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Art. 1062 Codice Civile

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156 provvedimenti

Servitù apparente: tubi nascosti creano diritto
La Corte di Cassazione chiarisce il concetto di servitù apparente, stabilendo che tubature di scarico e pozzetti nascosti in un controsoffitto costituiscono opere visibili e permanenti. La loro scoperta durante lavori di ristrutturazione è sufficiente a soddisfare il requisito dell'apparenza per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, anche se non sono costantemente a vista dal fondo servente.
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Servitù di passaggio: Cassazione e onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia. La decisione sottolinea che il ricorso per Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio per riesaminare i fatti, ma deve limitarsi a censure di legittimità. La Corte ha confermato la validità della decisione di merito, che aveva accertato l'esistenza della servitù basandosi sulle risultanze di una consulenza tecnica, la quale aveva ricostruito lo stato dei luoghi originariamente appartenenti a un unico proprietario.
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Servitù Canna Fumaria: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario contro la decisione che riconosceva una servitù di canna fumaria a favore dei vicini. Il caso verteva sulla costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia, ovvero quando l'originario unico proprietario dell'edificio aveva predisposto la canna fumaria a servizio di un'unità immobiliare, facendola passare attraverso un'altra. La Corte ha confermato la decisione d'appello, basata sulle risultanze di una perizia tecnica, e ha chiarito importanti principi processuali sui limiti del giudicato interno e sui poteri del consulente tecnico d'ufficio (CTU).
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Servitù per destinazione del padre di famiglia: la prova
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che riconosceva una servitù per destinazione del padre di famiglia. Il caso riguardava un diritto di passaggio su una stradella creatasi quando due fondi, ora di proprietari diversi, appartenevano a un unico soggetto. La Corte ha stabilito che il giudice di rinvio ha correttamente valutato l'insieme di tutte le prove disponibili, incluse le dichiarazioni dei venditori originari, senza limitarsi a singoli elementi, per accertare la situazione di fatto esistente al momento della divisione dei fondi.
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Servitù convenzionale: il titolo detta le regole
Due fratelli ricorrono in Cassazione per vedersi riconosciuta una servitù convenzionale di passaggio su un'area più estesa di quella ammessa dai proprietari del fondo vicino. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per una servitù convenzionale, l'estensione e le modalità di esercizio sono determinate primariamente dal titolo costitutivo (l'atto notarile) e non dall'uso di fatto successivo. Poiché il titolo faceva riferimento a una specifica stradina esistente all'epoca e i fondi non erano interclusi, la pretesa di un passaggio più ampio è stata respinta.
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Servitù padre di famiglia: il dovere del giudice
Una controversia su una servitù di passaggio di condutture. La Cassazione cassa la sentenza di merito che negava la servitù per mancata trascrizione. La Corte Suprema stabilisce che il giudice avrebbe dovuto verificare se si trattasse di una servitù per destinazione del padre di famiglia, che si costituisce in base allo stato di fatto visibile lasciato dall'originario unico proprietario, a prescindere dalla trascrizione.
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Migliorie su immobile altrui: diritti e indennità
In una complessa controversia immobiliare tra due sorelle, la Corte di Cassazione ha chiarito importanti principi sull'indennità per migliorie. La Corte ha stabilito che chi esegue lavori su un bene altrui, prima di diventarne comproprietario, va considerato come un terzo e ha diritto a un'indennità secondo l'art. 936 c.c. e non secondo le norme sulla comunione. La sentenza ha anche corretto il metodo di calcolo per il risarcimento del danno derivante dall'uso esclusivo di un bene comune, specificando che deve basarsi sul pregiudizio effettivo subito dall'altro comproprietario.
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Litisconsorzio necessario: Cassazione alle Sezioni Unite
In una causa nata da un'azione per negare una servitù di passaggio su una rampa, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione. Ha ritenuto di massima importanza la questione procedurale del litisconsorzio necessario, ovvero se in una domanda di costituzione di servitù coattiva debbano essere citati in giudizio tutti i proprietari dei fondi potenzialmente interessati. Di conseguenza, ha rinviato il caso alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo, posticipando la decisione sul ricorso principale.
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Servitù padre di famiglia: quando si costituisce?
In una lite tra fratelli per delle tubature sotterranee, la Cassazione ribadisce un principio fondamentale: la servitù per destinazione del padre di famiglia si costituisce solo se chi la invoca riesce a dimostrare che le opere (in questo caso, le tubature) erano già esistenti e visibili al momento della divisione dell'immobile originario. La Corte ha ritenuto decisiva la descrizione dell'immobile nell'atto di divisione come "privo di impianti", confermando la decisione che ne ordinava la rimozione.
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Incompatibilità del giudice: la decisione della Cassazione
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che non sussiste l'incompatibilità del giudice che, dopo aver redatto la proposta di definizione accelerata di un ricorso ai sensi del nuovo art. 380-bis c.p.c., partecipa poi al collegio giudicante chiamato a decidere nel merito. La Corte ha chiarito che la proposta non costituisce un giudizio anticipato, ma uno strumento processuale che non crea una fase autonoma di giudizio, salvaguardando così i principi di efficienza e del giusto processo.
