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Art. 10 L. 212/2000

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124 provvedimenti

Cessione di azienda: il calcolo delle passività
Una società in liquidazione ha impugnato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate relativo all'imposta di registro su una cessione di azienda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che, per determinare la base imponibile, le passività inerenti all'attività aziendale ceduta devono essere scomputate dal valore dei beni. La Corte ha distinto tali passività dai meri accolli di debiti, che invece concorrono a formare la base imponibile. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Contraddittorio: nullo l’avviso senza 60 giorni
Una società estera, accusata di fittizia residenza all'estero (esterovestizione), ha ottenuto l'annullamento di un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha ritenuto l'atto nullo per la violazione del contraddittorio endoprocedimentale, in quanto l'Amministrazione Finanziaria non ha rispettato il termine dilatorio di 60 giorni tra la notifica del processo verbale di constatazione e l'emissione dell'atto impositivo, un passaggio fondamentale per garantire il diritto di difesa del contribuente.
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Estinzione del giudizio: accordo tra le parti
Una controversia fiscale su un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU), giunta fino alla Corte di Cassazione, si è conclusa con l'estinzione del giudizio. Le parti, un operatore balneare e un'amministrazione comunale, hanno raggiunto un accordo e presentato una rinuncia congiunta al ricorso. La Corte ha preso atto della volontà delle parti, ha dichiarato estinto il procedimento e ha compensato integralmente le spese legali, chiarendo che in questi casi non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Imposta sulla pubblicità: carrelli spesa e sanzioni
Una società ha contestato l'imposta sulla pubblicità per messaggi promozionali sui carrelli della spesa di un centro commerciale. La Corte di Cassazione ha confermato che l'imposta è dovuta, poiché la pubblicità nel parcheggio è visibile a un pubblico indeterminato. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo la buona fede del contribuente che si era conformato a precedenti risoluzioni ministeriali, generando una condizione di incertezza normativa.
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