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Art. 102 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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270 provvedimenti

Altri anni per Art. 102 Codice di Procedura Civile

Annullamento avviso accertamento: quando si estende ai soci?
La Cassazione chiarisce che l'annullamento di un avviso di accertamento notificato a una società di persone si estende ai soci solo se la sentenza è definitiva. Annullata la decisione di merito che si basava su una pronuncia non ancora passata in giudicato, confermando la validità della cartella emessa al socio sulla base di un accertamento a lui notificato e mai impugnato.
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Azione revocatoria: no ad atti di terzi acquirenti
La Corte di Cassazione stabilisce che l'azione revocatoria non può essere esperita contro un atto (nella specie, un contratto di locazione ultranovennale) posto in essere dal terzo acquirente di un bene ipotecato, ma solo contro gli atti di disposizione compiuti dal debitore originario. La tutela del creditore ipotecario contro gli atti pregiudizievoli del terzo acquirente risiede nell'azione di risarcimento del danno per fatto illecito e nelle norme sull'opponibilità degli atti.
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Nomina implicita custode: la Cassazione fa chiarezza
Una società fallita si opponeva al pagamento di un compenso a un istituto di vendite giudiziarie, sostenendo che quest'ultimo non fosse mai stato formalmente nominato custode dei beni pignorati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la 'nomina implicita custode' non è ammissibile. La nomina o la sostituzione del custode richiedono un'ordinanza esplicita e non possono essere desunte da comportamenti concludenti o da richieste istruttorie del giudice, ribadendo la necessità di formalismo a garanzia della certezza del diritto.
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Onere della prova fideiussore: la Cassazione chiarisce
Un fideiussore contestava il proprio obbligo di garanzia, sostenendo che le delibere societarie che modificavano i poteri di firma fossero false. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova di dimostrare il preesistente obbligo di firma congiunta spettava al fideiussore stesso. Non avendo fornito tale prova, le sue contestazioni sulla falsità delle delibere successive sono state ritenute irrilevanti, confermando la sua responsabilità.
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Onere della prova rivendica: Cassazione chiarisce
La Suprema Corte ha respinto il ricorso di un cittadino in una causa di proprietà contro un Comune per un complesso immobiliare. L'attore, già riconosciuto proprietario di una chiesa, non è riuscito a soddisfare l'onere della prova rivendica per l'adiacente conservatorio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per diversi vizi procedurali, tra cui l'applicazione della regola della 'doppia conforme' e la genericità dei motivi, ribadendo la centralità delle prove a sostegno della domanda di proprietà.
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Responsabilità distributore: obblighi su etichette
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa a carico di un operatore commerciale per la vendita di prodotti con etichettatura non conforme. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sulla responsabilità del distributore: non solo il produttore o l'importatore, ma tutti gli operatori della filiera economica, inclusi i distributori, sono responsabili di garantire che i prodotti immessi sul mercato riportino le informazioni obbligatorie per legge, come le avvertenze in lingua italiana. La Corte ha rigettato la tesi difensiva secondo cui tali obblighi graverebbero solo sull'ultimo anello della catena di vendita al consumatore, estendendo la responsabilità a tutta la filiera per assicurare una tutela più efficace.
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Litisconsorzio necessario: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un debitore contro un pignoramento presso terzi. La decisione si fonda sulla mancata indicazione, nel ricorso, del terzo pignorato, violando il principio del litisconsorzio necessario tra creditore, debitore e terzo. Questa omissione formale ha reso impossibile per la Corte verificare la corretta costituzione del contraddittorio, portando all'inammissibilità dell'appello nonostante i possibili vizi della sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile: il dovere di autosufficienza
Un contribuente si oppone a una cartella di pagamento. Il suo appello viene dichiarato estinto per non aver rinnovato una notifica. Impugna questa decisione in Cassazione, ma il ricorso viene dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ha stabilito che il ricorso era privo del principio di autosufficienza, poiché il ricorrente non aveva allegato il testo completo dell'ordinanza che contestava, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza delle sue censure.
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Notifica divisione endoesecutiva: basta uno per tutti?
In un procedimento di pignoramento immobiliare, una creditrice avvia una divisione giudiziale del bene. La notifica a uno dei comproprietari non va a buon fine, ma quella all'altro sì. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni precedenti, stabilisce che la notifica divisione endoesecutiva a uno solo dei litisconsorti necessari è sufficiente a impedire l'estinzione del procedimento. Il ricorso del debitore viene dichiarato inammissibile perché non contesta questa specifica e autonoma motivazione della Corte d'Appello.
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Litisconsorzio necessario: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un pignoramento presso terzi. La decisione si fonda sulla violazione del principio del litisconsorzio necessario, in quanto i ricorrenti non hanno identificato né citato in giudizio il terzo pignorato, parte fondamentale del processo. L'ordinanza sottolinea anche l'improcedibilità del ricorso per la mancata produzione di una copia conforme della sentenza impugnata, ribadendo l'importanza del rigore formale negli atti processuali.
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