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Art. 110 Codice Penale — Sezione Sezioni Unite Penale

4 provvedimenti

Altri anni per Art. 110 Codice Penale

Perdita di chance e estorsione: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione stabiliscono due principi fondamentali: la perdita di una seria e consistente possibilità di ottenere un bene (perdita di chance) costituisce danno patrimoniale ai fini del reato di estorsione. Inoltre, la condotta di chi allontana con minacce un offerente da un'asta pubblica può integrare sia il reato di turbativa d'asta (art. 353 c.p.) sia quello di estorsione (art. 629 c.p.) in concorso formale, qualora sia provato il danno patrimoniale e l'ingiusto profitto. La decisione scaturisce da un caso di interferenza di stampo mafioso in un'asta immobiliare.
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Millantato Credito: abolito, non è traffico d’influenze
Un detenuto convince un altro a pagarlo per fermare un fittizio trasferimento carcerario, vantando influenze inesistenti. Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono che non si tratta di traffico di influenze illecite. Poiché il reato di millantato credito è stato abrogato e la truffa non era stata contestata, la condanna viene annullata, sancendo una netta discontinuità tra le due fattispecie.
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Confisca per equivalente: Cassazione, stop alla solidarietà
Le Sezioni Unite della Cassazione intervengono sulla confisca per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. Con la sentenza n. 13783/2025, viene escluso il principio solidaristico, secondo cui ogni concorrente poteva essere chiamato a rispondere per l'intero profitto del reato. La Corte ha stabilito che la confisca, avendo natura prevalentemente ripristinatoria e non punitiva, deve essere limitata a quanto ciascun soggetto ha concretamente conseguito. In caso di impossibilità di determinare le singole quote, il profitto illecito viene ripartito in parti uguali tra i correi. Questa decisione annulla la sentenza di un tribunale che aveva applicato la confisca per l'intero importo a uno solo degli imputati in un caso di corruzione.
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Pene accessorie bancarotta: la discrezionalità del Giudice
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite interviene su un caso di bancarotta fraudolenta per risolvere un contrasto giurisprudenziale sulla durata delle pene accessorie. A seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la durata fissa di 10 anni, le Sezioni Unite stabiliscono che la durata di tali pene non deve essere automaticamente legata a quella della pena principale. Spetta invece al giudice di merito determinarla in concreto, con un potere discrezionale basato sui criteri dell'art. 133 c.p., entro il limite massimo previsto dalla legge. Di conseguenza, la sentenza viene annullata con rinvio limitatamente alla determinazione delle pene accessorie bancarotta.
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