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Art. 1027 Codice Civile

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147 provvedimenti

Reformatio in peius: no a spese legali peggiorate
Una proprietaria immobiliare ottiene una parziale vittoria in appello, ma la Corte territoriale peggiora la sua posizione riguardo alle spese legali del primo grado. La Corte di Cassazione interviene, annullando la sentenza su questo punto specifico e riaffermando il principio del divieto di "reformatio in peius". Secondo i giudici, una riforma parziale favorevole all'appellante non può tradursi in una regolamentazione delle spese più svantaggiosa rispetto alla decisione iniziale, in assenza di un appello incidentale della controparte.
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Usucapione parcheggio: possesso esclusivo è decisivo
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso di usucapione parcheggio e aree pertinenziali a un condominio. La Corte ha rigettato le richieste dei condomini, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La motivazione principale si fonda sulla mancanza di un possesso esclusivo, pacifico e ininterrotto per oltre vent'anni, requisito fondamentale per l'usucapione. È stato accertato che le aree in questione erano liberamente accessibili e utilizzate anche da terzi estranei al condominio, invalidando così la pretesa di un possesso uti dominus. La sentenza chiarisce che né la manutenzione delle aree né la semplice destinazione a parcheggio nei progetti originari sono sufficienti a costituire un diritto reale in assenza di atti formali di trasferimento o di un possesso che escluda l'interferenza di terzi.
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Servitù di non costruire: validità e interpretazione
Una proprietaria immobiliare ha impugnato una decisione che confermava una servitù di non costruire derivante da un contratto di compravendita del 1983. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'interpretazione del contratto da parte del giudice di merito era plausibile e che le nuove argomentazioni legali proposte erano inammissibili. La servitù di non costruire è stata quindi ritenuta validamente costituita a beneficio delle proprietà adiacenti.
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Motivazione apparente: sentenza nulla se decide ultra petita
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per motivazione apparente. Il caso riguardava una servitù di passaggio, dove la Corte d'Appello aveva individuato un percorso per l'esercizio del diritto che nessuna delle parti aveva richiesto, violando il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Secondo la Cassazione, una decisione che si discosta dalle domande e dai motivi d'appello, fornendo una soluzione autonoma e non richiesta, è viziata da motivazione apparente, poiché non rende percepibile l'iter logico-giuridico seguito.
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Servitù su area condominiale: limiti all’uso
Una condomina impugnava la delibera che negava l'autorizzazione a lavori che avrebbero imposto una servitù su area condominiale a favore di una sua proprietà esterna. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'art. 1102 c.c. non consente di creare servitù su beni comuni a vantaggio di immobili non facenti parte del condominio, confermando la legittimità del diniego.
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Domanda nuova in condominio: limiti e conseguenze
Alcuni condomini impugnano una delibera per l'installazione di un dissuasore di sosta. Durante la causa, chiedono anche l'accertamento di una servitù sull'area. La Cassazione conferma che si tratta di una domanda nuova inammissibile, poiché introduce un tema di giudizio diverso, con parti e presupposti differenti, rispetto all'impugnazione della delibera. La Corte chiarisce inoltre che installare un dissuasore per regolamentare l'uso di un'area comune non costituisce un'innovazione e non richiede maggioranze qualificate.
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Diritto di servitù di passaggio: la prova è decisiva
Il Tribunale di Milano ha rigettato la domanda di un proprietario terriero che chiedeva il riconoscimento di un diritto di servitù di passaggio su un fondo confinante. La corte ha stabilito che i titoli di acquisto non provavano l'esistenza della servitù, non sussistevano i requisiti per l'usucapione e non era possibile costituire una servitù coattiva, in quanto il fondo non era assolutamente intercluso e la via richiesta non rappresentava la soluzione meno pregiudizievole per il fondo servente.
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