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Art. 1061 Codice Civile

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165 provvedimenti

Servitù di scolo: serre e aggravamento del deflusso
La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, negando l'esistenza di una servitù di scolo a favore di un fondo con serre. La costruzione ha aggravato il deflusso delle acque, e l'eccezione di usucapione è stata respinta per tardività. L'art. 913 c.c. tutela esclusivamente il deflusso naturale, non quello modificato da opere umane.
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Interversione del possesso: da detenzione a servitù
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che riconosceva una servitù per usucapione. Il caso verteva su un diritto di passaggio, originariamente concesso come diritto personale. La Corte ha chiarito che, per trasformare la detenzione in possesso utile all'usucapione, è necessario un atto di interversione del possesso, ovvero una manifestazione esterna inequivocabile di voler esercitare il diritto come proprio, cosa non dimostrata nel caso di specie.
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Litisconsorzio necessario: Cassazione alle Sezioni Unite
In una causa nata da un'azione per negare una servitù di passaggio su una rampa, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione. Ha ritenuto di massima importanza la questione procedurale del litisconsorzio necessario, ovvero se in una domanda di costituzione di servitù coattiva debbano essere citati in giudizio tutti i proprietari dei fondi potenzialmente interessati. Di conseguenza, ha rinviato il caso alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo, posticipando la decisione sul ricorso principale.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e doppia conforme
Due proprietari appellano in Cassazione dopo essere stati condannati per violazione delle distanze edilizie. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si basa sulla regola della "doppia conforme", poiché la sentenza d'appello aveva confermato il giudizio di primo grado sugli stessi presupposti. Inoltre, gli argomenti degli appellanti sono stati considerati una mera critica alla valutazione dei fatti dei giudici di merito, un'attività preclusa in sede di legittimità.
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Usucapione servitù: il diritto acquisito si trasferisce
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce il principio di trasferimento della servitù di passaggio acquisita per usucapione. Il caso riguardava una proprietaria che rivendicava una servitù usucapita dal padre prima della vendita del terreno. La Corte di Appello aveva erroneamente richiesto alla nuova proprietaria la prova di un possesso autonomo. La Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che se l'usucapione servitù è già perfezionata dal dante causa, il diritto si trasferisce automaticamente con il fondo dominante. Non è necessaria una prova di possesso da parte del nuovo acquirente, applicandosi il principio di ambulatorietà delle servitù.
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Servitù di passaggio: come si definisce l’estensione?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'estensione di una servitù di passaggio acquisita per usucapione. In un caso riguardante il transito di mezzi agricoli, la Corte ha stabilito che, in assenza di prove specifiche sulle dimensioni originarie del passaggio, il contenuto del diritto è definito dalle indicazioni presenti in un contratto precedente, anche se l'acquisto è avvenuto per usucapione. L'appello della società ricorrente è stato respinto per mancanza di prove sul danno effettivo e sulla pretesa ampiezza del passaggio.
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Distanza legale costruzioni: il box interrato deroga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società immobiliare, confermando che un box auto completamente interrato non è tenuto al rispetto della distanza legale costruzioni dal confine. La Suprema Corte ha chiarito che l'articolo 873 del codice civile si applica solo alle opere che sporgono stabilmente dal suolo, in quanto solo queste possono creare intercapedini dannose per la sicurezza e la salubrità. Poiché il garage in questione era interamente ricompreso nel terrapieno preesistente, senza alterare il piano di campagna, la sua costruzione è stata ritenuta legittima.
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Accessione invertita: la buona fede va provata
Un costruttore edifica parzialmente sul terreno del vicino, invocando l'acquisto della proprietà per accessione invertita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9694/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo che la buona fede del costruttore non può essere presunta, ma deve essere rigorosamente provata. In assenza di chiari segni di confine, è richiesto un onere di diligenza maggiore. La Corte ha inoltre confermato l'inammissibilità delle censure relative alla valutazione delle prove sull'usucapione e sulla servitù di passaggio.
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Usucapione servitù: prova e apparenza in Cassazione
Una proprietaria contestava l'usucapione di una servitù di passaggio da parte del vicino. La Corte d'Appello aveva riconosciuto l'usucapione servitù basandosi su testimonianze e prove oggettive, come la svasatura di un accesso. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il giudice d'appello può valutare tutte le prove agli atti e che un uso discontinuo del passaggio, se legato alle esigenze del fondo, non impedisce l'usucapione quando sussiste il requisito dell'apparenza.
