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Art. 107, par. 2, lett. b), TFUE

8 provvedimenti

Rimborso Tributi Sisma: La Cassazione tra Legge Nazionale e Aiuti di Stato UE
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una Società che chiedeva il **rimborso tributi sisma** (ILOR, IVA e imposta sul patrimonio netto) per il terremoto siciliano del 1990, basandosi su una legge nazionale. L'Agenzia delle Entrate si opponeva, richiamando una decisione della Commissione Europea che aveva dichiarato tali agevolazioni come "Aiuti di Stato" incompatibili con il diritto UE. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Per l'IVA, ha negato il rimborso, ritenendo la legge nazionale contraria al principio di neutralità fiscale. Per gli altri tributi, ha rinviato il caso alla Commissione Tributaria Regionale, affinché verifichi se gli aiuti rientrino nelle eccezioni "de minimis" o come compensazione per calamità naturali.
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Aiuti de minimis: onere della prova per il rimborso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'erede per il rimborso di imposte, richiesto come beneficio per calamità naturale. La Corte ha chiarito che, per beneficiare degli aiuti de minimis, il contribuente ha l'onere di provare non solo che l'importo richiesto è inferiore alla soglia, ma anche di non aver superato il massimale complessivo di aiuti pubblici ricevuti nell'arco di tre anni. La mancata dimostrazione di tali presupposti comporta il rigetto della richiesta.
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Giudicato e diritto UE: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di rimborso fiscale negato in sede di ottemperanza, nonostante una precedente sentenza favorevole passata in giudicato. Il conflitto tra giudicato e diritto UE è stato al centro della decisione. La Corte ha stabilito che, sebbene il diritto dell'Unione Europea prevalga, il giudice deve condurre un'analisi completa, verificando l'applicabilità di eccezioni come il 'de minimis' o gli aiuti per calamità naturali, prima di negare l'esecuzione di una sentenza nazionale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Aiuti di Stato: il ruolo del CdA è attività d’impresa?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso a pubblica udienza una causa riguardante il diniego di un rimborso fiscale, previsto per le vittime di un sisma, a una contribuente anche per i redditi derivanti dalla sua partecipazione a un consiglio di amministrazione. Il caso solleva una questione nuova e di particolare rilevanza: stabilire se l'attività di componente di un CdA si qualifichi come 'attività d'impresa' secondo il diritto europeo, ricadendo così nelle restrizioni sugli Aiuti di Stato. La Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza data l'assenza di precedenti specifici sul punto.
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Aiuti di Stato: sisma e rimborso, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una corte territoriale che aveva concesso un rimborso fiscale a un professionista colpito da un terremoto. Il rimborso è stato qualificato come potenziale forma di illeciti aiuti di Stato. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno l'obbligo di verificare la conformità di tali agevolazioni con le normative europee, in particolare con il regolamento "de minimis", prima di poterle concedere a imprese o professionisti. Il caso è stato rinviato per effettuare questa specifica verifica.
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Sopravvenienza attiva: tassabile la riduzione del debito
L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 14652/2024 affronta il tema della sopravvenienza attiva. Un'impresa, beneficiaria di una riduzione dei debiti previdenziali a seguito di una calamità naturale, si è vista tassare tale beneficio come reddito. La Corte ha stabilito che la cancellazione parziale di un debito, precedentemente considerato un costo deducibile, costituisce una sopravvenienza attiva imponibile. Il caso è stato rinviato alla commissione tributaria regionale per una nuova valutazione, che dovrà considerare anche la conformità dell'aiuto con le normative europee sugli aiuti di Stato.
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Autocertificazione aiuti di Stato: la Cassazione decide
Una società richiede un rimborso fiscale per il sisma del 1990. La Cassazione chiarisce che l'onere della prova del rispetto dei limiti *de minimis* spetta al contribuente e l'autocertificazione aiuti di Stato è valida solo se si riferisce al triennio corretto (2001-2003). La Corte ha cassato la sentenza e respinto la richiesta di rimborso.
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Aiuti di Stato e sisma: ricorso generico è inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un rimborso fiscale del 90% per le imposte versate tra il 1990 e il 1992, richiesto da un contribuente colpito dal sisma in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate si era opposta, sostenendo che tale beneficio costituisse un aiuto di Stato vietato dalle norme europee, in quanto il reddito del contribuente derivava da attività d'impresa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso dell'Agenzia inammissibile perché troppo generico. L'amministrazione finanziaria non ha specificato né provato adeguatamente, attraverso atti e documenti precisi, la natura imprenditoriale dei redditi, violando i requisiti di specificità del ricorso per cassazione.
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