LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 109 TUIR

Pagina 47 di 40

958 provvedimenti

Carenza di motivazione: Cassazione e onere del giudice
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che confermava l'annullamento di avvisi di accertamento per costi e IVA indeducibili. Il motivo principale del ricorso è la carenza di motivazione, poiché il giudice d'appello si era limitato a condividere le valutazioni del primo grado senza fornire un'argomentazione autonoma. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per consentire alle parti di interloquire su una domanda di definizione agevolata presentata dal contribuente, rinviando la causa a nuovo ruolo.
Continua »
Giudicato penale: la Cassazione attende le Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio fiscale riguardante la deducibilità di costi e l'esistenza di operazioni fatturate. La decisione è stata rinviata in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sul valore del giudicato penale di assoluzione nel processo tributario, questione resa ancora più rilevante da una recente modifica legislativa. Il caso verteva su compensi ad amministratori, costi per carburante e fatture ritenute inesistenti, per le quali era intervenuta un'assoluzione in sede penale.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21501/2025, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di operazioni inesistenti. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società la deducibilità di costi per fatture emesse da 'società cartiere'. La Corte ha stabilito che il solo pagamento delle fatture non è sufficiente a dimostrare la realtà dell'operazione, una volta che l'amministrazione finanziaria ha fornito elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti sulla fittizietà. Spetta quindi al contribuente fornire la prova contraria sull'effettiva esecuzione della prestazione.
Continua »
Apparente motivazione: quando una sentenza è nulla?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società, chiarendo i limiti del concetto di apparente motivazione. L'Amministrazione Finanziaria contestava una sentenza di secondo grado, lamentando vizi procedurali e una motivazione carente. La Suprema Corte ha stabilito che la motivazione era sufficiente e basata su un accertamento in fatto, confermando l'annullamento dell'atto impositivo originario e ribadendo che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in una nuova valutazione del merito.
Continua »
Rinnovazione notifica ricorso: la Cassazione decide
In una controversia tributaria, l'Agenzia delle Entrate notificava un ricorso incidentale all'indirizzo sbagliato. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha dichiarato la notifica nulla ma non inesistente. Di conseguenza, ha ordinato la rinnovazione della notifica ricorso, applicando un principio generale di sanatoria degli atti processuali per garantire il diritto di difesa. La causa è stata quindi rinviata a nuovo ruolo in attesa della corretta notificazione.
Continua »
Fatture false: onere della prova e costi indeducibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20270/2025, ha stabilito principi chiave sull'onere della prova in caso di fatture false. Se l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi presuntivi che il fornitore è una società 'cartiera', spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza delle operazioni contestate. La sola regolarità formale dei documenti contabili e dei pagamenti non è sufficiente. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente addossato al Fisco la prova della non avvenuta operazione, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Base imponibile IRAP: la derivazione dal bilancio
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i criteri per la determinazione della base imponibile IRAP. La Corte ha stabilito che, per le società di capitali, vige il principio di derivazione dal conto economico. Pertanto, un costo correttamente imputato a bilancio secondo i principi civilistici è deducibile, anche se la sua manifestazione finanziaria (es. fattura) si riferisce a un esercizio precedente. L'ordinanza ribadisce che il concetto di inerenza dei costi ai fini IRAP va valutato secondo le norme civilistiche e non quelle, più restrittive, previste per l'IRES. La decisione ha accolto il ricorso di una società contro l'Agenzia delle Entrate, annullando l'avviso di accertamento.
Continua »
Associazione sportiva dilettantistica: quando si perde?
La Corte di Cassazione conferma la revoca delle agevolazioni fiscali a un'associazione sportiva dilettantistica che, dietro una facciata formale, operava come una vera e propria attività commerciale. La sentenza sottolinea che la prova della natura non lucrativa e della corretta gestione spetta all'associazione stessa, la quale non può limitarsi a presentare uno statuto a norma, ma deve dimostrare con i fatti di non perseguire scopi di lucro. Il ricorso dell'ente è stato respinto in quanto non ha saputo fornire prove concrete per contrastare gli elementi raccolti dall'Amministrazione Finanziaria, come la gestione familistica, la distribuzione di utili e la mancanza di documentazione.
Continua »
Accertamento induttivo: legittimo se non si risponde
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento induttivo emesso dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di una società che non aveva risposto a un questionario fiscale. Secondo la Corte, la mancata collaborazione del contribuente giustifica il ricorso a questo metodo di accertamento, basato su presunzioni, e sposta sul contribuente stesso l'onere di provare che il reddito accertato è errato o inferiore.
Continua »
Giudicato penale e Fisco: la Cassazione attende le SU
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio fiscale riguardante la presunta distribuzione di utili extracontabili. La decisione è stata presa perché la società contribuente ha ottenuto una sentenza definitiva di assoluzione in sede penale per fatti connessi. Poiché la questione dell'efficacia del giudicato penale nel processo tributario, alla luce di una nuova normativa (ius superveniens), è già stata rimessa alle Sezioni Unite, la Corte ha ritenuto opportuno attendere la loro pronuncia per garantire un'interpretazione uniforme della legge. Il caso è quindi rinviato a nuovo ruolo.
Continua »
