LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 109 TUIR

Pagina 30 di 40

958 provvedimenti

Plusvalenza immobile: tassabile anche senza pagamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13965/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di plusvalenza immobile. La tassazione scatta al momento della stipula del contratto di compravendita, che segna il trasferimento giuridico della proprietà, indipendentemente dall'effettivo pagamento del prezzo. La successiva risoluzione del contratto per inadempimento dell'acquirente non annulla retroattivamente l'obbligo fiscale sorto. Il venditore potrà, tuttavia, registrare una minusvalenza nell'esercizio in cui avviene la risoluzione.
Continua »
Contraddittorio preventivo: Cassazione attende le S.U.
Un professionista contesta un avviso di liquidazione per evasione dell'imposta di bollo, lamentando la violazione del contraddittorio preventivo. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul ricorso. La Corte attende una pronuncia delle Sezioni Unite sulla questione della "prova di resistenza", ovvero su cosa debba dimostrare il contribuente per ottenere l'annullamento dell'atto fiscale emesso senza un confronto preventivo.
Continua »
Accertamento presuntivo: onere della prova del Fisco
Un'impresa del settore giochi contesta un accertamento presuntivo basato su dati di terzi. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che spetta al contribuente fornire prova contraria specifica, come i contratti, per superare le presunzioni del Fisco. Viene inoltre negata la deducibilità di costi non provati nell'inerenza e effettività.
Continua »
Onere prova operazioni inesistenti: Cassazione chiarisce
Una società metalmeccanica ha impugnato un avviso di accertamento per costi ritenuti indeducibili derivanti da operazioni oggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione di merito per errata applicazione delle regole sull'onere della prova operazioni inesistenti. È stato chiarito che spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare in primis che la società fornitrice è una 'cartiera', un onere che il giudice di merito aveva erroneamente invertito, ponendolo a carico del contribuente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Doppia imposizione: sì al rimborso anche per errore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12891/2024, ha affermato il diritto al rimborso per un contribuente che aveva subito una doppia imposizione a causa di un proprio errore contabile, successivamente corretto. Un istituto di credito aveva erroneamente dedotto costi non inerenti, per poi annullare l'operazione negli anni successivi. Nonostante il Fisco avesse già recuperato le imposte per il primo errore, ha negato il rimborso per le maggiori imposte versate a seguito della correzione. La Corte ha stabilito che il principio del divieto di doppia imposizione prevale, anche se l'evento scatenante è un errore del contribuente, annullando la decisione e accogliendo la richiesta di rimborso.
Continua »
Sopravvenienza attiva: tassazione nel bilancio
Una società di trasporti ha ridotto un fondo rischi nel 2012, generando una sopravvenienza attiva. L'azienda sosteneva che dovesse essere tassata in un anno precedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sopravvenienza attiva è tassabile nell'anno in cui la società registra formalmente la riduzione del fondo nei suoi rendiconti finanziari, poiché è in quel momento che il componente di reddito diventa certo e determinabile ai fini fiscali.
Continua »
Costi fittizi: la contabilità non basta a salvarli
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9664/2024, ha stabilito che la contabilità formalmente regolare non è sufficiente a provare la deducibilità dei costi se l'Amministrazione Finanziaria contesta la loro esistenza con presunzioni gravi, precise e concordanti. Nel caso di specie, un'impresa immobiliare aveva dedotto ingenti costi fittizi per servizi di pulizia fatturati da una ditta individuale il cui titolare era anche dipendente della stessa impresa. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito, che aveva ignorato gli indizi, ribadendo che in tali circostanze l'onere di provare l'effettività dell'operazione ricade sul contribuente.
Continua »
Definizione agevolata e rinvio del processo tributario
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione su un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società. La causa è stata posticipata perché la società contribuente ha aderito a una procedura di definizione agevolata. La Corte deve ora verificare se sussistono i presupposti per dichiarare l'estinzione del giudizio, sospendendo l'analisi dei motivi di ricorso che riguardavano l'uso di documenti prodotti in ritardo e la deducibilità di costi non documentati.
Continua »
Valore immobili OMI: non basta per l’accertamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9438/2024, ha chiarito che il valore degli immobili OMI non è di per sé sufficiente a fondare un accertamento per maggiori redditi, ma deve essere supportato da altri elementi. Nel caso specifico, una società di costruzioni si era vista contestare un maggior reddito dalla vendita di immobili. La Corte ha ritenuto legittimo l'accertamento perché, oltre alla discordanza con i valori OMI, il Fisco aveva portato prove aggiuntive come i mutui di importo superiore al prezzo dichiarato concessi agli acquirenti e le discrepanze sulle superfici catastali. Tuttavia, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza per omessa pronuncia sui motivi relativi alla deducibilità di alcuni costi, rinviando la causa al giudice di secondo grado per una nuova valutazione su quel punto specifico.
Continua »
Documenti in lingua straniera: quando sono validi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9410/2024, ha stabilito che i documenti in lingua straniera sono utilizzabili nel processo tributario anche senza una traduzione giurata. La decisione si basa sul principio che l'obbligo della lingua italiana vale per gli atti processuali, non per i documenti probatori. Se il giudice è in grado di comprendere il contenuto del documento, o se non vi sono contestazioni specifiche, non è necessaria la nomina di un traduttore. Nel caso di specie, un imprenditore si è visto riconoscere la deducibilità di costi sostenuti all'estero, provati tramite fatture in lingua russa e serba.