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Servitù di passaggio apparente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9450/2024, interviene su un caso di servitù di passaggio apparente tra fondi originariamente appartenenti a un unico proprietario e poi divisi tra eredi. La Corte ha cassato la decisione di merito, chiarendo che la sola esistenza di una strada o di un sentiero non è sufficiente per dimostrare il requisito dell'apparenza. È necessario un 'quid pluris', ovvero la prova che tali opere siano state realizzate specificamente per dare accesso al fondo dominante attraverso quello servente, manifestando in modo non equivoco l'esistenza di un peso stabile.
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Sopraelevazione distanze: il principio di prevenzione
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della sopraelevazione e delle distanze legali. Il caso riguardava una costruzione innalzata sul confine dopo una divisione immobiliare. I ricorrenti lamentavano la violazione delle distanze minime previste dai regolamenti locali. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della sopraelevazione realizzata in perfetto allineamento con l'edificio preesistente, in applicazione del principio di prevenzione. I motivi del ricorso sono stati giudicati inammissibili per genericità e perché rivolti contro argomentazioni non decisive della sentenza d'appello.
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Riqualificazione della domanda: limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per omessa pronuncia su un motivo specifico di gravame. Il caso riguardava la riqualificazione della domanda di un'azione petitoria (actio confessoria servitutis) in un'azione possessoria. La Corte ha stabilito che il giudice d'appello non può ignorare il motivo con cui si contesta tale riqualificazione, poiché altera i presupposti della domanda stessa, incorrendo nel vizio di ultrapetizione. L'omessa pronuncia su un motivo di appello costituisce una violazione dell'art. 112 c.p.c. e comporta la cassazione della sentenza.
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Servitù padre di famiglia: Cassazione chiarisce
Una controversia tra parenti su un diritto di passaggio porta la Cassazione a confermare importanti principi. La Corte rigetta il ricorso, stabilendo che la servitù per destinazione del padre di famiglia nasce dallo stato di fatto preesistente alla divisione, senza che sia necessaria l'interclusione del fondo dominante. Inoltre, vengono dichiarate inammissibili le questioni sollevate per la prima volta in sede di legittimità, come quella sull'uso civico dei terreni.
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Servitù padre di famiglia: vale in vendita forzata
Un proprietario, a seguito di una vendita forzata di una porzione del suo terreno, tentava di impedire l'accesso ai nuovi proprietari attraverso una strada preesistente. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che la servitù per destinazione del padre di famiglia si costituisce validamente anche quando la divisione dei fondi deriva da un'esecuzione forzata e non da un atto volontario. La Corte ha inoltre chiarito che il requisito dell'unico proprietario sussiste anche in caso di comproprietà.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
In un caso riguardante una servitù di passaggio, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello per 'motivazione apparente'. La corte territoriale aveva rigettato la richiesta di un proprietario terriero basandosi unicamente su una consulenza tecnica, senza analizzare le altre prove e le argomentazioni delle parti. La Cassazione ha stabilito che tale modo di procedere viola il requisito minimo di motivazione, in quanto non rende comprensibile l'iter logico-giuridico seguito dal giudice, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Servitù di passaggio: No all’estensione del diritto
La Corte d'Appello ha riformato una sentenza di primo grado in materia di servitù di passaggio. Il caso riguardava l'utilizzo di una striscia di terreno di proprietà di un condominio come via d'accesso da parte di un altro condominio, sorto su un'area più vasta che inglobava il fondo originariamente beneficiario del diritto. La Corte ha stabilito che la servitù di passaggio non può essere estesa a fondi diversi da quello per cui era stata originariamente costituita, anche se questi vengono uniti. L'utilizzo del passaggio da parte di un complesso edilizio molto più grande è stato ritenuto un illecito aggravamento della servitù, portando alla declaratoria di inesistenza del diritto e alla condanna alla cessazione del transito.
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Servitù di passaggio: quando non spetta il diritto
Una proprietaria ha citato in giudizio i suoi vicini per ottenere una servitù di passaggio, sostenendo di averla acquisita per usucapione, per destinazione del padre di famiglia o, in alternativa, come servitù coattiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ha ribadito che per l'esistenza di una servitù di passaggio sono necessarie opere visibili e permanenti (come un sentiero costruito) e non un semplice uso occasionale. Inoltre, una servitù coattiva può essere negata se il peso imposto al fondo vicino è superiore al beneficio per il fondo intercluso.
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Distanze legali: accordi privati non validi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che avevano costruito un edificio senza rispettare le distanze legali previste dal piano regolatore comunale. La Corte ha stabilito che le norme sulle distanze legali, essendo poste a tutela di un interesse pubblico, sono inderogabili e non possono essere modificate da accordi privati, i quali devono considerarsi nulli. La decisione ribadisce la supremazia della normativa urbanistica sulla volontà delle parti.
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Servitù padre di famiglia: i requisiti essenziali
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che negava la costituzione di una servitù del padre di famiglia su una strada di accesso. La Corte ha stabilito che mancava il requisito fondamentale dell'appartenenza dei fondi (servente e dominante) a un unico proprietario al momento della loro separazione. L'utilizzo della strada da parte dei vicini non derivava da un diritto di servitù, ma dal loro status di comproprietari della strada stessa, escludendo così l'applicazione dell'art. 1062 c.c.
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