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Servitù di passaggio apparente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9450/2024, interviene su un caso di servitù di passaggio apparente tra fondi originariamente appartenenti a un unico proprietario e poi divisi tra eredi. La Corte ha cassato la decisione di merito, chiarendo che la sola esistenza di una strada o di un sentiero non è sufficiente per dimostrare il requisito dell'apparenza. È necessario un 'quid pluris', ovvero la prova che tali opere siano state realizzate specificamente per dare accesso al fondo dominante attraverso quello servente, manifestando in modo non equivoco l'esistenza di un peso stabile.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
In un caso riguardante una servitù di passaggio, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello per 'motivazione apparente'. La corte territoriale aveva rigettato la richiesta di un proprietario terriero basandosi unicamente su una consulenza tecnica, senza analizzare le altre prove e le argomentazioni delle parti. La Cassazione ha stabilito che tale modo di procedere viola il requisito minimo di motivazione, in quanto non rende comprensibile l'iter logico-giuridico seguito dal giudice, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Servitù di passaggio: quando non spetta il diritto
Una proprietaria ha citato in giudizio i suoi vicini per ottenere una servitù di passaggio, sostenendo di averla acquisita per usucapione, per destinazione del padre di famiglia o, in alternativa, come servitù coattiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ha ribadito che per l'esistenza di una servitù di passaggio sono necessarie opere visibili e permanenti (come un sentiero costruito) e non un semplice uso occasionale. Inoltre, una servitù coattiva può essere negata se il peso imposto al fondo vicino è superiore al beneficio per il fondo intercluso.
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Servitù di passaggio: le opere visibili sono decisive
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7597/2024, ha chiarito i requisiti per l'apparenza di una servitù di passaggio. Il caso riguardava una disputa tra vicini in cui la Corte d'Appello aveva negato l'esistenza di una servitù per mancanza di un sentiero certo. La Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non considerare opere visibili e permanenti, come una scaletta in muratura con cancello e illuminazione, quali elementi idonei a dimostrare l'esistenza della servitù, indipendentemente dalla precisa configurazione di un sentiero.
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Servitù apparente: quando si acquista per usucapione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6665/2024, ha chiarito i requisiti per l'acquisto di una servitù di passaggio per usucapione. Il caso riguardava due proprietari che rivendicavano il diritto di passare sul terreno dei vicini per accedere a un lago. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che per aversi una servitù apparente, non è sufficiente la mera esistenza di un sentiero o la conformazione naturale del terreno che facilita il passaggio. Sono necessarie opere visibili, permanenti e inequivocabilmente destinate all'esercizio della servitù, un "quid pluris" che dimostri l'asservimento del fondo.
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Usucapione servitù passaggio: tolleranza e parentela
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha riconosciuto l'usucapione di una servitù di passaggio tra parenti. La Corte ha stabilito che, sebbene l'uso del passaggio fosse inizialmente tollerato per via dei legami familiari, la situazione è cambiata quando sono sorti dei dissidi. Da quel momento, il possesso è diventato avverso e idoneo a far maturare l'usucapione, poiché esercitato per oltre vent'anni. La pronuncia chiarisce che l'opposizione del proprietario, anziché interrompere il possesso, può in realtà qualificarlo come utile all'usucapione, trasformando la mera tolleranza in possesso pieno. Viene inoltre confermata la natura 'apparente' della servitù, data la presenza di una corte e una scala esterna, opere visibili e permanenti destinate al suo esercizio.
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Servitù cortile comune: quando il ricorso è perso
Alcuni proprietari immobiliari hanno citato in giudizio i loro vicini, rivendicando diritti su un cortile (servitù cortile comune) o la sua natura di bene comune. Dopo aver perso sia in primo grado che in appello, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. La ragione principale è il principio della "doppia conforme", che impedisce un riesame dei fatti quando due tribunali inferiori sono giunti alla stessa conclusione. Il ricorso è stato inoltre ritenuto mal formulato e impropriamente finalizzato a un terzo grado di giudizio nel merito.
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Servitù di passaggio: la ghiaia da sola non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4195/2024, ha respinto la richiesta di riconoscimento di una servitù di passaggio. La Corte ha stabilito che la mera presenza di ghiaia su un sentiero non costituisce un'opera visibile e permanente, requisito essenziale sia per l'usucapione sia per la costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia. La domanda è stata rigettata in tutti i gradi di giudizio, confermando che per ottenere un diritto di passo è necessaria una prova rigorosa di opere stabili destinate al suo esercizio.
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Usucapione servitù di passaggio: l’apparenza è chiave
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di usucapione servitù di passaggio, confermando la decisione della Corte d'Appello. La controversia riguardava il diritto di passare su un terreno altrui per accedere al proprio. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, stabilendo che la servitù era stata correttamente acquisita per usucapione. La decisione si è basata sulla presenza di opere visibili e permanenti, come un cancello con lucchetto all'inizio della stradella, che dimostravano in modo inequivocabile l'esistenza di un peso sul fondo servente, soddisfacendo così il requisito dell'apparenza richiesto dalla legge.
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Servitù di parcheggio: ok dalla Cassazione a Sezioni Unite
Le Sezioni Unite della Cassazione risolvono il contrasto giurisprudenziale sulla validità della servitù di parcheggio. La sentenza stabilisce che è possibile costituire tale diritto reale, a patto che conferisca un'utilità specifica al fondo dominante, sia localizzata in un'area definita e non privi completamente il proprietario del fondo servente delle sue facoltà. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la doppia conforme
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una controversia su confini e servitù di passaggio. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", che impedisce un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi, e sulla genericità dei motivi di ricorso presentati. La Corte ribadisce che un precedente giudicato sulla determinazione dei confini preclude una nuova azione legale sullo stesso oggetto.
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