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Art. 101 TUIR

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80 provvedimenti

Valori OMI: la Cassazione chiarisce il loro uso
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento basato sui valori OMI e sulla riqualificazione di somme da caparre ad acconti soggetti a IVA. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che i valori OMI costituiscono solo una presunzione semplice e non una prova legale assoluta, necessitando quindi di ulteriori elementi probatori. Inoltre, ha censurato la decisione dei giudici di merito per non aver adeguatamente motivato la ragione per cui le somme versate dai clienti dovessero essere considerate acconti e non caparre confirmatorie, come sostenuto dalla società. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Violazioni IVA: quando l’omessa autofattura è sanzionabile
Un'azienda è stata oggetto di un accertamento fiscale per diverse operazioni, tra cui costi da paesi 'black list' e violazioni IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14921/2025, ha stabilito che l'omissione dell'autofattura nel meccanismo del reverse charge non è una mera formalità. Poiché tale inadempimento ostacola i controlli dell'Amministrazione Finanziaria, esso costituisce una violazione sostanziale e deve essere sanzionato. La Corte ha quindi cassato con rinvio la decisione dei giudici di merito che avevano annullato le sanzioni.
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Sopravvenienza attiva: quando va tassato un credito?
Una società ottiene una sentenza favorevole contro un istituto di credito. L'Agenzia delle Entrate contesta il mancato inserimento del credito come sopravvenienza attiva nell'anno di deposito della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Ufficio, stabilendo che il momento impositivo sorge con il deposito della sentenza che rende il credito certo e determinabile, a meno che la sua esecutività non sia sospesa, senza dover attendere il passaggio in giudicato.
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Sopravvenienza attiva: tassazione al deposito sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla tassazione della sopravvenienza attiva derivante da un credito riconosciuto in giudizio. Con l'ordinanza n. 11919/2025, i giudici hanno stabilito che il momento impositivo coincide con l'anno di deposito della sentenza che accerta il credito, e non con il momento in cui la stessa diventa definitiva. La condizione è che l'efficacia esecutiva della decisione non sia stata sospesa. Il caso riguardava la restituzione di interessi anatocistici da parte di una banca a una società, il cui reddito è stato poi imputato per trasparenza ai soci.
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Sopravvenienza attiva: quando tassare un credito?
Una società ha ottenuto un risarcimento da un istituto di credito a seguito di una causa per interessi anatocistici. La Corte di Cassazione ha stabilito che la conseguente sopravvenienza attiva deve essere tassata nell'anno in cui la sentenza di condanna viene depositata, e non quando diventa definitiva, a condizione che la sua esecutività non sia stata sospesa. Con questa ordinanza, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, fissando un principio fondamentale sul momento impositivo dei proventi derivanti da contenziosi legali.
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Principio di competenza: quando dedurre i costi
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti fiscali per le imprese. Il caso riguardava un avviso di accertamento notificato a una società di servizi. La Corte ha stabilito che, in base al principio di competenza, il costo per una prestazione professionale è deducibile nell'anno in cui la prestazione è ultimata, non quando viene pagata. Ha inoltre confermato che la perdita su un credito verso un'azienda fallita è deducibile dall'anno della dichiarazione di fallimento. Altri motivi di ricorso, relativi a svalutazioni e deduzioni IRAP, sono stati respinti.
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Costi da paradisi fiscali: quando sono deducibili?
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dei costi da paradisi fiscali, stabilendo che per la loro deducibilità l'impresa deve fornire la prova di un effettivo interesse economico. La Corte ha annullato la decisione di merito che non aveva adeguatamente valutato le prove fornite dalla società contribuente, rinviando il caso per un nuovo esame. La sentenza chiarisce anche i presupposti per la presunzione di distribuzione di utili extracontabili nelle società a ristretta base azionaria, non richiedendo necessariamente un legame di parentela tra i soci.
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Delega di firma: onere della prova sull’Agenzia
Una società impugna due avvisi di accertamento, contestando tra l'altro il difetto di delega di firma del funzionario sottoscrittore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8505/2025, dichiara estinto il giudizio per il primo avviso grazie a una definizione agevolata. Per il secondo avviso, accoglie il ricorso, stabilendo che in caso di contestazione della delega di firma, spetta all'Amministrazione Finanziaria e non al contribuente fornire la prova della sua esistenza. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio.
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Sopravvenienze attive: la tassazione per competenza
Un'azienda non aveva tassato delle sopravvenienze attive, qualificandole come straordinarie non imponibili. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale operato, sostenendo che dovessero essere tassate nell'anno di competenza. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo che le sopravvenienze attive devono essere tassate nell'esercizio in cui si acquisisce la certezza della loro esistenza, in base al principio di competenza fiscale, cassando la decisione dei giudici di merito.
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Riporto perdite fusione: il test di vitalità è cruciale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1715/2025, ha stabilito principi fondamentali in materia di riporto perdite fusione con effetti fiscali retroattivi. La Corte ha chiarito che il 'test di vitalità', necessario per trasferire le perdite fiscali, deve essere superato non solo per l'esercizio precedente alla fusione, ma anche per il periodo interinale tra l'inizio dell'anno fiscale e la data di efficacia dell'operazione. Il mancato superamento di questo test impedisce il riporto delle perdite. La sentenza ha inoltre affrontato la deducibilità delle perdite su crediti verso debitori in procedura concorsuale, confermando una maggiore flessibilità temporale per il creditore.
