segue una procedura specifica e non rientra nella verifica ordinaria dei crediti. Entrambi i ricorsi, principale del professionista e incidentale del fallimento, sono stati rigettati.
Continua »
Credito prededucibile: quando è negato ai professionisti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18714/2024, ha negato il riconoscimento del credito prededucibile a due professionisti per l'attività svolta in una procedura di concordato preventivo mai aperta. La decisione si fonda sulla mancanza di continuità temporale tra il tentativo di concordato, dichiarato inammissibile, e il successivo fallimento della società, avvenuto quasi un anno dopo. Secondo la Corte, l'assenza di apertura della procedura e la discontinuità escludono la 'funzionalità' della prestazione professionale all'interesse dei creditori, requisito essenziale per la prededuzione.
Continua »
Compenso del professionista: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione del compenso del professionista incaricato di redigere un piano di concordato preventivo per una società poi fallita. La Corte ha stabilito che la prestazione, eseguita con grave negligenza e in violazione delle norme basilari, equivale a un totale inadempimento contrattuale, legittimando il rifiuto del pagamento da parte del curatore fallimentare.
Continua »
Credito in prededuzione: la vendita non cambia tutto
Un ente comunale ha richiesto il riconoscimento di un credito in prededuzione per spese di bonifica ambientale su un immobile di una società fallita, sostenendo che la successiva vendita del bene giustificasse tale priorità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la vendita non costituisce un "fatto nuovo" capace di modificare la natura di un credito già parzialmente ammesso in via chirografaria, riaffermando così la stabilità delle decisioni prese all'interno della procedura fallimentare (giudicato endofallimentare).
Continua »
Domanda ultratardiva: quando il ritardo è colpevole
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare che aveva presentato una domanda ultratardiva di ammissione al passivo di un'altra società in amministrazione straordinaria. Il rigetto si fonda sull'irragionevole e colpevole ritardo di oltre 36 mesi nella presentazione della domanda, evidenziando che il termine annuale non è un diritto assoluto ma va valutato secondo un criterio di ragionevolezza e diligenza del creditore.
Continua »
Ammissione al passivo del fideiussore: la Cassazione
Un istituto di credito si è visto negare l'ammissione al passivo del fideiussore fallito. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il creditore di un fideiussore fallito ha pieno diritto di partecipare al concorso, a differenza del creditore garantito da ipoteca su bene di un terzo. L'ordinanza chiarisce la distinzione tra garanzie personali e reali nelle procedure concorsuali e l'ammissione al passivo del fideiussore.
Continua »
Compenso OCC: no prededuzione su beni ipotecati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12405/2025, ha stabilito che il compenso spettante all'Organismo di Composizione della Crisi (OCC) nella procedura di liquidazione del patrimonio da sovraindebitamento, pur essendo un credito prededucibile, non può essere soddisfatto in via prioritaria sul ricavato della vendita di beni ipotecati, a discapito del creditore garantito. La Corte ha chiarito che tale spesa è sostenuta nell'interesse primario del debitore, che avvia volontariamente la procedura, e non nell'interesse generale della massa dei creditori, pertanto non può essere considerata una spesa generale della procedura.
Continua »
Giudicato esterno: non vale se le parti sono diverse
Un Ente Regionale si è visto respingere una domanda di ammissione al passivo perché un Agente della Riscossione aveva già presentato una domanda simile, precedentemente decisa. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che il principio del giudicato esterno non si applica se le parti nei due giudizi non sono identiche. La diversità soggettiva tra l'ente creditore e il suo agente di riscossione impedisce la formazione del giudicato, consentendo una nuova valutazione del credito.
Continua »
Compenso OCC: No al super privilegio nel sovraindebitamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6865/2025, ha stabilito che il compenso OCC (Organismo di Composizione della Crisi) nelle procedure di sovraindebitamento, pur essendo un credito prededucibile, non gode del 'super privilegio' che gli consentirebbe di essere pagato prima dei creditori garantiti (es. banche con ipoteca) sui beni oggetto della garanzia. La Corte ha chiarito che le spese del gestore della crisi non sono 'uscite di carattere generale' sostenute nell'interesse di tutti i creditori, respingendo l'applicazione analogica delle norme previste in ambito fallimentare.
Continua »
Credito risarcitorio: è ammissibile in prededuzione?
La Corte di Cassazione esamina un caso complesso relativo a un credito risarcitorio richiesto da una società creditrice nei confronti di una procedura fallimentare, a causa di un presunto ritardo nella distribuzione delle somme ricavate dalla vendita di beni. Il Tribunale aveva ammesso il credito in prededuzione, considerandolo un danno sorto durante la gestione della procedura. La Cassazione, tuttavia, data la rilevanza della questione sulla proponibilità di tale domanda e sulla sua natura, ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza, rinviando la causa a nuovo ruolo senza una decisione nel merito.
Continua »
Compenso amministratori straordinari: no prededuzione
Tre professionisti, nominati amministratori straordinari di una società a seguito di una misura interdittiva antimafia, hanno richiesto che i loro compensi fossero ammessi in via prededucibile al passivo del successivo fallimento della stessa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La ragione fondamentale risiede nella mancata dimostrazione di una concreta utilità dell'attività degli amministratori per la massa dei creditori. La Corte ha sottolineato che la nomina prefettizia, pur essendo anteriore al fallimento, non conferisce automaticamente un diritto di priorità nel pagamento, poiché la gestione amministrativa straordinaria e la procedura fallimentare perseguono finalità distinte e non sono in un rapporto di continuità funzionale.
Continua »
Credito sopravvenuto fallimento: i termini per agire
Una società presenta una domanda di insinuazione per un credito sopravvenuto al fallimento dopo 15 mesi dal suo sorgere, attendendo una perizia tecnica. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità della domanda, stabilendo che anche per i crediti post-fallimentari, il creditore deve agire con ragionevole diligenza. L'attesa ingiustificata della perizia costituisce un ritardo colpevole, non essendo una causa esterna non imputabile.
Continua »
Transazione novativa: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5565/2025, ha stabilito che un'opposizione allo stato passivo basata su una transazione successiva alla domanda di ammissione non costituisce automaticamente una domanda nuova inammissibile. Il giudice di merito deve prima valutare la natura della transazione, distinguendo se si tratta di una transazione novativa, che estingue il rapporto precedente, o conservativa, che si limita a modificarlo. In quest'ultimo caso, come una semplice riduzione dell'importo, la domanda originaria viene solo modificata e non sostituita, rendendo l'opposizione ammissibile.
Continua »
Compenso avvocato concordato: come si calcola?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un avvocato riguardo al suo compenso professionale per un concordato preventivo non concluso. La Corte ha stabilito che la riduzione del compenso operata dal tribunale di merito, basata sull'interpretazione del mandato come comprensivo dell'intera procedura, costituisce un apprezzamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità. Per le attività accessorie non specificate nel contratto, il compenso va liquidato secondo i parametri ministeriali.
Continua »
Credito prededucibile: no continuità tra procedure
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito prededucibile, sorto durante un'amministrazione giudiziaria (misura di prevenzione antimafia), non conserva il suo status di priorità se l'impresa entra successivamente in amministrazione straordinaria (procedura concorsuale). La decisione si fonda sulla netta distinzione di finalità tra le due procedure: la prima mira a bonificare l'azienda da infiltrazioni criminali, la seconda a gestire uno stato di insolvenza. Mancando la 'consecuzione' tra le due, il privilegio del credito prededucibile non si trasferisce.
Continua »