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Art. 102 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

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108 provvedimenti

Altri anni per Art. 102 Codice di Procedura Civile

Impugnazione delibere fondo: la Cassazione decide
Un investitore in un fondo comune immobiliare ha contestato le delibere dell'assemblea che modificavano il regolamento e sostituivano la società di gestione. Le corti di merito avevano negato la sua legittimazione ad agire. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12474/2025, ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: l'investitore ha pieno diritto all'impugnazione delle delibere del fondo, assimilando la sua tutela a quella prevista per i soci di società di capitali.
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Responsabilità capofila ATS: il caso in Cassazione
Una società capofila di un'Associazione Temporanea di Scopo (ATS) è stata condannata a restituire i fondi pubblici ricevuti a causa dell'inadempimento di altre imprese associate. La Corte di Cassazione ha confermato la sua piena responsabilità contrattuale per l'adempimento di tutte le obbligazioni previste dal bando di finanziamento, inclusa la fase post-formazione. L'ordinanza ha inoltre chiarito che, in caso di obbligazione solidale, non sussiste litisconsorzio necessario se l'azione è promossa contro un solo debitore.
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Indennità di espropriazione: chi è il proprietario?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato un caso di determinazione dell'indennità di espropriazione per la realizzazione di un'opera ferroviaria. La società espropriante aveva contestato la decisione della Corte d'Appello su diversi punti, tra cui la titolarità di una strada vicinale e la valutazione dei terreni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiave: nei procedimenti di esproprio, fa fede l'intestatario catastale per garantire la celerità della procedura, senza che ciò configuri un litisconsorzio necessario con altri potenziali proprietari. Inoltre, la valutazione dei terreni, anche se soggetti a vincoli, deve considerare il loro potenziale economico effettivo, e tale valutazione di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
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Eccezione di inadempimento: canone non dovuto alla P.A.
Un ente locale emetteva un'ingiunzione di pagamento a due operatori di taxi acqueo per il canone di utilizzo dei pontili. Gli operatori si opponevano, sollevando l'eccezione di inadempimento per le gravi carenze di sicurezza dei pontili. La Corte d'Appello accoglieva la loro tesi, ritenendo legittimo il rifiuto di pagare il canone a fronte dell'inadempimento dell'ente. La Corte di Cassazione ha poi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso da parte dell'ente stesso.
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Deposito telematico rifiutato: oneri e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo d'appello a causa della tardiva riassunzione. Dopo l'interruzione del giudizio per il decesso di una parte, il ricorrente aveva tentato un deposito telematico dell'atto di riassunzione, ma il sistema lo aveva rifiutato. La parte, tuttavia, è rimasta inerte per quasi tre anni prima di agire nuovamente. La Corte ha stabilito che, in caso di deposito telematico rifiutato, la parte ha l'onere di attivarsi immediatamente per rimediare, altrimenti il tentativo di deposito si considera come mai avvenuto, con conseguente estinzione del processo per superamento dei termini.
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Titolarità passiva del rapporto: a chi chiedere i fondi?
Una società di trasporti ha citato in giudizio una Regione per ottenere contributi economici. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la titolarità passiva del rapporto spetta al Comune concedente il servizio, non alla Regione. Quest'ultima ha solo il compito di trasferire i fondi agli enti locali, che sono i veri responsabili dei pagamenti verso le aziende fornitrici.
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Legittimazione passiva: Regione esclusa dal debito TPL
Una società di trasporto pubblico ha citato in giudizio una Regione per ottenere il pagamento di contributi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che, a seguito di una legge regionale del 2011, la competenza e la titolarità passiva del debito sono state trasferite ai Comuni capoluogo. Pertanto, la Regione non ha più legittimazione passiva in queste cause, anche se continua a calcolare i fabbisogni e a trasferire i fondi.
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Sconto tariffario sanità: i limiti temporali
Una struttura sanitaria ha contestato la richiesta di una ASL di restituire somme per la reintroduzione di uno sconto tariffario. La Corte di Cassazione ha stabilito che lo sconto tariffario sanità, previsto da una legge del 2006, era limitato al triennio 2007-2009. Pertanto, la richiesta di recupero per prestazioni erogate dopo tale periodo è illegittima. La sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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