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Accordo conciliativo in Cassazione: fine della lite
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale fino in Corte di Cassazione. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo. La Suprema Corte, applicando le nuove normative, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al processo con compensazione delle spese. La decisione evidenzia l'efficacia del nuovo istituto dell'accordo conciliativo in Cassazione per definire le liti tributarie.
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Definizione agevolata: i pagamenti sanzioni contano
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4613/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di definizione agevolata delle liti fiscali. La Corte ha chiarito che le somme già versate dal contribuente per la definizione delle sole sanzioni devono essere scomputate dall'importo totale dovuto per la chiusura della controversia. Il diniego dell'Amministrazione Finanziaria, basato su un'interpretazione restrittiva, è stato ritenuto illegittimo, portando all'accoglimento del ricorso del contribuente e alla definitiva estinzione del giudizio.
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Estinzione parziale processo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione analizza un caso complesso di estinzione parziale del processo tributario. Una società aveva aderito a un condono per una parte del debito contestato, ma il giudice aveva erroneamente dichiarato estinto l'intero giudizio. La Corte chiarisce che il processo deve continuare per la parte non condonata, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate sul principio di competenza per la deducibilità delle perdite su crediti e dichiarando inammissibile il suo ricorso per revocazione del decreto di estinzione.
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Sopravvenienza passiva: onere della prova per la deduzione
Un promotore finanziario si è visto negare la deduzione di un costo di 100.000 euro, qualificato come sopravvenienza passiva, per un accordo transattivo con due clienti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il contribuente non ha soddisfatto il rigoroso onere della prova necessario per dimostrare la certezza, l'inerenza e la base giuridica della spesa. La documentazione prodotta è stata ritenuta carente sia dal punto di vista formale che sostanziale, rendendo il costo non deducibile.
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Costi black list: prova dell’interesse economico
Una società si è vista negare la deducibilità di costi per operazioni con partner in paradisi fiscali. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il suo ricorso, stabilendo che per dedurre i costi black list non basta provare che l'operazione sia avvenuta, ma è necessario dimostrare un effettivo interesse economico a scegliere quel partner specifico. La sentenza ha rinviato il caso al giudice di appello per una nuova valutazione delle prove fornite dalla società in merito ai contratti di trasporto, confermando invece la decisione su altri punti come il principio di competenza e la deducibilità delle perdite su crediti.
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Rinnovazione notifica ricorso: la Cassazione decide
In una controversia tributaria, l'Agenzia delle Entrate notificava un ricorso incidentale all'indirizzo sbagliato. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha dichiarato la notifica nulla ma non inesistente. Di conseguenza, ha ordinato la rinnovazione della notifica ricorso, applicando un principio generale di sanatoria degli atti processuali per garantire il diritto di difesa. La causa è stata quindi rinviata a nuovo ruolo in attesa della corretta notificazione.
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Base imponibile IRAP: la derivazione dal bilancio
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i criteri per la determinazione della base imponibile IRAP. La Corte ha stabilito che, per le società di capitali, vige il principio di derivazione dal conto economico. Pertanto, un costo correttamente imputato a bilancio secondo i principi civilistici è deducibile, anche se la sua manifestazione finanziaria (es. fattura) si riferisce a un esercizio precedente. L'ordinanza ribadisce che il concetto di inerenza dei costi ai fini IRAP va valutato secondo le norme civilistiche e non quelle, più restrittive, previste per l'IRES. La decisione ha accolto il ricorso di una società contro l'Agenzia delle Entrate, annullando l'avviso di accertamento.
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Sopravvenienze attive e magazzino: Cassazione chiarisce
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema delle sopravvenienze attive derivanti da debiti prescritti e il corretto calcolo delle rimanenze di magazzino. La Corte ha chiarito che il pagamento di un debito già prescritto è irrilevante per l'annualità in cui si è verificata la prescrizione. Ha inoltre accolto il ricorso di un'azienda, stabilendo che i giudici di merito devono esaminare tutte le prove fornite dal contribuente sulla reale consistenza del magazzino, cassando la precedente sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Indennizzo procedura fallimentare: no alla riduzione
Una società ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata (13 anni) di una procedura fallimentare in cui era creditrice. La Corte d'Appello ha concesso l'indennizzo ma lo ha ridotto a causa dell'elevato numero di creditori. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la riduzione dell'indennizzo per un alto numero di parti non è applicabile alle procedure fallimentari, poiché la pluralità di creditori è una caratteristica intrinseca e non un'anomalia. Di conseguenza, il calcolo dell'indennizzo per procedura fallimentare deve seguire regole specifiche che non prevedono tale decurtazione.
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Incasso giuridico: tassabile la rinuncia al credito
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'utilizzo di un credito vantato da un socio verso la propria società per sottoscrivere un aumento di capitale costituisce un 'incasso giuridico'. Tale operazione, avvenuta prima delle riforme del 2016, genera un reddito diverso tassabile, pari alla differenza tra il valore del credito utilizzato e il costo di acquisto. La Corte ha chiarito che l'atto che determina la tassazione è l'effettivo utilizzo del credito, non una sua precedente e generica rinuncia.
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