Quando una motivazione di una sentenza è considerata “apparente” e quindi nulla?
Secondo la Corte, la motivazione è apparente quando il giudice omette di indicare gli elementi su cui ha fondato il proprio convincimento, oppure quando il ragionamento è talmente generico, contraddittorio o illogico da non permettere alcun controllo sulla correttezza del percorso decisionale, scendendo al di sotto del “minimo costituzionale” richiesto.
La costituzione in giudizio con modalità cartacee dopo una notifica via PEC rende l’atto inammissibile?
No. Secondo la Corte, in questo caso non si è prodotta alcuna inammissibilità. Prevale il principio della “strumentalità delle forme”, secondo cui un vizio procedurale è irrilevante se l’atto ha comunque raggiunto il suo scopo, permettendo alla controparte di difendersi efficacemente.
Può la Corte di Cassazione riesaminare le prove valutate dal giudice di merito, come il libro dei beni ammortizzabili?
No, la Corte di Cassazione non può riesaminare le prove. Il suo è un giudizio di legittimità, che si concentra sulla corretta applicazione della legge e sulla logicità della motivazione. La valutazione delle prove, come il libro dei beni ammortizzabili, è un accertamento in fatto di esclusiva competenza dei giudici di merito (primo e secondo grado).