Continua »
Prestazioni accessorie: guida alla corretta IVA
Una società di costruzioni e l'Agenzia delle Entrate erano in disputa sulla corretta aliquota IVA per gli acconti "prima casa", la deducibilità di un costo e l'IVA sulle opere di urbanizzazione. La Cassazione ha chiarito che per la "prima casa", l'atto definitivo è decisivo per l'IVA agevolata. Ha inoltre affermato che un costo è deducibile se inerente all'attività, anche se esistevano alternative. Infine, ha stabilito che servizi come le opere di urbanizzazione hanno una propria aliquota IVA e non sono sempre considerate prestazioni accessorie.
Continua »
Operazioni oggettivamente inesistenti e buona fede
La Corte di Cassazione ha stabilito che per le operazioni oggettivamente inesistenti, la buona fede del contribuente non è sufficiente per garantire il diritto alla detrazione IVA. Se un'operazione non è mai avvenuta, il diritto alla detrazione non sorge, a prescindere dalla consapevolezza o meno della frode da parte dell'acquirente. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente valorizzato l'elemento soggettivo del contribuente.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova e sanzioni
La Corte di Cassazione respinge il ricorso di un imprenditore contro un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. La Corte ribadisce che spetta all'Agenzia delle Entrate fornire indizi sulla fittizietà delle operazioni, dopodiché l'onere di provare l'effettiva esistenza delle prestazioni passa al contribuente. La sola esibizione di fatture e documenti contabili non è sufficiente. Il ricorso, giudicato inammissibile per vizi formali, ha comportato per il ricorrente anche la condanna a sanzioni per lite temeraria.
Continua »
Deducibilità perdita su crediti: la Cassazione decide
Una società deduceva una minusvalenza dalla cessione di crediti. L'Agenzia delle Entrate contestava l'operazione come elusiva. La Cassazione ha stabilito che la deducibilità perdita su crediti ceduti pro soluto richiede la prova di elementi certi e precisi che ne giustifichino la svalutazione, non essendo sufficiente il solo accordo tra le parti. La Corte ha confermato l'indeducibilità della perdita ma ha accolto il ricorso sulle sanzioni per l'applicazione di una norma più favorevole.
Continua »
Credito d’imposta: onere della prova e valutazione
L'Agenzia delle Entrate contesta un credito d'imposta per investimenti a una società, ritenendo le fatture prodotte troppo generiche. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che la valutazione delle prove fornite dal contribuente, se motivata in modo logico, rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
Continua »
Tremonti ambiente: no tax break per la vendita di energia
Una società che produceva energia tramite un impianto fotovoltaico ha richiesto un rimborso fiscale basato sull'agevolazione "Tremonti ambiente". La Corte di Cassazione ha negato il rimborso, stabilendo che il beneficio Tremonti ambiente spetta solo alle imprese che investono per ridurre l'impatto ambientale delle proprie attività produttive, non a quelle il cui unico scopo è produrre e vendere energia rinnovabile. Concedere l'agevolazione in quest'ultimo caso costituirebbe un aiuto di Stato illegittimo.
Continua »
Avviso di accertamento: la motivazione per relationem
Una società ha impugnato un avviso di accertamento basato su un verbale della Guardia di Finanza che contestava ricavi non dichiarati, scoperti tramite dati informatici. La società lamentava la mancanza di motivazione e la violazione del contraddittorio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'avviso di accertamento è legittimo se fa riferimento a un verbale già noto al contribuente (motivazione per relationem), poiché tale modalità non lede il diritto di difesa. La Corte ha ritenuto la motivazione della sentenza impugnata sufficiente e non apparente, confermando la validità dell'atto fiscale.
Continua »
Beni-merce: classificazione in bilancio e fiscalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8048/2024, ha stabilito che la classificazione di un immobile come bene-merce dipende dalla sua destinazione economica alla vendita, non dalla sua mera iscrizione in bilancio. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato come beni d'investimento gli immobili di una società, ma la Corte ha rigettato il ricorso, affermando che un'errata classificazione contabile non è sufficiente a giustificare un accertamento se non altera la sostanza del patrimonio aziendale, specialmente se i beni sono sfitti e destinati alla compravendita come da oggetto sociale.
Continua »
Costi infragruppo: onere della prova e utilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8010/2024, ha affrontato il tema della deducibilità dei costi infragruppo per l'uso di marchi e know-how. Ha stabilito che il contribuente ha l'onere di provare l'utilità effettiva e aggiuntiva di tali costi, specialmente se esistono già accordi di cost-sharing. In assenza di tale prova, i costi sono considerati una duplicazione e quindi indeducibili. La decisione ha anche confermato che, in regime di trasparenza fiscale, l'esito dell'accertamento sulla società partecipata vincola direttamente i soci.
Continua »
Compenso amministratori: serve delibera specifica?
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deducibilità del compenso amministratori di una S.R.L. per gli anni dal 2007 al 2010, in assenza di una specifica delibera assembleare. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8005/2024, ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la semplice approvazione del bilancio non è sufficiente a ratificare il compenso. È necessaria una quantificazione nello statuto o una delibera esplicita per garantirne la deducibilità fiscale.
Continua »