Responsabilità solidale cessionario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha cassato una sentenza di merito, stabilendo i principi sulla responsabilità solidale del cessionario in caso di cessione d'azienda fraudolenta. La Corte ha chiarito che la presunzione di frode, prevista dalla legge, non può essere superata dalla semplice prova del pagamento del prezzo. Inoltre, ha sottolineato come la motivazione del giudice di merito debba essere concreta e non apparente, e come l'omessa esibizione di documenti al Fisco precluda il loro utilizzo in giudizio anche per il cessionario.
Continua »
Autonomia atto di contestazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un principio fondamentale in materia tributaria: l'autonomia dell'atto di contestazione delle sanzioni rispetto all'avviso di accertamento dei tributi. Nel caso specifico, un contribuente aveva impugnato entrambi gli atti, ma l'istanza di adesione presentata per l'accertamento non ha sospeso i termini per l'impugnazione dell'atto sanzionatorio. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate su questo punto, cassando la sentenza di merito e dichiarando inammissibile il ricorso introduttivo del contribuente limitatamente alle sanzioni, poiché presentato fuori termine. Viene ribadito che i due procedimenti seguono percorsi giuridici distinti e non sovrapponibili.
Continua »
Operazioni inesistenti: Cassazione chiarisce oneri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un accertamento fiscale per operazioni inesistenti. L'ordinanza chiarisce i criteri di competenza territoriale dell'ufficio accertatore, basati sul domicilio fiscale al momento della dichiarazione, e ribadisce che la richiesta di riesaminare i fatti è inammissibile in sede di legittimità. La Corte ha confermato la validità dell'accertamento basato su una presunta filiera fraudolenta per l'evasione di IRES, IRAP e IVA.
Continua »
Plusvalenza lease back: come si tassa? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito il corretto trattamento fiscale della plusvalenza lease back. L'Agenzia delle Entrate sosteneva la tassazione immediata e integrale nell'anno della cessione del bene. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la plusvalenza derivante da un'operazione di sale and lease-back deve essere ripartita e tassata lungo tutta la durata del contratto di leasing. Questa decisione si fonda sul principio della prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica, riconoscendo la natura finanziaria dell'operazione piuttosto che quella di una mera vendita.
Continua »
Sopravvenienze attive e magazzino: Cassazione chiarisce
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema delle sopravvenienze attive derivanti da debiti prescritti e il corretto calcolo delle rimanenze di magazzino. La Corte ha chiarito che il pagamento di un debito già prescritto è irrilevante per l'annualità in cui si è verificata la prescrizione. Ha inoltre accolto il ricorso di un'azienda, stabilendo che i giudici di merito devono esaminare tutte le prove fornite dal contribuente sulla reale consistenza del magazzino, cassando la precedente sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Operazioni inesistenti: il pagamento non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20763/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di operazioni inesistenti. Il caso riguardava una società vinicola a cui l'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deduzione di costi derivanti da fatture emesse da 'cartiere'. La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto il ricorso della società, ritenendo le operazioni solo soggettivamente inesistenti e quindi i costi deducibili, basando la sua decisione sulla prova del pagamento delle fatture. La Cassazione ha ribaltato questa visione, chiarendo che il pagamento non è un elemento sufficiente a dimostrare la realtà dell'operazione. Una volta che il Fisco fornisce prove (anche indiziarie) della fittizietà, spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza della transazione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Accertamento presuntivo: quando è legittimo?
Una società immobiliare ha contestato un avviso di accertamento fondato sulla presunta antieconomicità della sua gestione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'accertamento presuntivo è legittimo se l'Amministrazione finanziaria fornisce elementi gravi, precisi e concordanti. In tal caso, spetta al contribuente fornire la prova contraria per dimostrare la correttezza del proprio operato. La Corte ha inoltre ribadito la rigidità del principio di competenza temporale per la deducibilità dei costi.
Continua »
Deducibilità costi: onere della prova sul contribuente
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cardine in materia fiscale: per la deducibilità dei costi, l'onere della prova grava sempre sul contribuente. Il caso analizzato riguardava la contestazione da parte dell'Agenzia delle Entrate di diverse spese di un'azienda, tra cui costi per carburante con documentazione incompleta, spese di rappresentanza e oneri per consulenze ritenute fittizie. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito, che aveva erroneamente alleggerito la posizione del contribuente, ribadendo che la mera contabilizzazione di un costo non è sufficiente. È necessario dimostrarne l'effettività, l'inerenza all'attività d'impresa e la correttezza formale della documentazione a supporto.
Continua »
Assoluzione penale e Fisco: la Cassazione attende le SU
Una società e i suoi soci, dopo un lungo contenzioso fiscale per costi indeducibili e ricavi non dichiarati, invocano una recente norma (art. 21 bis d.lgs. 74/2000) che valorizza la loro precedente assoluzione penale. La Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione, sospende il giudizio in attesa di una decisione chiarificatrice delle Sezioni Unite sulla portata della nuova legge sull'assoluzione penale.
Continua »
Contraddittorio preventivo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione stabilisce che il contraddittorio preventivo non è obbligatorio per gli accertamenti fiscali 'a tavolino', basati cioè su documentazione già in possesso dell'Ufficio. In un caso riguardante due società energetiche e l'agevolazione 'Tremonti-ter', la Corte ha chiarito che il beneficio fiscale per beni in leasing spetta dal momento della consegna del bene, non dal successivo collaudo, confermando l'accertamento dell'Amministrazione finanziaria.
Continua »